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	<title>Blog di Alessandro Furnari &#187; Sicurezza Alimentare</title>
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	<description>Il blog di Alessandro Furnari, ambiente, salute, energia rinnovabile, informazione, rifiuti zero, mobilità sostenibile, acqua pubblica, sicurezza alimentare, diritti dei lavoratori, controinformazione. Le soluzioni sostenibili per il Comune di Taranto. La lista civica cinque stelle di Beppe Grillo a Taranto</description>
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		<item>
		<title>Autorizzata alimentazione con bovini clonati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione autorizzata]]></category>
		<category><![CDATA[bovini clonati]]></category>
		<category><![CDATA[Food and Drug Administration]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Food and Drug Administration ha recentemente annunciato che è sicuro mangiare carne e bere il latte del bestiame clonato. Se lo dicono loro&#8230;
L&#8217;UE ha acconsentito (ovviamente) alla decisione degli Stati Uniti.
Molti consumatori ritengono la clonazione animale innaturale e una minaccia per una delle regole fondamentali dell’allevamento selettivo: il mantenimento di un elevato livello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1280" title="carne" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/03/carne.jpg" alt="carne" width="222" height="140" /></p>
<p style="text-align: justify;">La Food and Drug Administration ha recentemente annunciato che è sicuro mangiare carne e bere il latte del bestiame clonato. Se lo dicono loro&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;UE ha acconsentito (ovviamente) alla decisione degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti consumatori ritengono la clonazione animale innaturale e una minaccia per una delle regole fondamentali dell’allevamento selettivo: <strong>il mantenimento di un elevato livello di variabilità genetica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I consumatori sono sempre più consapevoli del cibo che mangiano e dei fatti riguardanti i suoi ingredienti e le fonti. I mercati sono più frammentati che mai ed i consumatori stanno diventando sempre più sofisticati nelle loro scelte alimentari. Ciò si evince dai sondaggi recenti che suggeriscono un aumento degli acquisti di alimenti biologici e la preoccupazione dei consumatori sulla sicurezza alimentare quando si prendono decisioni di acquisto.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse la cosa più importante a questo punto è il dibattito sulla etichettatura degli alimenti. Bisogna informare i consumatori per dare loro modo di scegliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni consumatore deve sapere se il latte o la carne che compra (personalmente evito di mangiare sia carne che latte) provengono da animali clonati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il benessere dei consumatori dovrebbe essere il centro decisivo di una politica nuova che introduce un nuovo prodotto alimentare sul mercato.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/02/autorizzata-alimentazione-con-bovini-clonati/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Lidl, formaggio contaminato da listeria 7 morti</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 16:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Lidl]]></category>
		<category><![CDATA[listeria]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lidl ha emesso un secondo avviso ai clienti di non mangiare due prodotti caseari Prolactal, dopo che le autorità sanitarie hanno confermato un collegamento a sette morti per avvelenamento da cibo.
Le autorità sanitarie austriache e tedesche hanno tracciato sette morti di listeria, cinque austriaci e due tedeschi, contaminati con formaggio acido fresco prodotto da Prolactal.
Lidl [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1275" title="lidl" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/03/lidl.jpg" alt="lidl" width="608" height="380" /></p>
<p style="text-align: justify;">Lidl ha emesso un secondo avviso ai clienti di non mangiare due prodotti caseari Prolactal, dopo che le autorità sanitarie hanno confermato un collegamento a sette morti per avvelenamento da cibo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le autorità sanitarie austriache e tedesche hanno tracciato sette morti di listeria, cinque austriaci e due tedeschi, contaminati con formaggio acido fresco prodotto da Prolactal.</p>
<p style="text-align: justify;">Lidl ha ritirato i formaggi dai suoi scaffali il 23 gennaio, quando i sospetti di un collegamento sono stati suscitati.</p>
<p style="text-align: justify;">La catena di supermercati ha ribadito il suo avvertimento di evitare di mangiare due sospetti formaggi di marca Reinhardshof. Prolactal ha detto attraverso la direzione: “siamo profondamente scioccati” dai casi di listeria.</p>
<p style="text-align: justify;">Al momento Prolactal ha cessato la produzione nel suo stabilimento Stiria Hartberg in attesa di una indagine completa.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.43zero58.com/" rel="nofollow"  target="_blank">http://www.43zero58.com/</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/02/lidl-formaggio-contaminato-da-listeria-7-morti/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Kellogg, violazioni in materia di igiene degli alimenti</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/02/kellogg-violazioni-in-materia-di-igiene-degli-alimenti/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 15:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Kellogg]]></category>

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		<description><![CDATA[
Kellogg Company (più semplicemente Kellogg o Kellogg&#8217;s) è una multinazionale americana che produce cibo per la prima colazione, snacks, biscotti e crackers, con sede legale a Battle Creek, nel Michigan, negli Stati Uniti.
