• scarica e diffondi
  • Tv, il regime degli show men

    Posted in Internet e l'informazione  by admin | maggio 25th, 2010

    di Massimo Fini

    In Italia i conduttori di talk-show in particolare e i personaggi televisivi in generale, dagli show men giù giù fino all’ultima velina, hanno preso un potere eccessivo, abnorme, spropositato e pericoloso. Costoro confondono la potenza del mezzo con la propria e così fanno i telespettatori a casa su cui i protagonisti dello show business televisivo esercitano un’influenza pesantissima. Un buon esempio del delirio di onnipotenza e della perdita di ogni e qualsiasi senso del limite e dei propri limiti l’ha dato giovedì sera ad  AnnoZero Michele Santoro parlando per venti minuti buoni, e con grande arroganza, di sue questioni personali come se fossero fatti nazionali.

    Dei precedenti (anche se in quei casi si trattava di direttori di testata) si erano avuti con Augusto Minzolini e, più lontano nel tempo, con Gad Lerner. Il fatto è che da noi i conduttori, soprattutto di talk-show politici ma non solo, non sono dei conduttori, sono dei protagonisti assoluti, dei domatori (si pensi a Costanzo, quando era ancora attivo), dei manipolatori a favore di una loro tesi o di qualche forza politica.

    In Svizzera, paese che ho frequentato a lungo e alla cui Tv sono stato spesso invitato, il conduttore fa, come dice la parola stessa, il conduttore, si limita cioè a stimolare, con intelligenza, gli ospiti e resta sullo sfondo. Noi non possiamo essere svizzeri, d’accordo, ma non possiamo nemmeno tollerare che i conduttori di talk-show abbiano assunto questa importanza che è superiore persino a quella degli uomini politici a meno che non si trasformino anch’essi in mascheroni televisivi.

    Di fatto oggi la nuova classe dirigente italiana è formata dai protagonisti dello star system televisivo, sono costoro che dettano i costumi, la way of life, i comportamenti, le regole, le categorie sociali, politiche, etiche. Nella Grecia classica erano Platone e Aristotele, con le loro scuole, ad avere questa funzione e le loro concezioni si trasmettevano agli uomini di governo e, scendendo giù per li rami, alla popolazione. Col crollo delle strutture dell’Impero Romano furono i Padri della Chiesa (Ambrogio, Agostino) ad assumersi questo compito.

    Nel Medioevo è stata la scolastica. In seguito furono i pensatori illuministi, Mill, Locke, Kant, Hegel, Marx a porre le basi concettuali del mondo moderno. Ma direi che, per quel che riguarda l’Italia, la filosofia, la cultura e l’arte hanno largamente influenzato la società e la politica fino al fascismo compreso. E ciò è avvenuto fino al dopoguerra proprio grazie alle “famigerate” ideologie: il liberalismo, l’idealismo crociano, il cattolicesimo sociale di Don Sturzo, il socialismo, il marxismo.

    A noi sono toccati i Vespa, i Santoro, i Floris, i Fazio, i Baudo, i Bonolis, le Ventura, le Marcuzzi, buone braccia sottratte all’agricoltura o al ricamo. E la stampa, canibalizzandosi, segue. Se c’è un problema sociale o anche etico i giornalisti, oltre ai preti, non vanno a chieder lumi a Severino, a Veca, a Rovatti, a Viano, a Ceronetti ma a Fiorello, a Jovanotti, a Celentano, ad Alba Parietti. Ed Edoardo Sanguineti, molto omaggiato post mortem, chi l’ha mai visto in Tv? Probabilmente era troppo brutto per avere diritto di apparire sul piccolo schermo.

    La Televisione, dopo la straordinaria e irripetibile stagione di Ettore Bernabei, ha distrutto la cultura e direi anche la società italiana. E oggi, adoratori di idoli di cartapesta anzi di plastica, abbiamo ciò che ci meritiamo. Del resto lo stesso Bernabei aveva avvertito: “La televisione ha un potenziale esplosivo superiore a quello della bomba atomica. Se non ce ne rendiamo conto rischiamo di trovarci in un mondo di scimmie ingovernabili. Io dico che la tv di oggi è come la medicina del Settecento quando i barbieri facevano i chirurghi. Oggi per diventare chirurghi bisogna studiare 15 anni mentre per diventare una star della tv basta qualche apparizione.

