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	<title>Blog di Alessandro Furnari &#187; Internet e l&#8217;informazione</title>
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	<description>Il blog di Alessandro Furnari, ambiente, salute, energia rinnovabile, informazione, rifiuti zero, mobilità sostenibile, acqua pubblica, sicurezza alimentare, diritti dei lavoratori, controinformazione. Le soluzioni sostenibili per il Comune di Taranto. La lista civica cinque stelle di Beppe Grillo a Taranto</description>
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		<title>Tv, il regime degli show men</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 15:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[il regime degli show men]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>

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di Massimo Fini

In Italia i conduttori di talk-show in particolare e i personaggi televisivi in generale, dagli show men giù giù fino all&#8217;ultima velina, hanno preso un potere eccessivo, abnorme, spropositato e pericoloso. Costoro confondono la potenza del mezzo con la propria e così fanno i telespettatori a casa su cui i protagonisti dello show [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1566 alignnone" title="massimo_fini" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/05/massimo_fini_03.jpg" alt="" width="564" height="415" /></p>
<p>di <span style="color: #000000;"><strong>Massimo Fini</strong></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia i conduttori di talk-show in particolare e i personaggi televisivi in generale, dagli show men giù giù fino all&#8217;ultima velina, hanno preso un potere eccessivo, abnorme, spropositato e pericoloso. Costoro confondono la potenza del mezzo con la propria e così fanno i telespettatori a casa su cui i protagonisti dello show business televisivo esercitano un&#8217;influenza pesantissima. Un buon esempio del delirio di onnipotenza e della perdita di ogni e qualsiasi senso del limite e dei propri limiti l&#8217;ha dato giovedì sera ad  AnnoZero Michele Santoro parlando per venti minuti buoni, e con grande arroganza, di sue questioni personali come se fossero fatti nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dei precedenti (anche se in quei casi si trattava di direttori di testata) si erano avuti con Augusto Minzolini e, più lontano nel tempo, con Gad Lerner. Il fatto è che da noi i conduttori, soprattutto di talk-show politici ma non solo, non sono dei conduttori, sono dei protagonisti assoluti, dei domatori (si pensi a Costanzo, quando era ancora attivo), dei manipolatori a favore di una loro tesi o di qualche forza politica.</p>
<p style="text-align: justify;">In Svizzera, paese che ho frequentato a lungo e alla cui Tv sono stato spesso invitato, il conduttore fa, come dice la parola stessa, il conduttore, si limita cioè a stimolare, con intelligenza, gli ospiti e resta sullo sfondo. Noi non possiamo essere svizzeri, d&#8217;accordo, ma non possiamo nemmeno tollerare che i conduttori di talk-show abbiano assunto questa importanza che è superiore persino a quella degli uomini politici a meno che non si trasformino anch&#8217;essi in mascheroni televisivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto oggi la nuova classe dirigente italiana è formata dai protagonisti dello star system televisivo, sono costoro che dettano i costumi, la way of life, i comportamenti, le regole, le categorie sociali, politiche, etiche. Nella Grecia classica erano Platone e Aristotele, con le loro scuole, ad avere questa funzione e le loro concezioni si trasmettevano agli uomini di governo e, scendendo giù per li rami, alla popolazione. Col crollo delle strutture dell&#8217;Impero Romano furono i Padri della Chiesa (Ambrogio, Agostino) ad assumersi questo compito.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Medioevo è stata la scolastica. In seguito furono i pensatori illuministi, Mill, Locke, Kant, Hegel, Marx a porre le basi concettuali del mondo moderno. Ma direi che, per quel che riguarda l&#8217;Italia, la filosofia, la cultura e l&#8217;arte hanno largamente influenzato la società e la politica fino al fascismo compreso. E ciò è avvenuto fino al dopoguerra proprio grazie alle &#8220;famigerate&#8221; ideologie: il liberalismo, l&#8217;idealismo crociano, il cattolicesimo sociale di Don Sturzo, il socialismo, il marxismo.</p>
<p style="text-align: justify;">A noi sono toccati i Vespa, i Santoro, i Floris, i Fazio, i Baudo, i Bonolis, le Ventura, le Marcuzzi, buone braccia sottratte all&#8217;agricoltura o al ricamo. E la stampa, canibalizzandosi, segue. Se c&#8217;è un problema sociale o anche etico i giornalisti, oltre ai preti, non vanno a chieder lumi a Severino, a Veca, a Rovatti, a Viano, a Ceronetti ma a Fiorello, a Jovanotti, a Celentano, ad Alba Parietti. Ed Edoardo Sanguineti, molto omaggiato post mortem, chi l&#8217;ha mai visto in Tv? Probabilmente era troppo brutto per avere diritto di apparire sul piccolo schermo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Televisione, dopo la straordinaria e irripetibile stagione di Ettore Bernabei, ha distrutto la cultura e direi anche la società italiana. E oggi, adoratori di idoli di cartapesta anzi di plastica, abbiamo ciò che ci meritiamo. Del resto lo stesso Bernabei aveva avvertito: “La televisione ha un potenziale esplosivo superiore a quello della bomba atomica. Se non ce ne rendiamo conto rischiamo di trovarci in un mondo di scimmie ingovernabili. Io dico che la tv di oggi è come la medicina del Settecento quando i barbieri facevano i chirurghi. Oggi per diventare chirurghi bisogna studiare 15 anni mentre per diventare una star della tv basta qualche apparizione.</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Fonte</strong></span>: Il Fatto Quotidiano, pag. 18,  25 maggio 2010</p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/05/25/tv-il-regime-degli-show-men/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La Rete contro il bavaglio</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[La Rete contro il bavaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[