Kellogg è stata avvertita su una serie di violazioni in materia di igiene degli alimenti dopo la scoperta della contaminazione da Listeria diffusa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1268" title="Kellogg_C1_2o" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/03/Kellogg_C1_2o.jpg" alt="Kellogg_C1_2o" width="604" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Kellogg Company</strong> (più semplicemente <strong>Kellogg</strong> o <strong>Kellogg&#8217;s</strong>) è una multinazionale americana che produce cibo per la prima colazione, snacks, biscotti e crackers, con sede legale a Battle Creek, nel Michigan, negli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Kellogg è stata avvertita su una serie di <strong>violazioni in materia di igiene</strong> degli alimenti dopo la scoperta della contaminazione da <strong>Listeria</strong> diffusa in un impianto di cialde.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella lettera di avvertimento della Food and Drug Administration Kellogg era colpevole di “significativi scostamenti dalle current Good Manufacturing Practice (cGMP)” nell&#8217;impianto in Georgia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’elenco delle violazioni includono <strong>spazzatura lasciata scoperta a pochi centimetri dalle materie prime</strong>, che consente all’acqua potenzialmente contaminata di sgocciolare su linee di prodotti alimentari, e un certo numero di metodi di pulizia insoddisfacenti da parte dei dipendenti.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: http://www.43zero58.com/</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/02/kellogg-violazioni-in-materia-di-igiene-degli-alimenti/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nestlè, salmonella in bocconcini al cioccolato</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/01/nestle-salmonella-in-bocconcini-al-cioccolato/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 20:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Nestlé salmonella]]></category>

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		<description><![CDATA[
La multinazionale Nestlé ha dichiarato che un campione di bocconcini di cioccolato sono risultati positivi alla salmonella qualche settimana fa.
Una portavoce della società ha detto che lei non può confermare la fonte dei batteri presenti presso l’impianto di Burlington, Wisconsin.
Il prodotto non è mai stato distribuito per la vendita.
Fonte: http://www.43zero58.com/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1263" title="logo_Nestle" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/03/logo_Nestle.jpg" alt="logo_Nestle" width="280" height="280" /></p>
<p>La multinazionale Nestlé ha dichiarato che un campione di bocconcini di cioccolato sono risultati positivi alla salmonella qualche settimana fa.</p>
<p>Una portavoce della società ha detto che lei non può confermare la fonte dei batteri presenti presso l’impianto di Burlington, Wisconsin.</p>
<p>Il prodotto non è mai stato distribuito per la vendita.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.43zero58.com/" rel="nofollow"  target="_blank">http://www.43zero58.com/</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/01/nestle-salmonella-in-bocconcini-al-cioccolato/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Settimo decesso legato al formaggio Prolactal</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/01/settimo-decesso-legato-al-formaggio-prolactal/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 19:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio Prolactal]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;azienda austriaca Prolactal ha ritirato dal mercato otto tipi di formaggio di sua produzione, contaminati dai batteri della listeria (listeria monocytogenes).
Le autorità austriache hanno confermato ieri, una settima persona è morta dopo aver mangiato formaggio prodotto da Prolactal contaminato da Listeria.