    Fonte: Il Fatto Quotidiano, pag. 18,  25 maggio 2010

    Tags: il regime degli show men, Massimo Fini, Tv

    Strage di capodogli: responsabili i governi italiano e olandese

    Posted in Inquinamento del mare  by admin | maggio 23rd, 2010

    di Gianni Lannes

    Onde mortali a caccia di petrolio amaro: soldi facili e bulimia di potere ammantati dalla scienza. Senza scrupoli pur di favorire le speculazioni del miglior offerente. Il governo Berlusconi ha concesso l’autorizzazione al governo olandese per sondare idrocarburi nel Mar Jonio (italiano). Le prove emerse parlano chiaro. La nave “Pelagia” ha effettuato ricerca di petrolio in acque italiane da novembre a dicembre dell’anno 2009, proprio nell’habitat in cui nuotavano i capodogli trucidati (fotografati da cetologi di chiara fama). Gli olandesi hanno utilizzato cannoni pneumatici (air gun) che sparano onde acustiche in acqua per saggiare il riflesso sismico e la geologia dei fondali. L’intrusione e la massiva interferenza ha provocato la fuga dei cetacei verso l’Adriatico dove sono andati a morire per embolia gassosa a livello coronarico. L’affondo acustico spaventa queste creature e le spinge ad una risalita troppo rapida, in cui trovano frequentemente la morte. I cetacei sono dipendenti dall’udito per la loro sopravvivenza. Molti esperti sono preoccupati dall’inquinamento acustico causato dalla navigazione, dalle rilevazioni sismiche, dalle trivellazioni per l’estrazione degli idrocarburi, dalle costruzioni marine e dai dispositivi sonar (lavorano a medie frequenze). La marina militare degli Stati uniti d’America attualmente sta sperimentando dei cannoni pneumatici che sparano sugli abissi onde sonore fino a 270 decibel con intervalli di 20 secondi. La tolleranza acustica massima dei capodogli è di 150 decibel. La Cetacean International Society pubblica bollettini di cetacei uccisi da questo tipo di sperimentazione. Tra l’altro questo organismo scientifico indipendente da lobby economiche e governi ha denunciato una dozzina di esperimenti realizzati in gran segreto dall’Alleanza atlantica (Nato) nel mar Ligure. Contaminazione causata non solo dai cannoni acustici calibrati, ma anche dai meno conosciuti Surtass Lfai dell’US Navy e della Nato. Si tratta di sistemi sonori per individuare sommergibili con uso di onde sonore di 250 decibel a bassa frequenza di 450-750 Hz. A metà dicembre è spuntato dal nulla Giuseppe Nascetti, pro rettore dell’università della Tuscia. Nascetti non ha messo piede nel Gargano ma ha decretato a tavolino una “verità” planata dall’alto. L’ “esperto” ha dichiarato che “quattro capodogli sono deceduti per aver ingerito buste di plastica”. Menzogne a buon mercato: non esiste un caso documentato nella letteratura scientifica al livello mondiale di capodoglio ucciso dal soffocamento causato dalla plastica; e tra l’altro sono stati sottoposti ad autopsia soltanto due esemplari. Nascetti è lo stesso tecnico collaboratore dell’Enea alla Casaccia, uno dei più grandi depositi di rifiuti nucleari del belpaese. Chi ha pagato il professor Nascetti per depistare? Questi giganti del mare sono i nostri antenati evoluti, mentre noi “umani” sempre a caccia di profitto o comunque passivi siamo le vere bestie. La scienza è solo un pretesto per mascherare i soliti sporchi affari. Al danno la beffa: 400 mila euro per il funerale dei capodogli – previa razzia dei denti d’avorio – nei terreni di un noto speculatore cementizio del Gargano. Vero ministro Prestigiacomo? Governatore Vendola lei era al corrente? Prezzolati governanti è ora di fare i conti con la società civile. Non ci faremo imbavagliare. La parola d’ordine è semplice: disobbedienza civile.

    Fonte: www.italiaterranostra.it

    Tags: strage di capodogli

    La Rete contro il bavaglio

    Posted in Internet e l'informazione  by admin | maggio 21st, 2010

    Manifestazioni, raccolte di firme, appelli, gruppi su Internet: l’Italia che non ci sta inizia a muoversi seriamente contro la norma Alfano. Dal Popolo Viola alla Valigia blu, la protesta corre su Internet

    Il ddl intercettazioni inizia a perdere pezzi, mentre il movimento di protesta continua a crescere e a rafforzare i suoi numeri. Il senatore del Pdl Roberto Centaro ha annunciato la decisione di ritirare la norma che introduce il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Un annuncio che però l’opposizione smentisce chiedendo la rimozione dell’intero articolo di legge e non del semplice emendamento.

    Il pericolo bavaglio è quindi ancora presente. Proprio per impedire l’approvazione del ddl Alfano continuano le adesioni al fronte di protesta, alla vigilia della manifestazione di venerdì 21 alle 14 in piazza Montecitorio a Roma. Per l’occasione si terrà un sit-in di fronte al parlamento con l’allestimento di uno “speaker’s corner” da cui sarà possibile esprimere il proprio dissenso di fronte agli altri manifestanti imbavagliati.

