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	<title>Il Blog di Alessandro Furnari</title>
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	<description>Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 17 May 2012 22:41:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Gubitosa: &#8220;candidatura di Marescotti non è in un partito&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questo Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Gubitosa: &#8220;se quello che la preoccupa invece è un&#8217;associazionismo &#8220;sporcato&#8221; dai partiti&#8230; la nostra associazione è fermamente determinata a non avere nessun vincolo con i partiti&#8221;. Signor Gubitosa, le rispondo in merito alla sua lettera aperta di mercoledì 16 maggio. Tengo subito a precisarle che non ho alcun dubbio sull’onestà e sull’integrità di Alessandro Marescotti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-223" title="Marescotti dovevi dimetterti da PeaceLink" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2012/05/Marescotti-dovevi-dimetterti-da-PeaceLink.jpg" alt="" width="592" height="437" /></p>
<h2 style="text-align: justify;">Gubitosa: &#8220;se quello che la preoccupa invece è un&#8217;associazionismo &#8220;sporcato&#8221; dai partiti&#8230; la nostra associazione è fermamente determinata a non avere nessun vincolo con i partiti&#8221;.</h2>
<h2></h2>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Signor Gubitosa, le rispondo in merito <a href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/36256.html" target="_blank">alla sua lettera aperta di mercoledì 16 maggio</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tengo subito a precisarle che non ho alcun dubbio sull’onestà e sull’integrità di Alessandro Marescotti, persona che stimo e rispetto (come anche Rosella Balestra).</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto da me esposto non era rivolto alle persone che rappresentano associazioni e comitati, in qualità di presidenti, coordinatori o portavoce, ma all’inattendibilità delle realtà associazionistiche che si sono <strong>connotate partiticamente</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Persone e realtà associazionistiche sono due concetti distinti e separati.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://files.meetup.com/1623754/Messa%20la%20prima%20pietra.PNG" target="_blank">Nell’intervista di cui lei parla, apparsa sul ‘TarantoOggi’ del 14 maggio scorso</a>, ho affermato che “il ‘MoVimento 5 Stelle’ non fa alleanze con i partiti politici”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ‘MoVimento 5 Stelle’ è il promotore di un cambio culturale nella politica italiana, grazie a proposte come: il rifiuto dei rimborsi elettorali, il concetto di politica come servizio civile (e non di “professione”), il tetto massimo di due mandati elettorali, i candidati rigorosamente incensurati e non iscritti ai partiti e la revisione periodica del mandato da parte degli elettori.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei partiti politici ci sono anche persone oneste, ma il problema è che i partiti politici hanno una struttura piramidale che impedisce alle persone oneste, che vi sono all’interno, di riuscire ad agire negli interessi dei cittadini. I partiti politici stanno morendo, rappresentano il passato, il MoVimento 5 Stelle è il cambiamento ed è il futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione di queste amministrative 2012, i candidati delle cinque liste che hanno appoggiato la candidatura a sindaco di Taranto di Angelo Bonelli si sono <strong>connotati partiticamente</strong> e non civicamente, come “erroneamente” da lei asserito.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa constatazione nasce dall’evidente fatto che Angelo Bonelli è l’attuale presidente nazionale della Federazione dei Verdi, un <strong>partito politico</strong> italiano, noto anche semplicemente come  “i Verdi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i cittadini che interagiranno in futuro con quelle associazioni che si sono <strong>connotate partiticamente</strong>, sarà naturale domandarsi se quelle realtà associazionistiche appoggeranno ancora in futuro <strong>gli esponenti di quel partito politico</strong> e se le loro azioni civiche porteranno ancora voti agli esponenti di quel gruppo politico. Molti cittadini, lontani dai partiti politici, si porranno queste domande.<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Resta il fatto che nessuno ha detto che un’associazione che si connoti partiticamente commetta un reato, è semplicemente una questione di scelte ed in alcuni casi, ma non in tutti…, anche di <strong>coerenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Cordiali saluti</p>
<p style="text-align: justify;">Alessandro Furnari</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2012/05/17/gubitosa-candidatura-di-marescotti-non-e-in-un-partito/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Bici elettriche alimentate a pannelli solari</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2011/07/09/bici-elettriche-alimentate-a-pannelli-solari/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 17:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[biciclette elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[bike sharing]]></category>
		<category><![CDATA[pensiline fotovoltaiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Un progetto di mobilità sostenibile a Padova vedrà la condivisione di bici elettriche alimentate a pannelli solari Ecco una bella iniziativa che vedrà la luce nella cittadina veneta cara a Galileo, la bella Padova. Soprattutto perché accoppierà due aspetti diversi della mobilità sostenibile: il bike sharing di bici elettriche e l&#8217;uso di energia rinnovabile per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/07/bike-sharing_luglio11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-210" style="margin-top: 2px; margin-bottom: 6px;" title="bike sharing_luglio11" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/07/bike-sharing_luglio11.jpg" alt="" width="584" height="218" /></a></h2>
<h2 style="text-align: justify;">Un progetto di mobilità sostenibile a Padova vedrà la condivisione di bici elettriche alimentate a pannelli solari</h2>
<p style="text-align: justify;">Ecco una bella iniziativa che vedrà la luce nella cittadina veneta cara a Galileo, la bella <strong>Padova</strong>. Soprattutto perché accoppierà due aspetti diversi della <a href="http://www.yeslife.it/tag/mobilit%C3%A0-sostenibile" target="_blank"><strong>mobilità sostenibile</strong></a>: il <a href="http://www.yeslife.it/tag/bike-sharing" target="_blank"><strong>bike sharing</strong></a> di <strong>bici elettriche</strong> e l&#8217;uso di <strong>energia rinnovabile</strong> per alimentarle.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci avete capito nulla? In parole povere <strong>a Padova</strong>, dal giugno dell&#8217;anno prossimo, verranno installate <a href="http://www.yeslife.it/1867-energie-rinnobaili-centrale-elettrica-turchia" target="_blank">tre pensiline fotovoltaiche</a> che serviranno a ricaricare <a href="http://www.yeslife.it/tag/bici-elettriche" target="_blank"><strong>bici elettriche</strong></a> messe a disposizione degli utenti. Insomma un <strong>bike sharing</strong>&#8230; <strong>solare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un  progetto che si distingue perché utilizza due diverse tecnologie per  permettere la mobilità sostenibile. E, ne siam certi, riscuoterà un  enorme successo: girare per la città con una <strong><a href="http://www.yeslife.it/component/content/article/45-classifiche/1822-1822-piste-ciclabili-i-percorsi-in-bici" target="_blank">bici a pedalata assistita</a></strong> con la quale puoi raggiungere i 25 km/h, è certamente meglio che dover  girare con l&#8217;auto dovendo zigzagare tra bus, tram e pedoni, o faticare  per chilometri su una bicicletta. Pensate ad esempio alle persone  anziane, per le quali avere a disposizione una <strong>bici elettrica</strong> potrebbe risolvere sicuramente molte difficoltà, oppure immaginate la comodità di una <strong>bici elettrica</strong> per una lavoratore che deve percorrere diversi chilomteri in città, o  ancora ad una mamma impegnatissima che durante l&#8217;arco della giornata  deve districarsi tra mille impegni: un progetto di <strong>bike sharing elettrico</strong> in questo caso è sicuramete la scelta migliore&#8230; a patto che l&#8217;elettricità provenga da fonti pulite!