L’ente austriaco di sicurezza alimentare ha detto che 12 persone sono state ricoverate dall’inizio dell’anno con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1259" title="cheese" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/03/cheese.jpg" alt="cheese" width="484" height="380" /></p>
<p><span style="font-size: small;">L&#8217;azienda austriaca <em>Prolactal</em> ha ritirato dal mercato otto tipi di formaggio di sua produzione, contaminati dai batteri della listeria (listeria monocytogenes).</span></p>
<p>Le autorità austriache hanno confermato ieri, una settima persona è morta dopo aver mangiato formaggio prodotto da Prolactal contaminato da Listeria.</p>
<p>L’ente austriaco di sicurezza alimentare ha detto che 12 persone sono state ricoverate dall’inizio dell’anno con malattie legate al consumo di formaggio fresco acido di Prolactal.</p>
<p>Una portavoce della agenzia austriaca di sicurezza alimentare, AGES, ha detto che ci sono attualmente un totale di 21 casi di Listeria collegati al focolaio in Austria.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/03/01/settimo-decesso-legato-al-formaggio-prolactal/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Allerta alimentare: salsicce di pollo e tacchino AIA</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2010/02/04/allerta-alimentare-salsicce-di-pollo-e-tacchino-aia/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 10:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[allerta alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[frammenti di materiale plastico]]></category>
		<category><![CDATA[salsicce di pollo e tacchino AIA]]></category>

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		<description><![CDATA[
Allerta alimentare: salsicce di pollo e tacchino Aia
DATA: 26 GENNAIO 2010
PRODOTTO: SALSICCE DI POLLO E TACCHINO
LOTTO: L 7911182
CAUSA DELL’ALLERTA: Probabile accidentale presenza di frammenti di materiale plastico
Note: nessuna informazione ai consumatori è presente sul sito AIA
Fonte: GROS CIDAC
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1209" title="aia" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/02/aia.jpeg" alt="aia" width="240" height="200" /></p>
<p>Allerta alimentare: salsicce di pollo e tacchino Aia</p>
<p><strong>DATA:</strong> 26 GENNAIO 2010</p>
<p><strong>PRODOTTO:</strong> SALSICCE DI POLLO E TACCHINO</p>
<p><strong>LOTTO:</strong> L 7911182</p>
<p><strong>CAUSA DELL’ALLERTA: </strong>Probabile accidentale presenza di frammenti di materiale plastico</p>
<p>Note: nessuna informazione ai consumatori è presente sul sito AIA</p>
<p><strong>Fonte</strong>: GROS CIDAC</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/02/04/allerta-alimentare-salsicce-di-pollo-e-tacchino-aia/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Latte di Soia contaminato da Iodio</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2010/01/14/latte-di-soia-contaminato-da-iodio/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 09:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Bonsoy]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Latte di soia contaminato da iodio]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’Irlanda è diventata l’ultimo Paese ad emettere un avviso di sicurezza alimentare di iodio nel latte di soia contaminato dal Giappone che ha già causato problemi di salute a 10 persone in Australia. I test hanno rivelato che bere una tazza di soia latte potrebbe superare la dose giornaliera tollerabile (TDI) per lo iodio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1187" title="bonsoy" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/01/bonsoy.jpg" alt="bonsoy" width="270" height="270" /></p>
<p>L’Irlanda è diventata l’ultimo Paese ad emettere un avviso di sicurezza alimentare di iodio nel latte di soia contaminato dal Giappone che ha già causato problemi di salute a 10 persone in Australia. I test hanno rivelato che bere una tazza di soia latte potrebbe superare la dose giornaliera tollerabile (TDI) per lo iodio di più di 34 volte per i bambini fino a tre anni e sette volte per gli adulti. La Food Safety Authority of Ireland (FSAI) ha confermato che le confezioni da un litro di latte di soia Bonsoy che sono state distribuite nel Paese sono le stesse di quelle implicate nelle malattie della tiroide in Australia. I distributori e fornitori di latte di soia irlandesi sono stati contattati al fine di garantire che tutti i prodotti interessati siano ritirati dalla vendita. Le imprese hanno altresì l’incarico di rilasciare degli avvisi nei punti vendita. La UK Food Standards Agency (FSA) ricorda che la scorsa settimana dopo aver ricevuto un avviso dalla Food Standards Australia New Zealand (FSANZ) che il prodotto conteneva “Alti livelli di iodio” sta continuamente monitorando la distribuzione britannica del latte di soia ed è in collegamento con i suoi omologhi irlandesi per seguire gli sviluppi. L’agenzia ha aggiunto che mentre la maggior parte delle persone sane non sarebbero interessate da eventuali leggeri eccessi di iodio, coloro che bevono un sacco di questo latte di soia, compresi bambini nutriti con bevande di soia come alternativa al latte, potrebbero essere a rischio. Il latte di soia Bonsoy si arricchisce con la kombu, un prodotto di alghe che contiene naturalmente iodio. Tuttavia, i livelli della sostanza nel latte di soia sono estremamente elevati, ha detto la FSANZ. Lo iodio è un elemento essenziale per gli ormoni tiroidei, ma se i livelli di consumo superano le dosi giornaliere ammissibili, la funzione tiroidea può essere influenzata. La FSNAZ ha dato l’allarme inizialmente il 24 dicembre dopo aver confermato che un gruppo di nove adulti di età compresa tra 29-47 anni e un bambino nel Nuovo Galles del Sud, hanno avuto problemi alla tiroide, tutti i casi segnalati hanno consumato latte di soia Bonsoy.