
Ormai preoccupazioni ne sono state sollevate parecchie circa gli ftalati e le cause di problemi alla salute – anche ai livelli molto bassi a cui siamo attualmente esposti. L’uso continuato di ftalati non è più necessario, dato che sono ora disponibili alternative più sicure. Le preoccupazioni maggiori vengono dai plastificanti impiegati nel PVC, utilizzato nella fabbricazione di bottiglie, pellicole trasparenti e le guarnizioni per i tappi a vite dei vasi. Anche se questi composti sono indubbiamente pericolosi a livelli elevati di esposizione, nell’opinione scientifica tuttavia, si fa strada la crescente evidenza che anche ai livelli più bassi di esposizione, gli ftalati sono causa di problemi come la sterilità, l’obesità, il cancro al seno, il cancro della prostata, malattie cardiache e il diabete. Ai consumatori consigliamo di stare alla larga dalle materie plastiche con i codici di identificazione 3 ed evitare le carni fresche e verdure avvolte in pellicola trasparente. La maggior parte delle pellicole trasparenti vendute per uso domestico sono ormai fatte di polietilene a bassa densità (codice 4), che sembra essere sicuro. Ma molti supermercati, macellerie e fruttivendoli usano ancora il confezionamento di carni e verdure fresche in pellicola trasparente in PVC.

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Nei cartoni animati c’è il pesce con tre occhi, ad Augusta c’è il pesce con la lisca a “esse”, a “vi” e a “ipsilon”. A dirlo è la Dott.ssa Mara Nicotra, ricercatrice, biologa marina, dell’Università di Catania. Quelli che si vedono nel video sono gli effetti che l’inquinamento da metalli pesanti, presenti in grandi quantità sul fondo della rada di Augusta, ha sui pesci e i molluschi. Ad Augusta spesso il piatto del giorno è: “pesce al veleno“, per gli abitanti del posto però questa notizia non è una novità perchè già da moltissimi anni “sapevano”. Dalle analisi effettuate dalla Dott.ssa Nicotra si evidenziano grandi quantità di cadmio, piombo, zinco e mercurio, ma la città di Augusta non è l’unica a doversi preoccupare per l’inquinamento del mare. I dati 2006 del registro INES (che raccoglie le dichiarazioni ufficiali di emissione in acqua ed atmosfera da parte delle aziende) riportano che nella città di Taranto vengono emessi 1116 Kg/anno di arsenico (l’arsenico oltre a provocare i tumori può persino modificare il DNA), 74297 Kg/anno di piombo (cancerogeno), 1826 Kg/anno di mercurio (neurotossico) e 733 Kg/anno di cadmio (cancerogeno). Qualcuno ricorda se il pesce pescato a Taranto ha le stesse lische viste nel video? L’inquinamento genera problemi ambientali e gravissimi problemi alla salute delle persone. E’ ormai noto che l’inquinamento da metalli pesanti (e la conseguente intossicazione da metalli pesanti) sia una delle cause delle nascite di bambini con malformazioni, tumori, leucemie e malattie del sistema immunitario.
Alessandro Furnari

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