</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;idea, nata da <a rel="nofollow" href="http://www.fondazionefenice.it/" target="_blank">Fondazione Fenice</a> e patrocinata dalla Regione Veneto, vedrà in particolare la realizzazione di tre pensiline dotate di <a href="http://www.yeslife.it/tag/pannelli-solari" target="_blank">pannelli solari</a> in grado di ricaricare le 15<strong> biciclette elettriche</strong> che verranno fornite dall&#8217;azienda <a rel="nofollow" href="http://www.italwin.it/" target="_blank">Italwin</a>, specializzata proprio nella produzione e vendita delle bici a pedalata assistita.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E  niente paura a chi si preoccupa del contesto architettonico della  città, pur sempre legato ad una storia antica. Il design sarà a cura  della <a rel="nofollow" href="http://www.scuolaitalianadesign.com/" target="_blank">Scuola Italiana di Design</a> e MaTech del Parco Scientifico Galileo, per integrare al meglio la struttura nella architettura cittadina. <strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;idea  nuova, un progetto unico nel suo genere. Una vera e propria finestra  sul futuro della mobilità, soprattutto nelle nostre città. Dall&#8217;anno  prossimo i padovani avranno uno strumento in più per girare in città in  maniera pulita e sfruttando <a href="http://www.yeslife.it/tag/energie-rinnovabili" target="_blank">energia da fonti rinnovabili</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Autore</strong>: <em>Rudi Bressa</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.yeslife.it/bike-sharing-elettrico-padova-1920" target="_blank">yeslife.it</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/07/09/bici-elettriche-alimentate-a-pannelli-solari/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ha vinto il Movimento 5 Stelle</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2011/05/17/ha-vinto-il-movimento-5-stelle/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 10:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comuni a cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[MoVimento Cinque Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle città più piccole ci sono stati dati molto positivi, probabilmente ciò è dovuto alla maggiore facilità con cui è possibile informare i cittadini, quindi &#8220;dove arriva la nostra INFORMAZIONE c&#8217;è anche il consenso&#8221;. Le percentuali del Movimento 5 Stelle sono nettamente migliorate rispetto al passato, quindi queste elezioni sono state indiscutibilmente positive. A Bologna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/05/Movimento-5-Stelle.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-202" title="Movimento 5 Stelle" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/05/Movimento-5-Stelle.jpg" alt="" width="583" height="564" /></a></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Nelle città più piccole ci sono  stati dati molto positivi, probabilmente ciò è dovuto alla maggiore  facilità con cui è possibile informare i cittadini, quindi &#8220;dove arriva  la nostra <strong>INFORMAZIONE</strong> c&#8217;è anche il consenso&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Le  percentuali del Movimento 5 Stelle sono nettamente migliorate rispetto  al passato, quindi queste elezioni sono state indiscutibilmente  positive. A Bologna siamo passati dal 3,19% delle Comunali 2009 al 9,4%  delle Comunali 2011. A San Giuliano Milanese siamo passati dal 3,8%  delle Comunali 2009 al 6,58% delle Comunali 2011. Questi sono dati  oggettivi e chiarissimi.</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Relativamente  alle percentuali conseguite in grandi città come Bologna, Torino,  Milano e Napoli l&#8217;interpretazione dei risultati è molto chiara e  rispecchia le attese. Alle Comunali 2011 sono stati rispecchiati i dati  delle Regionali 2010 con un leggero incremento e questo è un ottimo  dato, poiché rappresenta un miglioramento, infatti le elezioni regionali  sono più facili delle comunali, quindi confermare alle comunali lo  stesso dato delle regionali, con un leggero incremento delle  percentuali, è un successo!</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Alle  elezioni Regionali 2010 la città di Bologna ha espresso al Movimento 5  Stelle un consenso pari al 8,10%, corrispondente a 14.231 voti, ed  infatti Massimo Bugani ha confermato il dato (con un buon incremento)  con un 9,4% alle Comunali 2011. Alle Regionali 2010 la città di Torino  ha espresso al Movimento 5 Stelle un consenso pari al 3,73%,  corrispondente a 13.517 voti, ed infatti Vittorio Bertola ha confermato  il dato (con un ottimo incremento) con un 5,26% alle Comunali 2011. Alle  elezioni Regionali 2010 la città di Milano ha espresso al Movimento 5  Stelle un consenso pari al 3,23%, corrispondente a 16.599 voti, ed  infatti Mattia Calise ha confermato il dato (con un lieve incremento)  con un 3,43% alle Comunali 2011. Alle Regionali 2010 la città di Napoli  ha espresso al Movimento 5 Stelle un consenso pari al 2,48% ,  corrispondente a 9.902 voti. Purtroppo, Roberto Fico non ha confermato  il dato (con una notevole flessione) con un 1,75% alle Comunali 2011. A  Napoli il Movimento 5 Stelle ha ricevuto solamente 7131 voti, cioè 2771  voti in meno rispetto al 2010. Cosa è accaduto a Napoli? Il dato di  Napoli è nettamente al di sotto delle aspettative.</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Bologna, Torino e Milano mantengono le attese, mentre per Napoli dobbiamo rimandare i festeggiamenti.</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">A  Vasto i voti alla lista del Movimento 5 Stelle sono il 3,66%, mentre i  voti al candidato sindaco corrispondono al 6,14%. Questo probabilmente è  un errore di comunicazione. E&#8217; necessario veicolare bene il messaggio  che &#8220;i voti importanti sono quelli dati alla lista e non quelli dati al  candidato sindaco&#8221;. Questo stesso  problema, in modo più eclatante, è  accaduto in Puglia. Purtroppo il Movimento 5 Stelle a Nardò riceve  solamente il 2,67% di voti alla lista, mentre il candidato portavoce  riceve il 10,39%, questo &#8220;errore degli elettori&#8221; impedisce ad Alfredo  Ronzino di essere eletto.</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Ed ecco l&#8217;elenco con tutti i dati UFFICIALI relativi ai Comuni dei candidati 5 Stelle:</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Arborio 16,05%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Codigoro 15,02%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Cesenatico 14,47%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Sennori 14,37%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Trofarello 14,35%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Nogara 13,81%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Vigonovo 12,40%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Varedo 11,80%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Rimini 11,76%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">S. Mauro Torinese 11,58%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Campolongo Maggiore 11,32%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Pozzo D&#8217;Adda 10,56%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Cartura 10,23%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Sala Baganza 9,58%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Rottofreno 9,49%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Bologna 9,40%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Ravenna 9,30%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Pinerolo 8,89%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Pianezza 8,84%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Bovolone 8,54%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Savona 8,43%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Noventa Padovana 8,41%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Alpignano 8,38%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Carmagnola 8,32%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Vimarcate 8,18%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Vigarana Mainarda 8,08%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Tresigallo 7,89%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">S. Martino in Rio 7,73%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Olgiate Comasco 7,65%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Novara 7,46%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Chioggia 7,35%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Castellarano 7,27%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Isola della Scala 7,21%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Rovigo 6,83%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">San Giuliano Milanese 6,58%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Fligline Valdarno 6,49%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Salsomaggiore Terme 6,48%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Adria 