</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/01/14/latte-di-soia-contaminato-da-iodio/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Biotossine marine: cozze e ricci a rischio</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2010/01/14/biotossine-marine-cozze-e-ricci-a-rischio/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 09:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[biotossine marine]]></category>
		<category><![CDATA[cozze]]></category>
		<category><![CDATA[ricci]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le tossine del gruppo della palitossina (PITX) sono biotossine marine che sono state individuate soprattutto nelle zoantidi marini (coralli molli) del genere Palythoa e dinoflagellati bentonici del genere Ostreopsis. Le tossine del gruppo PITX sono state segnalate nelle Hawaii e in Giappone, ma sono attualmente distribuite in tutto il mondo. Fioriture di Ostreopsis spp. sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1183" title="Cozze" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/01/Cozze-300x241.jpg" alt="Cozze" width="300" height="241" /></p>
<p>Le tossine del gruppo della palitossina (PITX) sono biotossine marine che sono state individuate soprattutto nelle zoantidi marini (coralli molli) del genere Palythoa e dinoflagellati bentonici del genere Ostreopsis. Le tossine del gruppo PITX sono state segnalate nelle Hawaii e in Giappone, ma sono attualmente distribuite in tutto il mondo. Fioriture di Ostreopsis spp. sono state recentemente segnalate in quattro paesi europei: Francia, Grecia, Italia e Spagna. La presenza di Ostreopsis spp. può provocare la contaminazione delle specie di molluschi e crostacei destinati al consumo umano. I dati sulla presenza dichiarati dai paesi europei sono stati limitati e comprendono solo la PITX e la ovatossina-A in cozze e ricci di mare. Attualmente non ci sono Regolamenti in materia di tossine del gruppo PITX nei molluschi e crostacei, sia nell’Unione Europea (UE), sia in altre regioni del mondo. Segni e sintomi di intossicazione da tossine del gruppo PITX non sono ben definiti, ma includono mialgia e debolezza, eventualmente accompagnata da febbre, nausea e vomito. I decessi sembrano essere rari, anche se ci sono segnalazioni di casi gravi, in cui i pazienti sono morti dopo circa 15 ore. La banca dati tossicologica è limitata, comprende solo studi di tossicità acuta attraverso vie diverse di somministrazione in varie specie animali. La tossicità acuta e le morti sono state segnalate dai focolai umani, ma non ci sono dati affidabili quantitativi sulla tossicità acuta delle tossine del gruppo PITX negli esseri umani. L’assenza di studi di tossicità a lungo termine esclude la determinazione di una dose giornaliera accettabile (DGA).</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/01/14/biotossine-marine-cozze-e-ricci-a-rischio/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ftalati nella catena alimentare</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[catena alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Ftalati]]></category>
		<category><![CDATA[pvc]]></category>

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Ormai preoccupazioni ne sono state sollevate parecchie circa gli ftalati e le cause di problemi alla salute &#8211; anche ai livelli molto bassi a cui siamo attualmente esposti. L’uso continuato di ftalati non è più necessario, dato che sono ora disponibili alternative più sicure.  Le preoccupazioni maggiori vengono dai plastificanti impiegati nel PVC, utilizzato nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1177" title="ftalati" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/01/ftalati.jpg" alt="ftalati" width="204" height="193" /></p>