    Nelle ultime ore l’emittente satellitare Sky ha annunciato il ricorso alle autorità europee perché “queste norme rappresentano un grave attacco alla libertà di stampa e di espressione, ma soprattutto costituirebbero una grande anomalia a livello europeo”. Persino il giornale di Alleanza Nazionale, Il secolo d’Italia titola con “speriamo in un ripensamento” e mette in evidenza le profonde spaccature presenti anche all’interno della maggioranza sui pericoli di questa legge.

    Oltre alla manifestazione romana sono attese anche altre mobilitazioni organizzate dal Popolo Viola che, in un comunicato rilasciato giovedì ha annunciato che “non solo sarà a Roma, ma registra l’adesione quasi unanime dei gruppi locali da cui è formato, tra questi Parma, Monza, Trieste, Napoli, Palermo, Genova, la Sardegna sarà in piazza Repubblica – davanti al palazzo di giustizia – a Cagliari, Il Popolo Viola Savona si imbavaglierà in piazza Sisto (Sv).

    Il Popolo Viola , con le sue realtà locali, ritiene prioritario sostenere la protesta contro l’ennesima legge ad uso di pochi che questo Governo vuole imporre in evidente prevaricazione dei diritti democratici nel nostro Paese”.

    La protesta continua a montare anche in rete e sui social network, dove la partecipazione “dal basso” ha ormai raggiunto numeri di tutto rispetto. La Valigia Blu di Arianna Ciccone e Repubblica.it hanno lanciato l’iniziativa deipost-it boys “Basta una foto, e nascono i ragazzi del post-it: giovani che si vogliono opporre alla legge sulle intercettazioni. Un post-it sulla bocca e una frase: “Meno informazione = più corruzione”, no alla legge bavaglio “.

    Sempre la Valigia Blu sostiene anche un’altra iniziativa per sollecitare il presidente della Repubblica Napolitano a non promulgare il ddl quando questo arriverà sul suo tavolo. La modalità scelta per manifestare è in questo caso è l’invio di centinaia di mail direttamente a Napolitano (in che modo viene spiegato sulla pagina dell’iniziativa).

    Nel frattempo le firme sul sito No Bavaglio hanno superato quota 92 mila (di cui 20 mila solo nella giornata di mercoledì) e tutte le pagine Facebook impegnate nella protesta vedono salire i propri iscritti: Libertà è Informazione, Popolo Viola, No al Bavaglio, Dignità dei giornalisti e rispetto dei cittadini .
    Gli interessi da tutelare sono i più diversi e non si può dimenticare il pericolo per blog e siti amatoriali di venire zittiti, come dimostrano i 35 mila iscritti alla pagina Facebook “Salva i Blog“. La rete non ne vuole proprio sapere di bavagli.

    Autore: Mauro Munafò

    Fonte: L’espresso

    Tags: La Rete contro il bavaglio

    Rassegna Stampa Meetup: “Referendari contro Blustar”

    Posted in I Grilli di Taranto in MoVimento  by admin | maggio 20th, 2010

    Referendari contro Blustar

    MeetUp 141x141Riteniamo importante riportare questo articolo pubblicato sul ‘TarantOggi’ di giovedì 20 maggio. Come Meetup – I Grilli di Taranto in MoVimento sosteniamo il Referendum Ilva poiché riteniamo che il Referendum rappresenti un’occasione per sensibilizzare i cittadini sulle problematiche derivanti dall’inquinamento ambientale e sulle malattie derivanti dall’inquinamento ambientale. Coerentemente con la nostra visione della necessità di un’economia sociale che rispetti l’ambiente, siamo a favore della riconversione industriale con la tutela dei posti di lavoro. Relativamente a queste nostre idee “ci sentiamo Referendari”, quindi ci sentiamo vicini ai cittadini, alle associazioni ambientaliste ed ai comitati ambientalisti che hanno espresso, attraverso facebook, il loro disappunto per la mancanza di contraddittorio, in tema referendario, durante la trasmissione ‘Botta e risposta’ andata in onda su Blustar. Ci teniamo inoltre a precisare che non sosteniamo il ‘Comitato Taranto Futura’ per molte delle sue “idee per Taranto”, ma che sosteniamo solamente il Referendum Ilva.

    Meetup – I Grilli di Taranto in MoVimento

    Tags: Comitato Taranto Futura, I Grilli di Taranto in MoVimento, Rassegna Stampa Meetup

    Rassegna Stampa – I Grilli di Taranto in MoVimento

    Posted in I Grilli di Taranto in MoVimento  by admin | maggio 20th, 2010

    rassegna stampa

    In attesa che sia pronto il blog del Meetup – I Grilli di Taranto in MoVimento ospito volentieri su questo spazio le iniziative del Meetup. A tal proposito segnalo che da mercoledì 19 maggio è partita l’iniziativa “la Rassegna Stampa del Meetup” che si occuperà di scegliere quotidianamente un articolo che tratti un argomento importante per la città di Taranto.