6,44%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Chivasso 6,36%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Desio 6,16%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Trieste 6,10%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Grezzana 6,05%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Pomezia 5,86%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Arezzo 5,81%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Cento 5,81%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Busto Arsizio 5,56%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Montignoso 5,45%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Torino 5,26%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Oderzo 5,13%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Grosseto 5,03%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Ciriè 4,82%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Domodossola 4,75%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Livorno Ferraris 4,61%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Abano Terme 4,45%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">San Fermo della Battaglia 4,19%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">San Benedetto del Tronto 4,08%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Canino 3,99%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Airola 3,97%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Finale Emilia 3,95%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Eraclea 3,94%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Genzano di Roma 3,71%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Vasto 3,66% (al sindaco 6,14%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Milano 3,43%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Varese 3,18%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Viadana 3,14%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Quarto D&#8217;Altino 2,99%</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Siena 2,73% (al sindaco 3,54%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Nardò 2,67% (al sindaco 10,39%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Pozzuoli 2,31% (al sindaco 2,57%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Cagliari 1,82% (al sindaco 2,04) (174 sezioni scrutinate su 175)<br />
</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Casamassima 1,79% (al sindaco 2,34%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Napoli 1,75% (al sindaco 1,37&amp;)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Latina 1,19% (al sindaco 1,34%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Salerno 1,09 (al sindaco 1,86%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Sora 0,95% (al sindaco 1,59%)</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;">Cosenza 0,90% (al sindaco 2,23%) (81 sezioni scrutinate su 82)<br />
</span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;"> </span></p>
<p><span style="color: #1b3f60;"><em>Alessandro Furnari</em></span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/05/17/ha-vinto-il-movimento-5-stelle/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Beppe Grillo a Taranto</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2011/05/15/beppe-grillo-a-taranto/</link>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 01:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[I Grilli di Taranto in Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[5]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[“Beppe Grillo a Taranto”, me lo chiedono tutti e mi domandano “quando?”. Rispondo a tutti che Beppe verrà, ma che c&#8217;è anche bisogno che i cittadini di questa splendida città incomincino, in prima persona, a rischiare qualcosa di personale per cambiare lo stato delle cose. E&#8217; finito il tempo in cui si delegava ai politici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/05/Costruiamo-il-futuro.png"><img class="alignnone size-full wp-image-194" title="Costruiamo il futuro" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/05/Costruiamo-il-futuro.png" alt="" width="423" height="604" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">“Beppe Grillo a Taranto”, me lo chiedono tutti e mi domandano “quando?”.</p>
<p style="text-align: justify;">Rispondo  a tutti che Beppe verrà, ma che c&#8217;è anche bisogno che i cittadini di  questa splendida città incomincino, in prima persona, a rischiare  qualcosa di personale per cambiare lo stato delle cose.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217;  finito il tempo in cui si delegava ai politici mestieranti e poi si  restava a guardare cosa accadeva dopo aver votato. Oggi dobbiamo  riprenderci il nostro futuro attraverso un impegno quotidiano concreto.</p>
<p style="text-align: justify;">La  politica la facciamo noi cittadini con le nostre scelte. Comprare cibo  italiano, preferire cibi a Km.0 prodotti localmente piuttosto che cibi  che ci giungono da posti lontani, dopo aver viaggiato centinaia di Km.</p>
<p style="text-align: justify;">Essere  cittadini consapevoli significa scegliere l&#8217;Acqua Pubblica ed evitare  di utilizzare l&#8217;acqua nelle bottiglie di plastica. L&#8217;acqua del rubinetto  è sicura e controllata e la legge prevede limiti più sicuri per le  sostanze presenti nell&#8217;acqua di rubinetto, mi riferisco ad esempio al  fluoro e all&#8217;arsenico. Un filtro da applicare al rubinetto di casa ci  garantirà un&#8217;acqua assolutamente sicura poiché priva sia dei residui che  batteriologicamente pura.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo  bisogno di ripensare al modo di vivere la mobilità. Se possiamo, è  giusto ogni tanto rinunciare alla macchina e scegliere di utilizzare la  bicicletta per muoverci in città. Una passeggiata a piedi può essere una  scelta positiva sia per il nostro corpo che per l&#8217;ambiente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il  risparmio energetico è un altro punto importante. Preferiamo una  macchina alimentata a Gpl o a Metano piuttosto che un&#8217;automobile a  benzina o diesel. Certamente migliore sarebbe un auto elettrica. In  questa città, tra le tante cose, mancano anche i mezzi pubblici  elettrici, ma noi dobbiamo incominciare a fare qualcosa nel nostro  piccolo. Possiamo anche utilizzare le lampadine a LED nella nostra  abitazione, ci fanno risparmiare molta energia e producono luce fredda.  Un giorno vedremo le luci a LED in tutta la città di Taranto ed accadrà  perché è ciò che vogliamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo  attenti all&#8217;uso e al riciclo degli oggetti se ci è possibile. Cerchiamo  di differenziare i rifiuti e conferiamo presso le isole ecologiche ciò  che ci è possibile. Quando avremo mandato a casa i partiti politici,  anche a Taranto sarà possibile realizzare la raccolta differenziata  porta a porta spinta. Chiuderemo gli inceneritori. Realizzeremo un  centro di riciclo come quello di Vedelago e daremo nuovi posti di lavoro  <strong>puliti</strong> e sicuri. A Vedelago i dipendenti del centro di riciclo hanno dei contratti a tempo indeterminato!</p>
<p style="text-align: justify;">La  coerenza nelle scelte è importante. Ci sono giornali che difendono  spudoratamente l&#8217;operato dei partiti politici e della grande industria  inquinante, vi invito a non acquistarli più. Premiamo i giornalisti  liberi ed intellettualmente onesti e compriamo solamente i loro  giornali. Sono azioni semplici, ma che servono a modificare la rotta  verso cui ci dirigiamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella  città più inquinata d&#8217;Europa è necessario risvegliarsi e combattere con  coraggio per guardare al domani con ottimismo. Noi non abbiamo più  niente da perdere, ormai ci hanno tolto tutto, anche l&#8217;acqua e l&#8217;aria  che respiriamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso  vi chiedo di informarvi e di essere parte attiva nel processo di  cambiamento di questa città. Quanti di voi sono iscritti su Facebook al  nostro gruppo di Beppe Grillo qui a Taranto? Quanti sono iscritti al  nostro sito Meetup di Beppe Grillo Taranto?</p>