<p>Ormai preoccupazioni ne sono state sollevate parecchie circa gli ftalati e le cause di problemi alla salute &#8211; anche ai livelli molto bassi a cui siamo attualmente esposti. L’uso continuato di ftalati non è più necessario, dato che sono ora disponibili alternative più sicure.  Le preoccupazioni maggiori vengono dai plastificanti impiegati nel PVC, utilizzato nella fabbricazione di bottiglie, pellicole trasparenti e le guarnizioni per i tappi a vite dei vasi. Anche se questi composti sono indubbiamente pericolosi a livelli elevati di esposizione, nell’opinione scientifica tuttavia, si fa strada la crescente evidenza che anche ai livelli più bassi di esposizione, gli ftalati sono causa di problemi come la sterilità, l’obesità, il cancro al seno, il cancro della prostata, malattie cardiache e il diabete. <strong><span style="color: #000080;">Ai consumatori consigliamo di stare alla larga dalle materie plastiche con i codici di identificazione 3</span></strong> <strong><span style="color: #000080;">ed evitare le carni fresche e verdure avvolte in pellicola trasparente</span></strong>. La maggior parte delle pellicole trasparenti vendute per uso domestico sono ormai fatte di polietilene a bassa densità (codice 4), che sembra essere sicuro. Ma molti supermercati, macellerie e fruttivendoli usano ancora il confezionamento di carni e verdure fresche in pellicola trasparente in PVC.</p>
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		<title>Allarme Europa, ormoni pillola anticoncezionale nella carne</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[allarme europa carne]]></category>
		<category><![CDATA[Bioland sciroppo di glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[food standards agency]]></category>
		<category><![CDATA[medroxy-progesterone]]></category>
		<category><![CDATA[ormoni pillola anticoncezionale nella carne]]></category>

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		<description><![CDATA[Allarme in Europa, ormoni della pillola anticoncezionale nella carne

Nuovi timori sulla sicurezza alimentare sono stati sollevati ieri quando è stato rivelato che un ormone usato nella pillola anticoncezionale ha contaminato mangimi per animali, di conseguenza anche i prodotti a base di carne, in Gran Bretagna e in altri 10 paesi dell’Unione europea.
La Food Standards Agency [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><img class="alignleft size-full wp-image-1093" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" title="carne" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2009/10/carne.jpg" alt="carne" width="384" height="272" />Allarme in Europa, ormoni della pillola anticoncezionale nella carne</h2>
<div>
<p>Nuovi timori sulla <strong>sicurezza alimentare</strong> sono stati sollevati ieri quando è stato rivelato che un ormone usato nella pillola anticoncezionale ha contaminato mangimi per animali, di conseguenza anche i prodotti a base di carne, <strong>in Gran Bretagna e in altri 10 paesi dell’Unione europea</strong>.</p>
<p>La Food Standards Agency ha detto che <strong>300 suini macellati forniti da un’azienda belga che ha utilizzato il mangime contaminato sono entrati nella catena alimentare</strong>. L’agenzia ha aggiunto che 15.000 tonnellate di melassa che potrebbero aver contenuto il glucosio sospetto di aver contaminato i mangimi, erano state già distrutte.</p>
<p>L’agenzia ha insistito sul fatto che i quantitativi di medroxy-progesterone acetato (MPA), che avrebbe potuto essere consumato non erano sufficienti per incidere sulla salute umana. Ma la saga evidenzia la difficoltà di controllare i rischi per la salute all’interno del mercato unico dell’UE.</p>
<p>La contaminazione è iniziata in un impianto farmaceutico gestito da una controllata irlandese della società americana Wyeth, che crea farmaci a base di ormoni.</p>
<p>L’acqua rilasciata dal processo di lavorazione che dà alla pillola un rivestimento dolce è stata spedita dallo stabilimento di Newbridge, County Kildare, tramite una società di intermediazione dei rifiuti, ad una società belga di ritrattamento, Bioland, che fornisce sciroppo di glucosio ai responsabili dei mangimifici.</p>
<p>Bioland esporta grandi quantità di prodotti potenzialmente contaminati ai mangimifici nei Paesi Bassi e da lì, il prodotto è stato venduto ad altri paesi europei.</p>
<p><strong>Circa 7.000 aziende agricole olandesi sono state poste sotto sorveglianza con i movimenti degli animali bloccati; 800 sono tenute sotto sorveglianza in Belgio ed altre 2.100 in Germania</strong>.</p>
<p><em><strong>Fonte</strong>: 43zero58.com</em></div>
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		<title>Basta Pfoa per gli oggetti rivestiti di antiaderente</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 11:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Dupont]]></category>
		<category><![CDATA[Pfoa oggetti rivestiti di antiaderente]]></category>

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		<description><![CDATA[
In Francia il  Réseau Environnement Santé (RES) un gruppo composto da  studiosi, Ong, e cittadini ha invitato l’Afssa  (Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare ) ad una riflessione sull’opportunità di continuare ad usare il Pfoa (acido perfluoroottanoico) per gli utensili da cucina e le padelle antiaderenti  . Questo composto  considerato un perturbatore endocrino è molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1067" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" title="padelle_antiaderenti" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2009/10/padelle_antiaderenti1.jpg" alt="padelle_antiaderenti" width="300" height="250" /></p>
