Dal blog di Beppe Grillo
Il Giornale di oggi ha titolato in prima pagina: “Anche Grillo chiede soldi allo Stato” riferendosi ai contributi elettorali. E’ falso. I miei legali stanno valutando querela e danni civili e io qualche calcetto nel culo a Feltri.
“Continua la campagna stampa di discredito nei confronti del Movimento 5 Stelle. Ci sembra di poterne dedurre che si stiano avvicinando le elezioni politiche. I giornali tentano di diffondere illazioni da quattro soldi, raccogliendo qua e là voci e confezionando articoli che prima di tutto infangano la loro professione. A volte ci si mettono anche le agenzie di stampa. Perdiamo così un po’ di tempo a smentire tutti: lo abbiamo fatto in un’intervista a è-tv, ma non è bastato. Il Quotidiano Nazionale (Carlino, Il Giorno, La Nazione) ha insistito, salvo poi dover pubblicare la smentita. Ora, in prima pagina, ci riprova Il Giornale: questo video è per chiarire ulteriormente come siano andate le cose. Non possiamo permettere che la scarsa professionalità di qualcuno ricopra di fango l’impegno di tanti volontari, lo sforzo di tanti attivisti, il lavoro dei nostri consiglieri in tanti Comuni e nei consigli regionali. In prima pagina Beppe, i quotidiani italiani avrebbero dovuto titolare: il Movimento 5 stelle unica forza politica a rifiutare la refurtiva elettorale ed a tagliarsi i grassi stipendi della politica. Ma allora non saremmo 72esimi nella classifica internazionale come libertà d’informazione.” Giovanni Favia consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna .
Fonte: beppegrillo.it

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I dati audiweb del 20 maggio 2009 mostrano che in Italia circa 30 milioni di persone hanno un accesso a internet e di queste circa l’80% ha una connessione veloce. Tra questi c’è addirittura un valoroso 6% che ha abbandonato la televisione a favore della rete, ma nonostante questi dati siamo ancora lontani da Paesi come Inghilterra, Germania, Francia in cui la percentuale di persone che usa internet abitualmente, usufruendo di una connessione veloce, è nettamente superiore ai dati del nostro Paese. In Italia c’è una parte di persone che non naviga in rete in quanto non sa usare il computer. E’ importante invece avviare un processo di alfabetizzazione informatica affinchè si possa superare il digital divide che ancora ci appartiene. La rete offre informazioni senza censura, in tempo reale e, soprattutto, in rete esiste un feedback che in televisione non c’è. Se in rete si dice una “bugia” si viene subito smentiti. Ci sono stati politici che hanno provato ad aprire un loro blog, ma hanno ricevuto talmente tanti commenti negativi che hanno deciso subito di chiuderlo. Per loro l’unico posto dove possono continuare a dire bugie (ancora per poco) è la televisione. Oggi in Italia “la televisione è il luogo delle bugie“ in cui si omettono le informazioni “scomode” e si costruiscono false verità e si distorce l’informazione. In Italia l’informazione è parzialmente libera, è il dato ufficiale espresso da Freedom House, un istituto di ricerca situato a Washington che ha come obiettivo la promozione della democrazia liberale nel mondo. Nel rapporto 2009 di F.H. il nostro Paese viene declassato da Paese “libero” a “parzialmente libero”, siamo l’unico caso nell’Europa Occidentale insieme alla Turchia. Tra le cause di questa situazione Freedom House cita le continue intimidazioni ai giornalisti e i tanti processi per diffamazione a carico di altrettanti giornalisti, tra cui ne cita alcuni tra i più eclatanti, tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio. In Italia i giornalisti “subiscono intimidazioni” tali da indurli ad “essere condizionati”. Ecco perchè la televisione ed i giornali sono diventati dei mezzi di comunicazione al servizio del potere. Per questo motivo la televisione ed i giornali non servono più. Milioni di euro “regalati” dallo Stato per finanziare giornali che non fanno vero giornalismo. Occorrono informazioni reali, occorre giornalismo vero. “La società non ha bisogno dei giornali, ha bisogno di giornalismo (Clay Shirky)”. In questa Italia in cui “l’informazione è malata“, la rete è la nostra unica speranza per informare e per resistere. La rete ci salva e ci salverà.
Alessandro Furnari

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