<p style="text-align: justify;">Iscrivetevi, partecipate ai nostri incontri e mantenetevi informati. Questi sono i link:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.meetup.com/I-Grilli-di-Taranto-in-Movimento/" target="_blank"><strong>MEETUP</strong></a><a href="http://www.meetup.com/I-Grilli-di-Taranto-in-Movimento/" target="_blank"> Beppe Grillo Taranto</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.facebook.com/movimento5stelletaranto" target="_blank"><strong>FACEBOOK</strong></a><a href="http://www.facebook.com/movimento5stelletaranto" target="_blank"> Beppe Grillo Taranto</a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Alessandro Furnari</em></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/05/15/beppe-grillo-a-taranto/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il gioco elettorale dell&#8217;inciucio tra PDmenoelle e PDL</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/25/il-gioco-elettorale-dellinciucio-tra-pdmenoelle-e-pdl/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 16:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La democrazia in Italia non esiste. C&#8217;è da dubitare che sia mai esistita, ma almeno una volta si salvavano le apparenze. Qualche referendum rispettato, come quelli sul divorzio e sull&#8217;aborto. Qualche processo su gente come Andreotti e Craxi, il primo condannato per mafia e prescritto, il secondo condannato e latitante. I cittadini votavano per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/25/il-gioco-elettorale-dellinciucio-tra-pdmenoelle-e-pdl/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span style="color: #000080;">La <strong>democrazia</strong> in Italia non esiste. C&#8217;è da dubitare che sia mai esistita, ma almeno una volta si salvavano le apparenze. Qualche referendum rispettato, come quelli sul divorzio e sull&#8217;aborto. Qualche processo su gente come Andreotti e Craxi, il primo condannato per mafia e prescritto, il secondo condannato e latitante. I cittadini votavano per un candidato e credevano di influire con la loro scelta sulle sorti del Paese. I partiti erano molti e quindi difficilmente controllabili. Gelli propugnava due soli partiti, uno lo specchio dell&#8217;altro, con accordi tra di loro. E&#8217; scritto nero su bianco nel suo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_di_rinascita_democratica" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Piano di Rinascita Democratica</span></a>. E&#8217; quello che è avvenuto con <strong>il Pdl e il Pdmenoelle</strong>, in disaccordo apparente su tutto, ma d&#8217;accordo sui finanziamenti pubblici ai partiti, sulla Tav, sulle centrali nucleari, sull&#8217;immunità parlamentare, sul finanziamento ai giornali, sullo Scudo Fiscale, sul conflitto di interessi, sulla privatizzazione dell&#8217;acqua e NATURALMENTE sull&#8217;attuale legge elettorale che ti costringe a votare con una X per una merda calda o una un po&#8217; più tiepida.<br />
Le elezioni politiche sono <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/02/elezioni_politi/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">incostituzionali</span></a>, la legge porcata di Calderoli è incostituzionale, ma nessun partito ha mosso un dito per cambiarla. La volontà di 350.000 italiani che hanno firmato per <a href="http://www.beppegrillo.it/condannati_parlamento.php" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Parlamento Pulito</span></a> è ignorata. Ci vuole forse un <strong>giorno della collera</strong> anche in Italia per fare muovere il culo a Schifani e ai leader dei partiti?<br />
Il Pdl e il Pdmenoelle hanno in apparenza un punto debole elettorale: le <strong>elezioni regionali e comunali</strong> nelle grandi città dove si può votare il candidato. Come controllare il voto senza cambiare la legge? Semplice. Ci si accorda sottobanco. Una regione a te, una a me. Un candidato forte contro uno debole. L&#8217;Emilia Romagna al Pdmenoelle, la Lombardia al Pdl. Sia Errani che Formigoni sono fuorilegge per aver superato i <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/02/elezioni_politi/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">due mandati consecutivi</span></a>, ma nessuno dei due partiti maggiori ha emesso un fiato. Per far vincere il candidato del Pdmenoelle a Torino venne candidato <strong>Buttiglione</strong> (non l&#8217;avrebbe votato neppure il cardinal Bertone) contro Chiamparino e oggi un tal <strong>Coppola</strong> contro Fassino che DEVE vincere. E&#8217; <strong>un voto di scambio</strong>, regione per regione, comune per comune. Sono elezioni decise a tavolino. Se il Pdmenoelle avesse voluto vincere a Milano contro la Moratti non avrebbe candidato alle <a href="http://www.beppegrillo.it/2010/11/le_primarie_dei_faccioni/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">primarie</span></a> l&#8217;avvocato Pisapia-portalovia e Boeri, l&#8217;architetto che ha lavorato con Ligresti.<br />
I partiti si sono spartiti l&#8217;Italia, a parte forse i comuni sotto i 5.000 abitanti. Un&#8217;ulteriore prova è la reazione feroce del Pdmenoelle contro il <a href="http://www.beppegrillo.it/movimento/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">MoVimento 5 Stelle</span></a> dopo la mancata elezione della <strong>Bresso</strong> in Piemonte a favore di Cota, candidato per perdere. <a href="http://www.beppegrillo.it/2010/03/il_cacciari_furioso/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Cacciari</span></a> non si trattenne: &#8220;<em>E&#8217; stato uno choc soprattutto il Piemonte&#8230; E a chi dobbiamo dire grazie di questo capolavoro? A quelle teste di c&#8230; dei grillini&#8230; gli darei fuoco a quelli lì, sono degli sciagurati, si rendono conto di cosa hanno combinato?</em>&#8221; Lo sappiamo cosa abbiamo combinato. Vi abbiamo <strong>rotto il gioco dell&#8217;inciucio</strong>. E&#8217; finita la festa, cari pdieliini e pidimeioellini. Dovrete abituarvi. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.beppegrillo.it/2011/04/il_gioco_elettorale_dellinciucio/index.html" target="_blank">beppegrillo.it</a><br />
</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/25/il-gioco-elettorale-dellinciucio-tra-pdmenoelle-e-pdl/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Molti partiti sono contro le province a parole&#8230;</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/25/molti-partiti-sono-contro-le-province-a-parole/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 15:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Partiamo da un fatto. Il MoVimento 5 Stelle ritiene le 110 province uno spreco colossale di denaro pubblico, un costo di 16 miliardi e mezzo di euro all&#8217;anno (ci sono province della dimensione di un quartiere di Roma o di Milano, come Isernia (88.799 ab.) e Ogliastra (58.000 ab.)). Il MoVimento 5 Stelle di conseguenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/25/molti-partiti-sono-contro-le-province-a-parole/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span style="color: #000080;">Partiamo da un fatto. Il <a href="http://www.beppegrillo.it/movimento/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">MoVimento 5 Stelle</span></a> ritiene le <a href="http://www.comuni-italiani.it/province.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">110 province</span></a> uno spreco colossale di denaro pubblico, un costo di <strong>16 miliardi e mezzo</strong> di euro all&#8217;anno (ci sono province della dimensione di un quartiere di Roma o di Milano, come Isernia (88.799 ab.) e Ogliastra (58.000 ab.)). Il MoVimento 5 Stelle di conseguenza non ha partecipato e <strong>non parteciperà</strong> alle elezioni provinciali. Se sei contro lo stupro, non stupri! Un principio elementare.<br />
Molti partiti sono contro le province a parole e anche con <strong>roventi interpellanze</strong> parlamentari dai banchi dell&#8217;opposizione o sbertucciando il cittadino elettore nello stesso <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200811articoli/38675girata.asp" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">programma</span></a> del governo attuale. Tutti i partiti però ci inzuppano il biscotto e si candidano ai <strong>consigli provinciali</strong> per le cariche da presidente e per le migliaia di assessori e consiglieri. La Provincia inoltre è una macchina del consenso, fornisce lavoro a centinaia di aziende. I partiti in pubblico anelano alla castità, in privato fottono come ricci i cittadini. &#8220;<em>Nei Farisei vi era l&#8217;ammissione di uno sviluppo dogmatico e giuridico: intransigenti sulla sostanza della fede e della legge, erano duttili sulle sue applicazioni</em>&#8220;. (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Farisei" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">fonte Wikipedia</span></a>). I <strong>Nuovi Farisei</strong> vogliono l&#8217;acqua pubblica, come il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tCULZ48ECk4" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Pdmenoelle</span></a> e <a href="http://www.beppegrillo.it/2011/02/supervendola/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Sel</span></a>, ma la consegnano alle aziende private. Predicano la moralità e candidano <a href="http://www.beppegrillo.it/2011/04/la_ganga_candid/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Giusi la Ganga</span></a> al Comune di Torino. Vogliono il &#8220;<em>rinnovamento generazionale</em>&#8221; e i vertici dei partiti, da Casini a Fini a D&#8217;Alema, sono in Parlamento da decenni. Ora sono tutti per il sole e il vento, ieri per il nucleare. Nuovi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giano_%28divinit%C3%A0%29" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Giani bifronte</span></a>, con le chiappe al posto delle facce. Alla votazione per l&#8217;<a href="http://www.beppegrillo.it/2011/03/il_parlamento_n_1/index.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">accorpamento</span></a> delle elezioni amministrative con i <strong>referendum</strong> mancavano 10 deputati del Pdmenoelle e due dell&#8217;IDV (che li aveva proposti), l&#8217;accorpamento è fallito per un solo voto. E le pensioni dei parlamentari? Una legislatura e scatta il diritto. Quanti soloni in Parlamento hanno tuonato contro questo schifo? Quanti hanno <strong>pubblicamente rifiutato</strong> la pensione o l&#8217;hanno devoluta a una Ong? Nessuno (se qualcuno lo ha fatto mi scriva). &#8220;<em>Mi indigno, ma incasso</em>&#8221; é il motto del nuovo fariseo.</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.beppegrillo.it/2011/04/i_nuovi_farisei/index.html" target="_blank">beppegrillo.it</a><br />