    Alessandro Furnari

    Tags: I Grilli di Taranto in MoVimento, Rassegna Stampa Meetup, Taranto Meetup di Beppe Grillo

    L’intelligenza della Rete

    Posted in Internet e l'informazione  by admin | maggio 14th, 2010
    Immagine anteprima YouTube

    Nicholas Carr è un noto giornalista americano, ha pubblicato qualche tempo fa un articolo dal titolo “Is Google Making Us Stupid?“, cioè Google ci rende stupidi? Pubblicato da una rivista molto famosa The Atlantic Monthly che dedicò all’articolo anche la copertina.
    La tesi di Carr è che Internet diminuisce le nostre capacità cognitive e di concentrazione, per rispondere a questa e ad altre domande sul futuro di Internet, sono stati intervistati 850 opinion leader mondiali di tecnologia e delle applicazioni della tecnologia sugli effetti di Internet nell’ambito sociale, politico ed economico. La società di ricerca Pew Internet ha pubblicato i risultati nella ricerca: “Il futuro di Internet“, che prevede, cerca di prevedere lo sviluppo della Rete da oggi fino al 2020.
    Nel 2020 lo sviluppo dell’intelligenza collettiva aumenterà grazie a un accesso alla Rete sempre più diffuso nel mondo, anche nelle nazioni più povere, in principio chiunque potrà accedere a una quantità d’informazione inconcepibile prima di Internet, qualunque sia il suo stato sociale sia che sia ricco, o povero. Il futurologo Jamais Cascio ritiene che il processo di aumento dell’intelligenza collettiva e individuale sia già in corso da tempo e stia accelerando e che solo grazie a questa aumentata consapevolezza l’umanità riuscirà ad affrontare problemi come il riscaldamento globale e la penuria dell’acqua.
    Per la maggioranza degli intervistati Internet diventerà un’estensione naturale della nostra memoria, sia attraverso i motori che con memorie digitali personali, si svilupperanno le capacità analitiche e di capacità critica per comparare diverse fonti d’informazione, si svilupperà anche la creatività che potrà utilizzare contenuti multimediali praticamente illimitati.
    Lo sviluppo delle reti sociali avrà sempre più come obiettivo un fatto concreto, quindi la soluzione di problemi comuni, suggerire e condividere le soluzioni sia in piccola che in grande scala, dal quartiere della propria città alle politiche energetiche del proprio Paese. Le capacità mnemoniche diventeranno meno importanti, i motori di ricerca evolveranno in solutori di problemi da semplici fornitori d’informazioni quali sono oggi.
    In dieci anni cambierà anche il linguaggio dell’informazione, con l’emergere di nuovi stili e di una letteratura visuale detta Screen Literacy integrata con ogni tipo di contenuto online e con la stessa programmazione, quindi con i software, ci saranno nuovi Dostoevskij di una nuova forma di letteratura.
    In un’era post letteraria si svilupperà un’informazione creata dalla massa e sempre di maggiore qualità sull’esempio dell’enciclopedia online Wikipedia che ha un percentuale di errori inferiore rispetto alle voci presenti nell’enciclopedia britannica.
    Con l’informazione di qualità si svilupperà però anche l’informazione spazzatura e le persone dovranno avere la capacità di valutare i singoli contenuti. La parola “intelligenza” sarà sempre più associata alla parola interconnessione e la Rete diventerà un’estensione dell’intelligenza. Quando s’inserisce un contenuto nella Rete, per esempio una parola chiave in Google, un commento, un post o un semplice link, la Rete diventa più intelligente e questa intelligenza viene diffusa a chiunque vi acceda.
    Google ed in generale la Rete non ci renderanno quindi meno intelligenti ma più critici, più consapevoli, più interconnessi e più in generale parte di un’intelligenza collettiva.

    Autore: Gianroberto Casaleggio – 12 maggio 2010

    Fonte: Gianroberto Casaleggio

    Tags: Gianroberto Casaleggio, intelligenza collettiva, pew internet, web 2.0

    Favia si mette alla guida dell’ opposizione “Controlliamo noi la giunta, il Pdl non lo fa”

    Posted in MoVimento Beppe Grillo entra nella storia  by admin | maggio 11th, 2010

    “C’ è stato un tacito accordo tra i due principali partiti per escludere il Movimento 5 stelle”. “Il budget di ogni gruppo va messo online, l’ Idv non lo mostra nemmeno ai suoi iscritti”

    Favia«Non vogliono farci controllare i conti, questa è la verità. È inutile dare di nuovo gli incarichi di garanzia al Pdl che in questi anni evidentemente non ha controllato proprio niente, dai rimborsi chilometrici alle missioni. Adesso chiediamo la presidenza della commissione Bilancio, anche noi facciamo opposizione». L’ ingresso dei “grillini” in assemblea regionale è all’insegna delle polemiche per il movimento che si considera «la vera opposizione basata sulla trasparenza, dopo il Delbono-Gate».