<p>In Francia il  Réseau Environnement Santé (RES) un gruppo composto da  studiosi, Ong, e cittadini ha invitato l’Afssa  (Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare ) ad una riflessione sull’opportunità di continuare ad usare il Pfoa (acido perfluoroottanoico) per gli utensili da cucina e le padelle antiaderenti  . Questo composto  considerato un perturbatore endocrino è molto utilizzato per le caratteristiche   ignifughe e antiaderenti,  ed è da anni  osservato con attenzione dai tossicologi. I<strong>l Pfoa si usa in cucina ma anche nelle moquette come antimacchia, in alcuni imballaggi alimentari, in alcuni tessuti impermeabilizzati, in cere per automobili e anche nei  lubrificanti.</strong> Uno studio americano  realizzato dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) ha rilevato la presenza di Pfoa    nel sangue del 98% delle persone. In Europa il Pfoa è classificato come una sostanza  rischiosa per il feto e  tossica da inalare e  ingerire. Secondo uno studio danese ha effetti negativi anche sulla qualità dello sperma.  <strong>La <a href="http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5hWlwfJrAni0tl4R-ulGHyyBeULYw" rel="nofollow"  target="_blank">DuPont</a> (multinazionale proprietaria del marchio Teflon considerato  leader tra i materiali antiaderenti)  ha dichiarato di non voler più utilizzare il Pfoa dal 2015 o comunque anche prima quando è possibile. La società precisa che ha già trovato una sostanza  nuova con funzioni antiaderenti.</strong> La DuPont sottolinea che  la quantità di Pfoa presente nelle padelle e negli utensili da cucina è molto ridotta e il rischio di esposizione per i consumatore è trascurabile. Il giudizio si basa un parere dell’Afssa secondo cui  l’esposizione di una persona al Pfoa è  600 volte inferiore al limite accettabile.  Un riscontro di questi valori tranquillizzanti si trova anche in una recente pubblicazione dell&#8217;<a href="http://www.iss.it/binary/prvn/cont/Newsletter_maggio_09.pdf" rel="nofollow"  target="_blank">Istituto superiore di sanità</a>.  Il Res replica che il discorso è più generale e ricorda  che  altre sostanze simili Pfos (perfluottano sulfonato)   sono state già vietate nel 2008 in Europa e in ogni caso la persistenza nell’ambiente e nell’organismo del Pfos è di  10 anni.</p>
<h3>LE PADELLE ANTIADERENTI  NON CONTENGONO SOSTANZE TOSSICHE</h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;">La Dupont ha deciso di non usare  più i<a href="http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/10/basta-teflon-per-le-padelle-antiaderenti-.html" rel="nofollow"  target="_blank">Pfoa,</a> un catalizzatore impiegato per  diluire  il materiale  antiaderente da spalmare su padelle, pentole e moltissimi altri oggetti, classificato come interferente endocrino  persistente che si accumula nell’organismo e nell’ambiente. Il blocco totale è previsto dal 2015, anche se da tempo nel ciclo di lavorazione di  alcuni prodotti il  catalizzatore è già stato sostituito. </span></p>
<p><span style="font-size: 12pt; font-family: Arial;">Il problema si registra in fase produttiva, quando i  fluoropolimeri,  utilizzati per rivestire dello strato antiaderente le padelle e altri oggetti, liberano nell’ambiente il Pfoa (acido perfluoroottanoico    contaminando  le falde acquifere, il cibo e  indirettamente l’uomo. Secondo recenti statistiche  il 92% dei cittadini americani presenta tracce di Pfoa nel sangue, anche se a concentrazioni 600 volte inferiori rispetto ai limiti accettabili. Nonostante ciò è buona prassi del mondo scientifico cercare di eliminare le sostanze classificate come bioresistenti e/o bioaccumulabili. L’Epa americana ha quindi chiesto alle  sette  multinazionali del settore che producono  fluoropolimeri (tra cui Dupont) di eliminare il Pfoa.   <strong> <span style="color: #000000;"><span style="background-color: #ffff00;"><span style="background-color: #ffff00;">E’ doveroso precisare che le tutte le padelle antiaderenti,  comprese quelle di mediocre qualità importate dalla Cina,  non hanno mai avuto problemi di cessioni tossiche, perchè  in fase produttiva il Pfoa viene  eliminato  dalle alte temperature  e non si trova più in superficie.</span></span></span></strong></span></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a href="http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/11/in-inghilterra-la-fsa-conferma-nessun-problema-per-le-padelle-antiaderenti-.html" rel="nofollow"  target="_blank">http://robertolapira.nova100.ilsole24ore.com/2009/11/in-inghilterra-la-fsa-conferma-nessun-problema-per-le-padelle-antiaderenti-.html</a></p>
<p><strong>Autore</strong>: Roberto La Pira</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/10/21/basta-pfoa-per-gli-oggetti-rivestiti-di-antiaderente/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>In Italia la sicurezza alimentare può aspettare</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2009/10/21/in-italia-la-sicurezza-alimentare-puo-aspettare/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza Alimentare]]></category>

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		<description><![CDATA[CANCELLATA L&#8217;AGENZIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE -DOVE SONO  FINITI 6,5 MILIONI DI EURO ?