</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/25/molti-partiti-sono-contro-le-province-a-parole/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Taranto: rifiuti nucleari e chimici, tumori alle stelle</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/02/taranto-rifiuti-nucleari-e-chimici-tumori-alle-stelle/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 10:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gianni Lannes &#8211; 1 Aprile 2011 “Mi chiamo Anna Carrieri, ho cinquantadue anni, abito da quando sono nata al quartiere Tamburi (ndr il quartiere Tamburi è a Taranto). Il 16 maggio 2004 nel giro di 5 minuti perdo l’uso delle gambe”. Il destinatario della missiva è il potente pluripregiudicato Emilio Riva, fondatore del Gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">di Gianni Lannes &#8211; 1 Aprile 2011</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">“<em>Mi chiamo </em><strong>Anna Carrieri</strong><em>, ho cinquantadue anni, abito da quando sono nata al quartiere Tamburi</em> (ndr il quartiere Tamburi è a Taranto)<em>. Il 16 maggio 2004 nel giro di 5 minuti perdo l’uso delle gambe</em>”. Il destinatario della missiva è il potente pluripregiudicato <strong>Emilio Riva</strong>, fondatore del<strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Riva" target="_blank">Gruppo Riva</a> </strong>a cui l’<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ILVA" target="_blank">Ilva</a> </strong>fa capo. Ma <strong>Anna</strong> ha inviato la lettera anche al Governatore della Regione Puglia, <strong>Nichi Vendola</strong>.<br />
“<em>L’Ilva mi ha condannata per tutta la vita sulla sedia a rotelle</em>. <em>La  mia paralisi è stata provocata dall’inquinamento da metalli pesanti. Il  mio organismo è pieno di minerali che tra i vari danni colpiscono il  sistema nervoso centrale, attaccano la mielina con conseguente paralisi</em>” prosegue la lettera di Anna.<br />
Secondo i dati dell’<a href="http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/Registro_INES/" target="_blank"><strong>Ines</strong> </a>(<strong>Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti</strong>) «il 92 per cento della diossina fuoriesce dall’Ilva»: <strong>le ciminiere dell’impianto siderurgico</strong> -‘graziato’ a più riprese dal Governatore della Puglia con accordi segreti in violazione della <strong>Convenzione di Aarhus</strong> (Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del  pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia  ambientale) <a href="http://www.ambientediritto.it/convenzioni/convenzioni/L.%202001%20n%20108.htm" target="_blank">ratificata dall’Italia con la legge 108/2001</a>- <strong>sputano nell’atmosfera perfino veleni radioattivi</strong>, in assenza di controlli specifici dell’<span style="color: #000080;"><strong>Arpa</strong></span> (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente).<br />
Con la compiacente disattenzione dello Stato italiano e della Regione Puglia, <strong>a Taranto e provincia i veleni chimici e radioattivi devastano aria</strong>, <strong>acqua</strong>, <strong>cibo</strong> e <strong>terra</strong>. La vita, soprattutto dei bambini che succhiano latte materno già contaminato, qui è segnata per sempre. E <strong>l’inquinamento ambientale</strong>, che miete vittime a migliaia, <strong>alletta il business sanitario</strong> <strong>dei privati</strong>, <strong>specialmente se l’investimento iniziale è a carico delle casse regionali</strong>: è il <a href="http://costruendo.lindro.it/2011/01/12/vendola-regala-120milioni-di-euro-pubblici-a-berlusconi/" target="_blank">caso dell’<strong>ospedale  privato della Fondazione San Raffaele del Mediterraneo </strong> che sarà costruito a Taranto con 120 milioni di euro deliberati (e per metà già erogati) dalla Regione Puglia alla Fondazione</a>.<br />
“<em>Da noi la salute è un mercato</em>”, taglia corto <strong>Saverio De Florio</strong>, portavoce dell’Associazione malati cronici e immunitari di Taranto “<em>invece di intervenire sulle cause di questa situazione si specula</em>”. Insomma, ‘Puglia infelix’, vedi Brindisi (Enel), Margherita di Savoia (Saibi-Montedison) e Manfredonia (Enichem) e poi muori!</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In loco <strong>la mortalità generale oltrepassa del 17 per cento la media regionale</strong>,  già elevata. I casi di cancro registrano un aumento vertiginoso senza  distinzioni d’età. Anche nel Salento i tumori aumentano a dismisura. “<em>Qui ormai si è perso il conto delle vittime</em>” racconta <strong>Fabio Matacchiera</strong>, ecologista duro e puro, che, insieme al <strong>Fondo Antidiossina di Taranto</strong> ha <strong>organizzato per domani</strong>, 2 aprile, <strong>una manifestazione di protesta popolare</strong> <strong>a Taranto </strong>“<em>per salvare i bambini dai fumi delle ciminiere</em>”.<br />
«Città  ad alto rischio ambientale» ha decretato il 23 aprile 1998 un decreto  del Presidente della Repubblica. Rimedi concreti? Zero. Il Governatore  Vendola ha pubblicamente affermato che “<em>a Taranto non c’è emergenza</em>”, e lo stesso ha fatto il suo Assessore all’Ambiente. Mentre patron <strong>Riva ha finanziato le campagne elettorali di Bersani e di Berlusconi</strong>, <strong>nonché dei politici locali</strong>,  tutti sul ‘libro paga’ dapprima che l’Iri di Prodi, vale a dire lo  Stato, senza risanare svendesse per poche lire, pur di togliersi  dal’impiccio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>SCORIE NUCLEARI</strong><br />
Lo  stato di abbandono è inquietante. Il portone scricchiola e si spalanca  sotto le folate del maestrale in riva allo Ionio. Alla Cemerad di  Statte, ad un tiro di schioppo da Taranto, proprio ad un soffio da un  ospedale, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contatore_Geiger" target="_blank">contatore Geiger</a> segnala pericolo.</span></p>
<div id="attachment_6109" style="text-align: justify;">
<p><span style="color: #000080;"><img style="border: 1px solid black;" src="http://costruendo.lindro.it/wp-content/uploads/2011/04/cemerad-rifiuti-radioattivi-foto-Gianni-Lannes.jpg" border="1" alt="" width="421" height="280" align="BOTTOM" /></span></p>
<p><span style="color: #000080;">Rifiuti radioattivi alla Cemerad (foto di Gianni 	Lannes)</span></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">L’azienda di <strong>Giovanni Pluchino</strong>,  da Mottola. era dedita al trasporto e stoccaggio di rifiuti radioattivi  e tossico-nocivi, tutti provenienti dall’Italia centro-settentrionale,  da un ventennio, sulla base di una mera autorizzazione dell’Ufficio del  medico provinciale di Taranto (nulla osta del 28 luglio 1984, protocollo  n. 12478) e, in seguito della giunta provinciale (n. 1889 dell’11  ottobre 1989).<br />
Malgrado  il sequestro preventivo disposto il 19 giugno 2000 dal Gip, Ciro Fiore,  effettuato dal Nas Carabinieri il 4 luglio successivo, «dell’intera  area comprensiva di locali, impianti, depositi e terreni pertinenziali  recintati» attesta il procedimento penale n. 5662/2000 G.I.P., ben «30  mila fusti metallici arrugginiti», segnala il verbale di sequestro  dell’Arma, «60 containers e 42 silos» risultano ancora dimenticati in  un’area di 4 mila metri quadrati. Contengono scorie a media  radioattività con tempi di dimezzamento ultratrentennali.<br />