    Appoggiati dagli attivisti in elmetto bianco e maglietta del Movimento 5 Stelle, ieri i due neo consiglieri della lista di Beppe Grillo hanno protestato a gran voce durante l’ insediamento dell’assemblea legislativa per l’ esclusione dai posti riservati all’opposizione. Le poltrone in ballo sono cinque e i tre posti nell’ufficio di presidenza sono stati assegnati ad esponenti di Pdl e Lega. Così Enrico Aimi (Pdl) è stato eletto vicepresidente Roberto Corradi (Lega Nord) sarà segretario e Luca Bartolini (Pdl) questore. Adesso per l’ opposizione rimangono solo la presidenza della Commissione bilancio e di quella statuto ma già si fanno i nomi di Marco Lombardi (Pdl) e Silvia Noè (Udc).

    I “grillini” chiedono la presidenza della commissione bilancio per poter verificare che «i conti siano in ordine». «C’ è stato un tacito accordo tra Pd e Pdl per escludere il Movimento 5 stelle dall’ufficio di presidenza – ha attaccato Giovanni Favia che ha raggiunto il 7% dei voti alle ultime regionali – se ci avessero dato l’ incarico di questore avremmo messo online i conti e le note spese di tutti gli assessori. Ci vogliono mettere all’angolo ma sappiano che insieme a noi negano a 161mila elettori la facoltà di controllare le carte di viale Aldo Moro. Noi metteremo online il budget del nostro gruppo, chiediamo di vedere anche i conti degli altri. L’Idv, che si proclama alfiere della trasparenza nel centro sinistra, non li ha mostrati neanche ai suoi iscritti».

    Il Pd rimanda la polemica nel campo dell’opposizione, che dovrebbe indicare unanimemente i candidati per la presidenza delle commissioni, poi eletti dal “parlamentino”. Se l’ opposizione non è compatta, si replica la situazione che si è già verificata in Comune a Bologna: il partito di maggioranza finisce per determinare con i suoi voti anche la rappresentanza delle minoranze. «La retorica la fa da padrone, in Comune il Pd proclamava la tutela delle minoranze e qui i ruoli sono invertiti – protesta Favia – non possono farci fare le comparse, al Pd chiediamo una posizione chiara, la famosa “mano tesa” di cui ha parlato il segretario regionale Stefano Bonaccini si deve concretizzare».

    Bonaccini ha risposto che: «Come forza di maggioranza, non vogliamo determinare possibili accordi tra minoranze», mentre il capogruppo Pd Marco Monari ha ribadito di aver «evitato accordi sottobanco». Uno spiraglio si apre nel centro destra dove Galeazzo Bignami ha dichiarato: «I grillini non hanno torto, hanno preso più voti dell’Udc, vedremo anche cosa sarà dato al partito di Pier Ferdinando Casini». Ma subito interviene il coordinatore regionale Filippo Berselli: «Quella carica spetta al Pdl, scherziamo?» Intanto sul sito del Movimento 5 stelle il popolo del meet-up incoraggia Favia e Defranceschi: «Siete i nostri esploratori nella giungla dei politici che si divorano tutte le risorse destinate al Paese». «La politica per rinascere deve cominciare dalla trasparenza – scrive sul sito il “grillino” Francesco – non mollate».

    Fonte: La Repubblica – Bologna – ELEONORA CAPELLI

    Inciucio Pd-Pdl contro i conti online: MoVimento fuori dagli uffici di garanzia e controllo

    Posted in MoVimento Beppe Grillo entra nella storia  by admin | maggio 10th, 2010

    inciucioInizia con un inciucio tra Pd e Pdl, il lavoro della nuova assemblea legislativa regionale dell’Emilia Romagna. Un inciucio denunciato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle-Beppegrillo.it Giovanni Favia ed Andrea Defranceschi. Pd e centrodestra di fatto hanno escluso un movimento che ha avuto il 7% di consensi (161.056 voti) da qualsiasi ruolo di garanzia istituzionale nell’ufficio di presidenza. Un ruolo attraverso il quale sarebbe stato possibile avere un maggior accesso diretto per controllare le spese della Regione ee far avanzare a livello legislativo le proprie proposte in Assemblea. “Dal ruolo di questore dove abbiamo candidato Andrea Defranceschi – ha spiegato il consigliere Favia- avremmo proposto di mettere ogni conto e spesa di consiglieri e assessori online in modo che da creare un controllo diretto da parte dei cittadini su ogni movimento di denaro pubblico. Forse è di questo che si ha paura visto quello che è successo ?”. Una chiara allusione al “Delbono gate”. Diretto l’attacco al Pd e Pdl. “Chiede tanto il dialogo ma non si è certo mosso per tutelare le minoranze nel loro insieme”. E’ poi intervenuto in aula anche il consigliere Andrea Defranceschi che ha ribadito “che la nostra non era una richiesta per una poltrona, ma per garantire trasparenza sui conti pubblici. Avremmo rinunciato ai benefit in piu’ concessi per quel ruolo, come rinunceremo a gran parte dello stipendio che la Regione riconosce ai consiglieri considerandolo un privilegio assurdo”.