L’Agenzia nazionale  per la sicurezza alimentare che doveva costituirsi a Foggia  è stata cancellata ! I 6,5 milioni di euro stanziati nel 2008 sono stati destinati ad altri progetti. Anche il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (Cnsa) costituito nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><img class="alignleft size-full wp-image-1040" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" title="sicurezza_alimentare" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2009/10/sicurezza_alimentare.jpg" alt="sicurezza_alimentare" width="512" height="257" />CANCELLATA L&#8217;AGENZIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA ALIMENTARE -DOVE SONO  FINITI 6,5 MILIONI DI EURO ?</h3>
<p><strong>L’Agenzia nazionale  per la sicurezza alimentare che doveva costituirsi a Foggia  è stata cancellata !</strong><strong> I 6,5 milioni di euro stanziati nel 2008 sono stati destinati ad altri progetti.</strong> Anche il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (Cnsa) costituito nel febbraio 2008 con la prospettiva  di  trasformarsi in Agenzia nazionale grazie ai fondi stanziati in pratica è stato bloccato dal Ministero della salute, che non ha mai approvato  il piano di lavoro. La beffa è che   il 18 settembre il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato  un decreto che istituisce la <em>Consulta delle associazioni dei consumatori e dei produttori in materia di sicurezza alimentare</em> (un  nuovo gruppo composto da 14 membri in rappresentanza delle istituzioni e da 15 rappresentanti delle organizzazioni  dei consumatori). Cancellare in modo subdolo i fondi per l’Agenzia nazionale di Foggia è assurdo, anche perchè a Parma risiede la sede dell’Agenzia per la sicurezza alimentare europea (Efsa) dove lavorano 160 esperti e centinaia di funzionari. (l’Efsa opera insieme alle altre agenzie  presenti in tutti i paesi dell’UE (Afssa in Francia, FSA in Inghilterra, BfR in Germania… tranne che in Italia). <strong>Noi siamo l’unica nazione sprovvista. Da noi  la sicurezza alimentare è spalmata su due ministeri, decine di organismi e di comitati privi di un coordinamento efficace.</strong> Ogni giorno ministri e politici parlano di tolleranza zero verso  truffatori e  sofisticatori, ma poi i fondi  per l’unica agenzia che deve occuparsi di sicurezza alimentare spariscono. <strong>I politici sanno che la tolleranza zero tanto sbandierata sui media, poi quando si trasferisce nelle aule dei tribunali diventa una farsa. La Gazzetta ufficiale  elenca solo 81 sentenze penali passate in giudicato nel 2008  per reati attinenti e frodi e le sofisticazioni alimentari e le multe oscillano da 500 a 3000 €. Forse per questo motivo qualcuno preferisce frodare e rischiare una multa irrisoria nell’eventualità di essere intercettati.</strong></p>
<p>P.S La notizia della cancellazione  dei 6,5 milioni è stata data nel settembre 2009 in risposta ad un&#8217;interrogazione parlamentare.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: ilsole24ore.com</p>
<p><strong>Autore</strong>: Roberto La Pira</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/10/21/in-italia-la-sicurezza-alimentare-puo-aspettare/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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