Non è  tutto. «All’interno di un capannone abusivo di 5 mila metri quadrati»,   dichiarano i carabinieri «vengono stoccati circa 18.000 fusti di rifiuti  radioattivi». Un altro verbale del Nas, datato 9 agosto 2000 certifica  alla presenza dell’impiegato Colao Francesco, la sparizione di  «documenti dai faldoni 50-55». Epilogo intermedio il 10 giugno 2003 il  Tribunale di Taranto ha condannato Giovanni Pluchino a «1 anno di  reclusione e al pagamento di una sanzione pecuniaria di 12 mila euro».  L’autorità giudiziaria ha disposto anche il dissequestro del deposito e  la bonifica del sito entro sei mesi dalla pubblicazione della sentenza,  oltre alla restituzione dell’immobile al proprietario Mario Soprano. Ed  ecco le motivazioni. Il titolare della Cemerad, secondo l’impianto  accusatorio della magistratura, «realizzava una discarica di rifiuti  pericolosi e senza la prescritta autorizzazione e gestiva un impianto di  raccolta di rifiuti radioattivi senza rispettare le specifiche norme di  buona tecnica al fine evitare rischi di esposizione alle persone del  pubblico». La sentenza, passata in giudicato, non ha avuto seguito. In  Italia il sistema giudiziario non consente di imprigionare nessuno per  reati ambientali che mettono a repentaglio la vita di migliaia di  persone e l’ecosistema naturale? Tutto tranquillo? Il pericolo permane:  l’ordigno a orologeria, infatti non è stato ancora disattivato. Il  Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e l’Azienda sanitaria locale  Taranto/1 avevano denunciato «gravissimi rischi per la salute e  l’incolumità pubblica e privata, gravissimi rischi di inquinamento e  contaminazione ambientale a causa delle notevoli quantità di rifiuti  radioattivi, speciali e tossico-nocivi stoccati nella struttura  Cemerad».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Per  metà della Puglia e un pezzo di Basilicata, nel deposito nucleare, in  località “masseria Vocchiaro-Grottafornara”, a ridosso della statale 172  per Martina Franca, a un sputo dal centro abitato stattese di 15 mila  anime, il peggio sarebbe lo scoppio di un incendio provocato da un  malintenzionato, o, peggio ancora, da un terrorista. Oltretutto, a poche  decine di chilometri, proprio in Lucania (Trisaia di Rotondella), in  riva allo Jonio, lo Stato al termine degli anni ’60 ha realizzato un  cimitero nucleare, inaugurato dall’Onorevole <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Furio_Colombo" target="_blank">Furio Colombo</a>, camuffato da centro ricerche Enea. Comunque, nell’ex feudo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuova_camorra_pugliese" target="_blank">clan Modeo</a> si accumulano ritardi e silenzi istituzionali. L’Enea è da tempo al  corrente della situazione, come documenta una propria nota epistolare  risalente al 29 novembre 1990. E lo è il Ministero dell’Industria,  addirittura dal 28 luglio 1984. Idem la Presidenza del Consiglio dei  Ministri di cinque governi. L’<a href="http://www.gruppo183.org/glossario.asp?ID_GLOSSARIO=51&amp;i=A&amp;ACT=0" target="_blank">ANPA</a> (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), addirittura, non  dispone un accertamento in loco e in una comunicazione del 20 luglio  2000, siglata dal dirigente Mario Paganini Fioratto, prende per buona  l’autocertificazione sulla sicurezza, redatta dall’ingegner Luigi  Severini per conto della stessa Cemerad: «Non si sono riscontrate  inosservanze alla normativa vigente». Eppure l’8 luglio 2000, il  sostituto procuratore Filomena Di Tursi e l’allora procuratore aggiunto  della Repubblica, Franco Sebastio (oggi capo) scrivono al Ministero  dell’Ambiente, al Presidente della regione Puglia, nonché al Prefetto e  al Presidente della Giunta provinciale: «La normativa vigente prevede il  potere-dovere di intervento dei competenti organi amministrativi al  fine di far realizzare, o di realizzare direttamente la messa in  sicurezza e la successiva bonifica delle aree inquinate e degli impianti  dai quali deriva pericolo di inquinamento. Si prega di far conoscere  con la massima urgenza le misure precauzionali adottate per assumere la  messa in sicurezza dell’impianto Cemerad, specialmente per quanto  concerne il pericolo di incendi».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Parole al vento, come le interrogazioni del parlamentare Giovanni Battafarano.  Nel novembre 2001 il sindaco Giuseppe Mastromarino (esponente di una  giunta di centro-destra) chiede al presidente del Consiglio, Silvio  Berlusconi, «un intervento concreto che favorisca la bonifica».  L’istanza del primo cittadino, a tutt’oggi, non ha ottenuto alcun  risultato concreto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In Parlamento giace ancora senza riscontri un’interrogazione del 16 novembre 1995, a firma di Franco Carella,  indirizzata ai Ministri dei Lavori Pubblici e dell’Ambiente. Il  senatore dei Verdi segnalava che «è constatabile l’assoluta inidoneità  delle strutture del capannone della ditta Cemerad a contenere un  deposito di materiali nucleari; inoltre non viene documentata la  idoneità dei contenitori utilizzati per lo stoccaggio delle sostanze  contaminate sia liquide che solide; ed infine notevole quantità di  sostanze, anche infiammabili, sono stoccate in containers, riconosciuti  dal competente ministero al trasporto delle sostanze e non per essere  utilizzati all’aperto e per lunghi periodi di tempo». L’ex Presidente  della Commissione Igiene e Sanità voleva sapere dai Ministri competenti  quali iniziative sarebbero state messe in atto per «rimuovere le gravi  irregolarità riscontrate dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco  presso il deposito di materiale radioattivo della ditta Cemerad e i  reali rischi di contaminazione ambientale e di danni alla salute  pubblica». A tutt’oggi nessuna autorità statale o regionale e nemmeno  scientifica, ha  identificato le componenti, stimato gli effetti o  valutato gli impatti epidemiologici o svelato gli interrogativi su  origine, provenienza e occultamento delle scorie radioattive.<br />
Le ecomafie ringraziano.<br />
Anche l’<a href="http://www.isprambiente.gov.it/" target="_blank">Ispra </a>(Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) tace. La giornalista Dolores Palantoni vibra di indignazione: “<em>A Statte muoiono o si ammalano di patologie tumorali cittadini dai 15 ai 50 anni</em>”.  Vi è correlazione tra le radiazioni nucleari e le malattie della  popolazione, come leucemie, malformazioni neonatali e alterazioni  genetiche? Un dato è certo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva  dichiarato la vasta area di Taranto a «elevato rischio ambientale», già  nei primi anni ’90.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>ECOMAFIE DI STATI<br />
</strong>Colline di rifiuti radioattivi in attesa di uno smaltimento  definitivo. Altri che vengono abbandonati e dispersi nell’ambiente,  lontano dai centri abitati, ma soprattutto da occhi indiscreti. Altri  ancora che <a href="http://costruendo.lindro.it/2011/02/04/da-ravenna-a-genova-le-scorie-nucleari-del-belpaese/" target="_blank">viaggiano indisturbati attraverso le frontiere</a>.  E’ questo lo scenario odierno. Tra i protagonisti dei traffici di  materiali radioattivi, in particolare uranio e plutonio arricchito,  materie, materie prime per la produzione di ordigni nucleari, figura la  criminalità organizzata (italiana e non), ma soprattutto multinazionali  del crimine e governi occidentali. E’ solo un caso, ma <strong>Taranto ospita unità navali a propulsione ed armamento nucleare battente bandiera Nato</strong>, ossia Usa, ma <strong>l’obsoleto piano di sicurezza e di evacuazione della cittadinanza non è noto all’opinione pubblica</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong>Fonte</strong>: <a title="Taranto: rifiuti nucleari e chimici, tumori alle stelle" href="http://costruendo.lindro.it/2011/04/01/taranto-rifiuti-nucleari-e-chimici-a-portata-di-narice-tumori-alle-stelle/" target="_blank">Taranto: rifiuti nucleari e chimici a portata di narice, tumori alle stelle</a></span></p>
<p><span style="color: #000080;"> </span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/04/02/taranto-rifiuti-nucleari-e-chimici-tumori-alle-stelle/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Chi la vuole bianca&#8230; e chi la vuole intelligente!</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 17:53:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi l&#8217;intero fabbisogno di carta di un ufficio potrebbe essere coperto con i prodotti in carta riciclata. Solo eccezionalmente si dovrebbe usare carta &#8220;nuova&#8221;, badando comunque a dare la preferenza ai prodotti sbiancati senza cloro. La &#8220;carta ecologica&#8221; è ormai da tempo una realtà ben conosciuta, anche se la maggior parte della amministrazioni sia pubbliche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/02/green_paper.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-166" title="green_paper" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/02/green_paper.jpg" alt="" width="400" height="583" /></a></p>