    FonteMoVimento Cinque Stelle Emilia Romagna

    Tags: Giovanni Favia, MoVimento Emilia Romagna

    I Grilli parlano anche qui

    Posted in Per una Taranto a Cinque Stelle  by admin | maggio 7th, 2010

    Alessandro Furnari

    In città sono attivi due Meetup collegati a Beppe Grillo. Furnari: “Ci stiamo organizzando”

    Alle ultime elezioni regionali, tra le tante sorprese, c’è di sicuro l’affermazione del MoVimento Cinque Stelle di Beppe Grillo. Dove la lista è stata presentata sono arrivati i consensi e l’elezione di quattro (due in Emilia Romagna e due in Piemonte). Un fenomeno, quello riconducibile al comico genovese, in rapida espansione e che sta ‘contagiando’ quotidianamente nuove fette di Paese. Passo dopo passo, iscritto dopo iscritto, i Meetup sparsi sul territorio nazionale, composti per lo più da giovani tra i 30 ed i 35 anni, si strutturano, si organizzano e programmano il futuro, anche politico, della loro attività. In Puglia il movimento non ha presentato una propria lista alle ultime regionali. I Meetup, però, si stanno organizzando in tutte le province e guardano con interesse, da Manfredonia a Santa Maria di Leuca, ai prossimi appuntamenti elettorali. Anche in riva allo Jonio qualcosa si muove. A Taranto ci sono ben due Meetup: “Gli Amici di Beppe Grillo di Taranto” e “I Grilli di Taranto in MoVimento”. All’organizer di quest’ultimo abbiamo chiesto il segreto del successo di Beppe Grillo ed i possibili scenari per Taranto.

    Alessandro Furnari, come spiega il risultato conseguito, soprattutto in Emilia? Oltre ad un programma chiaro e coerente, a dare fiducia ai cittadini in occasione di queste ultime elezioni regionali, sono stati determinanti l’impegno e le capacità dei giovani che hanno operato nella precedente amministrazione comunale di Bologna. Meriti, dunque, acquisiti sul campo”.

    Grillo otterrà questi risultati anche a Taranto?I Partiti sono incrostazioni della politica, viviamo in una partitocrazia, non in una democrazia. Bisogna dare spazio ai cittadini, alle liste civiche e ai movimenti. E’ necessario risvegliare una coscienza civile critica nei confronti della classe politica locale che ha lasciato che Taranto, in questi decenni, fosse l’unica provincia pugliese a subire ed ad assecondare certi servilismi di potere. Dobbiamo riprenderci la nostra città. Occorre una città fatta dai cittadini per i cittadini”.

    Da dove bisognerebbe partire secondo voi?La produzione di beni che distrugge l’ambiente non è economia. A Taranto, in particolare, l’economia sociale è ancora solo una parola che va riempita di contenuti. Bisogna introdurre i concetti di utilità sociale e danno sociale associati alla produzione. Incentivi per chi è utile, disincentivi per chi danneggia, cioè per chi inquina. La produzione locale e le cooperative vanno incentivate. Le società no profit, senza fine di lucro, vanno sostenute. Pertanto, per raggiungere un’economia rispettosa dell’ambiente, il primo passo da compiere è la riconversione industriale con la tutela dei posti di lavoro”.

    Chi dovrebbe farsi carico di questo impegno?Sarà il governo centrale che dovrà dare precise garanzie per i lavoratori”.

    Gli Enti locali? Che ruolo svolgerebbero?Noi dalla classe politica locale non ci aspettiamo niente. In questi anni che sono stato a contatto con comitati, associazioni e movimenti mi sono reso conto che dove ci sono i partiti politici non ci sono gli interessi dei cittadini. Una piccola parte della popolazione, fortunatamente, non crede più nei partiti politici. Sembra dire: “Trasversalmente da destra a sinistra non ci rappresentate più!”. Si tratta di una minoranza, ma è molto importante che ci sia. Anno dopo anno sempre più persone apriranno gli occhi. Noi cittadini siamo la vera politica”.

    TarantOggi – venerdì 7 maggio 2010 – Gianluca Coviello

    beppe_grillo

    Una campagna elettorale low cost e senza i rimborsi elettorali

    Il MoVimento Cinque Stelle di Beppe Grillo ha fatto un debutto sorprendente alle ultime Elezioni Regionali. In Emilia Romagna il 7% dei votanti ha scelto di dargli fiducia. Hanno votato per un MoVimento costituito da giovani, di 30-35 anni, incensurati, che si battono contro gli inceneritori, a favore della raccolta differenziata porta a porta (spinta), per le energie alternative, contro il nucleare, contro la TAV, per la gestione pubblica dell’acqua, per le liste pulite, per la rete internet libera e gratuita, per la trasparenza delle amministrazioni comunali, per nuovi modelli di mobilità sostenibile, per le case passive, per il risparmio energetico, per una sanità migliore, per maggiori fondi a favore della scuola e della cultura. Sono stati circa 500.000 gli italiani che hanno votato per il MoVimento 5 Stelle (nelle sole cinque regioni nelle quali hanno presentato la lista). Una campagna elettorale costata, in tutto, appena 40 mila euro (donati via internet dai loro sostenitori). Parliamo di 8 centesimi per ogni voto ricevuto. Un esempio di come si possa fare politica senza spendere inutile denaro e senza finanziamenti pubblici. lI MoVimento 5 Stelle, inoltre, ha rifiutato il rimborso elettorale di 1.700.000 euro lordi. Si legge sul blog di Grillo: “fin dal 26 marzo 2010 – prima, quindi, delle recenti consultazioni regionali- sono state pubblicate sul blog le dichiarazioni autografate dei cinque candidati del MoVimento 5 Stelle, attraverso le quali loro esprimono con estrema chiarezza la volontà di non riscuotere ed, anzi, di “lasciare allo Stato”, i cosiddetti rimborsi elettorali”. I consiglieri piemontesi “a 5 Stelle”, si sono anche ridotti lo stipendio da 10.000 euro lordi a 2.500 euro netti.

    TarantOggi – venerdì 7 maggio 2010 – Gianluca Coviello

    Tags: I Grilli di Taranto in MoVimento, Organizer Alessandro Furnari, Taranto Cinque Stelle

    Ognuno vale uno e tutti insieme siamo un MoVimento

    Posted in MoVimento Beppe Grillo entra nella storia  by admin | maggio 4th, 2010

    1

    I Partiti politici  hanno finanziato le manifestazioni del Popolo Viola ed adesso vorrebbero trasformare questo Movimento di cittadini indipendenti in un Movimento politico che sia fonte di voti per la futura coalizione di centro-sinistra.  Contemporaneamente l’IDV, attraverso le dichiarazioni di De Magistris e Sonia Alfano, si rivolge ai cittadini del MoVimento Cinque Stelle e prospetta loro la necessità di una assurda ed inutile alleanza politica per sconfiggere il Nano.  Assurda perché basata sulla logica del potere. Inutile perché basata sulla logica dell’odio verso il Nano, ma incapace di cambiare le cose. Tra PD, IDV e Nichi Vendola esiste già un’alleanza per le prossime elezioni.  In realtà, il loro è solamente un “inciucio di potere”. La loro “politica dell’odio” è l’unica cosa che riescano a produrre, loro non parlano di Programmi, non li hanno mai avuti. IL PDmenoL è un Partito senza identità che ha illuso e deluso per anni tutti i suoi elettori . L’IDV è costituito da una base di cittadini, onesti e ormai delusi, che hanno dato fiducia ad un Partito che ha fatto solamente opposizione verbale in Parlamento, ma che nei fatti ha sostenuto De Luca in Campania, si è alleato con il PDmenoL, è a favore degli inceneritori ed ha proposto un suo referendum sull’Acqua Pubblica contrapponendosi ad Associazioni, Comitati e Movimenti. I Partiti politici sono lontani dai cittadini. Così, ormai, è in corso una selezione naturale. Loro da una parte, Noi dall’altra. Loro non si arrenderanno mai. Noi Neppure.

    Alessandro Fùrnari

    Tags: Alessandro Furnari, MoVimento, Movimento cinque stelle, ognuno vale uno

    Sostegno alla campagna referendaria acqua pubblica

    Posted in Acqua pubblica  by admin | aprile 20th, 2010

    11modificato

    In data 17 aprile 2010 a Parma i rappresentanti del MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna hanno formalmente votato all’unanimità l’annunciato sostegno alla campagna referendaria acqua pubblica, promossa da comitati, associazioni, sindacati e forze politiche che si oppongono alla privatizzazione dell’acqua.