<p><span style="color: #000080;">Quasi l&#8217;intero fabbisogno di carta di un ufficio potrebbe essere coperto  con i prodotti in carta riciclata. Solo eccezionalmente si dovrebbe  usare carta &#8220;nuova&#8221;, badando comunque a dare la preferenza ai prodotti  sbiancati senza cloro. La &#8220;carta ecologica&#8221; è ormai da tempo una realtà  ben conosciuta, anche se la maggior parte della amministrazioni sia  pubbliche che private non si è ancora convertita all&#8217;utilizzo di questo  versatile prodotto.</p>
<p><span style="color: #000080;">La stessa carta bianca, ottenuta da fibra di cellulosa ma sbiancata  senza l&#8217;utilizzo del cloro, non ha an-cora conosciuto un&#8217;ampia  diffusione, sebbene alla vista ed al tatto non si percepisca alcuna  differenza rispetto alle carte tradizionali. Sembra che né il  consumatore né l&#8217;utilizzatore professionale abbiano grande chiarezza  sulle peculiarità dei vari tipi di carta. Cerchiamo allora di fissare  alcuni punti fermi:</span></p>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000080;">Carta &#8220;nuova&#8221; sbiancata al cloro</span></h3>
<p><span style="color: #000080;">fino ad alcuni anni fa  l&#8217;unico tipo di carta disponibile sul mercato. La sua produzione è  legata ad un ingente utilizzo di acqua ed energia, ed il processo di  sbiancamento porta ad inquinare gravemente l&#8217;acqua che, uscita dalle  fabbriche, ritorna ad immettersi nei fiumi e nei laghi. La materia prima  è il legno, risorsa naturale certo non illimitata, come dimostrano le  difficoltà che già si incontrano sul mercato della cellulosa.</p>
<p><span style="color: #000080;">L&#8217;abbattimento degli alberi provoca fenomeni di erosione che  soprattutto nei Paesi nordici, in Canada e nell&#8217;ex Unione Sovietica  hanno raggiunto dimensioni preoccupanti. Anche i Paesi tropicali non ne  restano indenni.<br />
</span><br />
</span></p>
<h3><span style="color: #000080;">Carta &#8220;nuova&#8221; sbiancata senza cloro</span></h3>
<p><span style="color: #000080;">presenta lo stesso  consumo di acqua ed energia necessario alla produzione della carta  sbiancata con il cloro, ma con la differenza che il processo di  sbiancamento avviene con preparati a base di ossigeno. Le acque di  scarico presentano così un inquinamento decisamente inferiore.<br />
Rimane comunque consigliabile solo nei casi in cui sia proprio  impossibile utilizzare carte ricavate da fibre riciclate (ad es. nella  stampa fotografica).</p>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000080;">Carta riciclata (100% fibre di recupero)</span></h3>
<p><span style="color: #000080;">La materia  prima non è il legno (cellulosa), ma la carta da macero ottenuta  attraverso la raccolta differenziata. Dal momento che il consumatore  medio italiano non collabora però con tanto entusiasmo alla raccolta  differenziata dei rifiuti, il nostro Paese importa enormi quantità di  carta da macero da quei Paesi (ad es. USA) che evidentemente godono di  consumatori più &#8220;diligenti&#8221; sotto questo punto di vista. Una raccolta  non proprio ordinata porta allora alla presenza di carta mescolata ad  impurità o sporcizie, rendendo necessario uno sbiancamento &#8211; c.d.  deinking &#8211; a base di composti chimici (senza cloro) per ottenere una  tonalità sufficientemente chiara.</p>
<p><span style="color: #000080;">Un piccolo confronto: per normale carta riciclata si utilizzano per ogni  tonnellata di prodotto da 7 a 15 Kg di composti chimici a base di  ossigeno, contro i 250 Kg necessari per la carta non riciclata.</span></p>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000080;">Carta riciclata &#8220;originale&#8221; o &#8220;ecologica&#8221;</span></h3>
<p><span style="color: #000080;">Viene  ottenuta al 100% da fibre di recupero e non subisce alcun processo né di  decolorazione (deinking) né di sbiancamento. Il modesto consumo di  materie prime, di energia, di acqua e di prodotti chimici fa di questo  prodotto l&#8217;alternativa certamente più ecologica. Solo questa può essere  definita &#8220;carta ecologica&#8221;.</p>
<p><span style="color: #000080;">Chi allora ritiene che:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000080;">- consumare meno energia </span></li>
<li><span style="color: #000080;">- consumare meno acqua, </span></li>
<li><span style="color: #000080;">- inquinare meno fiumi e laghi, </span></li>
<li><span style="color: #000080;">- abbattere la montagna dei rifiuti, </span></li>
<li><span style="color: #000080;">- risparmiare il patrimonio boschivo,</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000080;">siano punti da considerare nei propri acquisti di prodotti cartari,  trova nella carta riciclata (soprattutto in quella &#8220;originale&#8221;)  un&#8217;alternativa veramente intelligente.</p>
<p><span style="color: #000080;">Se il privato consumatore può orientarsi verso queste alternative,  l&#8217;utilizzatore pubblico (Stato, Comuni, Enti Pubblici, scuole,&#8230;) deve  dare la preferenza a questi prodotti, come prescrive la Legge N. 283 del  5 giugno 1985.</p>
<p><span style="color: #000080;">Ma&#8230;  si continuano a sentire le affermazioni più disparate in merito all&#8217;utilizzo di carta riciclata:</span></span></p>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000080;">non è igienica?</span></h3>
<p><span style="color: #000080;">nel corso della produzione, la  carta da macero viene portata a temperature superiori ai 150°. Nessun  microrganismo sopravvive a tali temperature.</p>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000080;">è costosa?</span></h3>
<p><span style="color: #000080;">Dalle nostre indagini risulta che si può  trovare una buona carta riciclata risparmiando fino al 20% rispetto alla  carta &#8220;bianca&#8221;. Senza considerare che la produzione della carta normale  comporta costi (in termini di inquinamento e peggioramento della  qualità di vita) che non vanno ad aggravare i listini prezzi, ma pesano  sulla collettività e quindi anche&#8230; su noi stessi!</p>
<p></span></p>
<h3><span style="color: #000080;">è qualitativamente inferiore?</span></h3>
<p><span style="color: #000080;">Il Ministero  dell&#8217;ambiente della Germania ha potuto constatare già nel 1983, sulla  base di analisi condotte dall&#8217;Istituto federale per lo studio dei  materiali, come la carta riciclata sia adatta a quasi tutti i campi di  applicazione.</p>
<p><span style="color: #000080;">Diversi enti e società hanno nel frattempo modificato i propri acquisti  di carta puntando sul prodotto riciclato ed ottenendo risultati di tutto  rispetto: fra questi in Germania le Poste, nonché all&#8217;incirca il 90%  degli uffici pubblici, e in campo privato grosse società come Siemens,  Oetker, Quelle e Ford.</p>
<p><span style="color: #000080;">L&#8217;amministrazione finanziaria del Land Nordrhein-Westfalen ha presentato  qualche tempo fa un rapporto delle esperienze acquisite in tema di  carta riciclata, impiegata in tutti i normali lavori di ufficio, dalla  carta intestata alla stampa laser, dalle fotocopie alle dichiarazioni  dei redditi. I risultati presentati sono ottimi: non solo si è avuta  conferma degli aspetti qualitativi, ma anche di quelli economici, con un  risparmio di 650mila marchi nelle fase di acquisto, 500mila marchi  risparmiati sotto forma di costi stimati per lo smaltimento della carta  da macero, 7 milioni di KW/h di energia ed un&#8217;infinità di acqua che si  sarebbero sprecati per la produzione della carta normale.</p>
<p><span style="color: #000080;">L&#8217;ultima novità in tema di carta è senz&#8217;altro la produzione ottenuta dal  mais e dalle alghe, dove non si dovrebbe porre il problema di utilizzo  di risorse naturali divenute scarse.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Ancora una considerazione generale: come per tutti i prodotti che  acquistiamo dovremmo considerarne l&#8217;origine, la fase di utilizzazione e  quella dello smaltimento finale: nel caso della carta risulta così  assurdo utilizzare una carta, per quanto buona essa sia, che per  arrivare al mio tavolo percorre una lunghissima strada, ad esempio  trasportata su camion dai Paesi nordici.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Se si decide di acquistare con consapevolezza, si può anche fare un  ulteriore passo adottando un proprio sistema per la raccolta della carta  usata, in casa e al lavoro, modificando ad esempio anche i contratti  con le imprese di pulizia.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000080;"><span style="color: #000080;"><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.centroconsumatori.it/39v197d205.html" target="_blank">centroconsumatori.it</a></span><br />