    Il MoVimento 5 Stelle riconosce l’acqua quale patrimonio dell’umanità, bene comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Ritiene inoltre che il servizio idrico integrato sia di interesse generale e privo di rilevanza economica e che la proprietà delle infrastrutture e delle reti debba essere pubblica ed inalienabile. Molte liste civiche comunali del Movimento 5 Stelle si sono coerentemente attivate con i propri consiglieri per la modifica degli statuti. Il MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna mette a disposizione la propria organizzazione, in tutte le province della regione, per la raccolta firme nei banchetti che predisporrà, pur non richiedendo di far parte dei soggetti promotori nazionali della campagna referendaria o dei comitati territoriali. Tale scelta è motivata in primo luogo dal totale disinteresse da parte del MoVimento 5 Stelle per i rimborsi referendari (un ingente somma di denaro che spetterà ai promotori formali del referendum qualora l’iniziativa andasse a buon fine), che invece hanno, a nostro avviso, indotto Italia dei Valori a lanciare una iniziativa “concorrenziale” rispetto a quella promossa da comitati ed associazioni. Inoltre il MoVimento 5 Stelle intende partecipare a suddetta campagna senza affiancare necessariamente alcuni soggetti politici, promotori o aderenti della medesima, che in diverse province della regione si sono distinti per scelte amministrative in contrasto con i principi della campagna stessa, e che ancora oggi fanno parte di maggioranze di governo locale (a sinistra del PD) che perseverano in tale direzione nonostante in Piazza sbandierino altri principi. In piazza i principi, in giunta le poltrone… Il Movimento dunque è pronto, in ogni provincia della regione, ad entrare in possesso della necessaria modulistica per la raccolta firme, lasciando alle proprie articolazioni provinciali piena autonomia organizzativa e di relazione con altri soggetti coinvolti nella campagna.

    Tags: MoVimento 5 Stelle, referendum acqua pubblica

    Il MoVimento 5 stelle “non si piglia i soldi”

    Posted in MoVimento Beppe Grillo entra nella storia  by admin | aprile 2nd, 2010
    Immagine anteprima YouTube

    Se non puoi combattere le idee, diffama chi le diffonde. E’ una vecchia tecnica, diffusa nei regimi.
    Il giornale on line Il Tempo.it ha pubblicato un articolo a firma di Fabrizio dell’Orefice dal titolo: “Grillo si piglia i soldi“, seguito da sottotitolo: “Ha combattuto il finanziamento pubblico, ora gli spettano due milioni. E Beppe si guarda bene dal gridare che li restituirà allo Stato“. Il giornalista affonda il colpo: “E ora? Che fa? Che fa Beppe Grillo? Se li piglia o no questi maledetti soldi pubblici? E già il comico genovese accederà al finanziamento pubblico ai partiti. … il movimento di Grillo che si chiama Cinque Stelle dovrebbe ottenere circa 1,7 milioni per la prossima legislatura (circa 340mila euro all’anno). E ora che fa? Riscuote l’assegno o lo restituisce?… Sui rimborsi elettorali va detto che è sempre stato piuttosto ambiguo. Beppe, per esempio, ha condotto campagne molto aggressive contro il finanziamento pubblico all’editoria. Battaglia che fu l’asse centrale del V-day seconda versione. Ma proprio sui fondi ai partiti o ai movimenti il leader del movimento anti-casta è sempre stato piuttosto vago. A tratti ambiguo. Non altrettanto i suoi… E adesso che faranno?“.
    E già“, come dice Fabrizio, che fine faranno i soldi pubblici dati al MoVimento 5 Stelle, tutti in donne e coca? Voglio dare una risposta alla sua curiosità morbosa e, immagino, a quella del suo editore Domenico Bonifaci.
    Ho fatto inviare da uno studio legale al direttore del Tempo.it, Mario Sechi, una lettera con richiesta di rettifica, in cui spiega:
    - fin dal 26 marzo 2010 – prima, quindi, delle recenti consultazioni elettorali regionali – sono state pubblicate sul blog di Beppe Grillo, in particolare all’indirizzo http://www.beppegrillo.it/2010/03/i_soldi_trasfor/index.html, le dichiarazioni autografe dei cinque candidati del MoVimento 5 Stelle attraverso le quali essi esprimono con estrema chiarezza la volontà di non riscuotere ed, anzi, di “lasciare allo Stato”, i cosiddetti rimborsi elettorali;
    - il personale pensiero di Beppe Grillo è altrettanto chiaramente esposto nel messaggio postato al medesimo indirizzo lo stesso giorno;
    - quest’ultimo, in ogni caso, non avendo preso parte alle recenti elezioni e non rivestendo alcun ruolo istituzionale all’interno del MoVimento 5 Stelle – men che meno rappresentativo dello stesso, dal momento che il MoVimento, come potrà ricavare dalla lettura delle regole che lo governano, pubblicate fin dalla sua prima apparizione, all’indirizzo http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf non rappresenta un soggetto giuridico distinto cui possano essere riconosciuti rimborsi di sorta – non avrebbe alcun titolo a ricevere i predetti contributi o, per usare le parole del Suo cronista, a “pigliarsi i soldi”.
    I soldi li “pigliano” i partiti e i giornali che accedono ai contributi per l’editoria, non il MoVimento 5 Stelle.

    Fonte: beppegrillo.it

    Tags: Beppe Grillo, lascia allo Stato i rimborsi elettorali, MoVimento 5 stelle non si piglia i soldi