</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/02/26/chi-la-vuole-bianca-e-chi-la-vuole-intelligente/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Asl Ba, bilancio 2011 in rosso</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2011/02/24/asl-ba-bilancio-2011-in-rosso-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 15:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Nino Sangerardi Giovedì 24 Febbraio 2011 I vertici dell&#8217;ASL di Bari e provincia&#8211;Nicola Pansini, direttore generale, Francesco Lippolis, direttore amministrativo e Alessandro Calasso ,direttore sanitario-, oggi finito nel vortice della nuova bufera abbattutasi sulla sanità pugliese- hanno approvato il Bilancio economico preventivo  generale esercizio 2011 e il Bilancio pluriennale di previsione anni 2011, 2012, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/02/asl_ba.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-151" title="asl_ba" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2011/02/asl_ba.jpg" alt="" width="583" height="371" /></a></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong><span style="color: #000080;">di Nino Sangerardi</span></strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong><span style="color: #000080;">Giovedì 24 Febbraio 2011</span></strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="color: #000080;">I vertici dell&#8217;ASL di Bari e provincia&#8211;Nicola Pansini, direttore generale, Francesco Lippolis, direttore amministrativo e Alessandro Calasso ,direttore sanitario-, oggi finito nel vortice della nuova bufera abbattutasi sulla sanità pugliese- hanno approvato il Bilancio economico preventivo  generale esercizio 2011 e il Bilancio pluriennale di previsione anni 2011, 2012, 2013. La diagnosi finanziaria dell&#8217;azienda sanitaria barese cosa racconta? Che butta male.Lo scrive il direttore Pansini chiaro e tondo: &#8221; Il risultato economico negativo per il 2011 può senza alcun dubbio definirsi strutturale.Infatti riflette per un verso  l&#8217;ineludibilità dei costi rispetto alle prestazioni richieste ed offerte dalle strutture aziendali, e per altro verso, l&#8217;inadeguatezza delle quote di FSR( forse vuol dire Fondo sanitario regionale, ndr) assegnate all&#8217;ASL BA&#8221;. E Pansini continua: &#8221; Si può affermare che la maggior parte dei costi sono riferibili a fattori non direttamente controllabili dalla Direzione Aziendale, gli stessi sono non governabili in quanto correlati alla domanda di assistenza da parte dei cittadini e a disposizioni regionali e/o accordi tra associazioni di categoria e organi regionali(costi per prestazioni sanitarie da pubblico e privato) nonchè alla dotazione organica dell&#8217;azienda( costi personale e di rinnovi contrattuali)&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Dunque a giudizio del direttore generale Nicola Pansini riguardo la gestione economico-finanziaria dell&#8217;ASL si è in presenza di &#8221;&#8230; fattori non direttamente controllabili dalla Direzione aziendale&#8230; e non governabili&#8221;.Nel documento che si è potuto consultare il manager Pansini non menziona, in modo specifico, i diversi elementi inerenti il risultato economico non positivo.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Gruppi di ammalati che sopravvivono tra  i letti ospedalieri d&#8217;Apulia e ausiliari  infemieri  e medici precari in attesa di &#8221; sistemazione partitocratica&#8221;( probabilmente nei pressi delle elezioni politiche a venire, stante che Fitto e Vendola sono politicamente complementari; d&#8217;altro canto si rileva lo strano masochismo di un partito come il PD pugliese che regala troppi spazi di potere pubblico a  Vendola &amp; Co&#8211;occupato e presidiato tramite le società e fondazioni e commissioni e enti  regionali in co-housing di stampo neosovietico, ammantato di populismo mediatico copiato dall&#8217;infelice grammatica propagandistica berlusconiana&#8211;  il quale alle elezioni regionali del 2010 ha perso 128.898 voti rispetto alle regionali del 2005 invece il PD ha raccolto, nel 2010,  410.935 voti; la narrazione delle percentuali è inconfutabile: 20,75% il PD e solo 9,7% l&#8217;agglomerato  Nichi- SEL) si chiedono un poco perplessi: &#8221; Compito del direttore di un&#8217;azienda sanitaria non deve essere quello di ,appunto, governare  il Bilancio, i flussi di denaro pubblico, la domanda di assistenza, i costi e benefici delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie?&#8221;. Così dovrebbe essere.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">A titolo di cronaca sanitaria econtabile  si rammenta che il compenso economico annuale per il direttore Nicola Pansini è di 150 mila euro mentre quello dei direttori amministrativo e sanitario( Francesco Lippolis e Alessandro Calasso) è pari a 122 mila euro ciascuno.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">I dati economici previsionali relativi al triennio 2011-2013 evidenziano: 2011 perdita pari a euro 105.436, anno 2012 perdita di euro 88.506, anno 2013 euro 85.379. </span></p>
<p><span style="color: #000080;">Nel resto del mondo terracqueo che succede ai dirigenti di un&#8217;azienda che presenta i conti in rosso?</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Una risposta forse potrebbe arrivare dal Governatore Nichi Vendola che a proposito di sanità ebbe a declamare: &#8220;Mai metterò una tassa sul dolore&#8221;.Infatti ha decretato la tassa-ticket di un euro sui medicinali a carico della sofferenza patita da gran parte dei pugliesi.</span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.liradeltacco.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2629:asl-ba-bilancio-2011-in-rosso-&amp;catid=29:sanita&amp;Itemid=55" target="_blank">Asl Ba, bilancio 2011 in rosso</a><br />
</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/02/24/asl-ba-bilancio-2011-in-rosso-2/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La rivoluzione a Cinque Stelle di Treviso</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Feb 2011 14:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comuni a cinque stelle]]></category>

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		<description><![CDATA[La rivoluzione verde di Treviso è firmata dalla Lista a Cinque Stelle. &#8220;Caro Beppe, un altro passo avanti verso il completamento del Programma a 5 Stelle di Treviso è stato fatto e in modo condiviso da tutti i consiglieri comunali, ne cito solo alcuni punti: - Realizzazione di un piano energetico comunale. - Sportello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2011/02/19/la-rivoluzione-a-cinque-stelle-di-treviso/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span style="color: #000080;"><em>La rivoluzione verde di Treviso è firmata dalla Lista a Cinque Stelle</em>.<br />
&#8220;<em>Caro Beppe</em>,<br />
un altro passo avanti verso il completamento del Programma a 5 Stelle di Treviso è stato fatto e in modo condiviso da tutti i consiglieri comunali, ne cito solo alcuni punti:<br />
- Realizzazione di un piano energetico comunale.<br />
- Sportello di consulenza al pubblico per risparmio energetico, bioedilizia e energia rinnovabile<br />
- Costruzione di centraline idroelettriche su chiuse e strozzature di canali e pannelli fotovoltaici su tetti di edifici pubblici. Il progetto vale oltre tre milioni di euro, ma i vantaggi di simili impianti, alla lunga, compensano gli investimenti (coperti in nove anni) e producono utili.<br />
La svolta eco-sostenibile del consigliere David Borrelli è stata accettata da tecnici ed assessori che hanno accelerato rilievi e studi di fattibilità. Il piano operativo prevede l’installazione degli impianti per sfruttare l’energia solare sugli edifici pubblici &#8220;<em>con scarsa valenza architettonica</em>&#8221; e ampie superfici, e due centraline idroelettriche per sfruttare due &#8220;<em>nodi</em>&#8221; d’acqua persi. La Lista Civica a Cinque Stelle è dei cittadini e Borrelli è il nostro dipendente. Lo teniamo d’occhio e lui porta le nostre idee dove più conta.&#8221; <em>Maurizio- </em><em><a href="http://www.grillitreviso.it/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Grillitreviso</span></a></em> </span></p>
<p><span style="color: #000080;"><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/12/la_rivoluzione/index.html" target="_blank">beppegrillo.it</a><br />
</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2011/02/19/la-rivoluzione-a-cinque-stelle-di-treviso/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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