Manifestazioni,  raccolte di firme, appelli, gruppi su Internet: l&#8217;Italia che non ci sta  inizia a  muoversi seriamente contro la norma Alfano. Dal Popolo Viola alla  Valigia blu,  la protesta corre su Internet
Il ddl intercettazioni inizia a perdere pezzi,  mentre il movimento di protesta continua a crescere e a rafforzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1541 alignnone" title="La Rete contro il bavaglio" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2010/05/La-Rete-contro-il-bavaglio.jpg" alt="" width="510" height="280" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;"><strong>Manifestazioni,  raccolte di firme, appelli, gruppi su Internet: l&#8217;Italia che non ci sta  inizia a  muoversi seriamente contro la norma Alfano. Dal Popolo Viola alla  Valigia blu,  la protesta corre su Internet</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il ddl intercettazioni inizia a perdere pezzi,  mentre il movimento di protesta continua a crescere e a rafforzare i  suoi  numeri. Il senatore del Pdl Roberto Centaro ha annunciato la decisione  di  ritirare la norma che introduce il carcere per i giornalisti che  pubblicano le  intercettazioni. Un annuncio che però l&#8217;opposizione smentisce chiedendo  la  rimozione dell&#8217;intero articolo di legge e non del semplice emendamento.</p>
<p>Il pericolo bavaglio è quindi ancora presente. Proprio per  impedire  l&#8217;approvazione del ddl Alfano continuano le adesioni al fronte di  protesta, alla  vigilia della manifestazione di venerdì 21 alle 14 in piazza  Montecitorio a  Roma. Per l&#8217;occasione si terrà un sit-in di fronte al parlamento con  l&#8217;allestimento di uno &#8220;speaker&#8217;s corner&#8221; da cui sarà possibile esprimere  il  proprio dissenso di fronte agli altri manifestanti imbavagliati.</p>
<p>Nelle   ultime ore l&#8217;emittente satellitare Sky <a href="http://tg24.sky.it/tg24/politica/2010/05/20/sky_comunicato_intercettazioni.html" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>ha annunciato</strong></a> il ricorso alle  autorità  europee perché &#8220;queste norme rappresentano un grave attacco alla libertà  di  stampa e di espressione, ma soprattutto costituirebbero una grande  anomalia a  livello europeo&#8221;. Persino il giornale di Alleanza Nazionale, <a href="http://www.secoloditalia.it/publisher/In%20Edicola/section/" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>Il secolo d&#8217;Italia</strong></a> titola con  &#8220;speriamo in un  ripensamento&#8221; e mette in evidenza le profonde spaccature presenti anche  all&#8217;interno della maggioranza sui pericoli di questa legge.</p>
<p>Oltre  alla  manifestazione romana sono attese anche altre mobilitazioni organizzate  dal  Popolo Viola che, <a href="http://www.facebook.com/notes/il-popolo-viola/comunicato-stampa-il-popolo-viola-contro-il-bavaglio-iniziative-in-tutta-italia/389264548243" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>in un comunicato</strong></a> rilasciato  giovedì ha  annunciato che &#8220;non solo sarà a Roma, ma registra l&#8217;adesione quasi  unanime dei  gruppi locali da cui è formato, tra questi Parma, Monza, Trieste,  Napoli,  Palermo, Genova, la Sardegna sarà in piazza Repubblica &#8211; davanti al  palazzo di  giustizia &#8211; a Cagliari, Il Popolo Viola Savona si imbavaglierà in piazza  Sisto  (Sv).</p>
<p>Il Popolo Viola , con le sue realtà locali, ritiene  prioritario  sostenere la protesta contro l&#8217;ennesima legge ad uso di pochi che questo  Governo  vuole imporre in evidente prevaricazione dei diritti democratici nel  nostro  Paese&#8221;.</p>
<p>La protesta continua a montare anche in rete e sui  social  network, dove la partecipazione &#8220;dal basso&#8221; ha ormai raggiunto numeri di  tutto  rispetto. <a href="http://www.valigiablu.it/" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>La  Valigia  Blu</strong></a> di Arianna Ciccone e Repubblica.it hanno lanciato  l&#8217;iniziativa  dei<a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/20/news/intercettazioni_i_ragazzi_del_post-it_inviate_le_vostre_foto-4207578/" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>post-it  boys</strong></a> &#8220;Basta una foto, e nascono i ragazzi del post-it:  giovani che  si vogliono opporre alla legge sulle intercettazioni. Un post-it sulla  bocca e  una frase: &#8220;Meno informazione = più corruzione&#8221;, no alla legge bavaglio  &#8220;.</p>
<p>Sempre la Valigia Blu sostiene anche un&#8217;altra iniziativa per  sollecitare  il presidente della Repubblica Napolitano a non promulgare il ddl quando  questo  arriverà sul suo tavolo. La modalità scelta per manifestare è in questo  caso è  l&#8217;invio di centinaia di mail direttamente a Napolitano (in che modo  viene  spiegato sulla <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=115120588529581&amp;ref=mf" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>pagina</strong></a> dell&#8217;iniziativa).</p>
<p>Nel frattempo le firme sul sito <a href="http://nobavaglio.adds.it/" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>No Bavaglio</strong></a> hanno  superato quota 92 mila (di cui 20 mila solo nella giornata di mercoledì)  e tutte  le pagine Facebook impegnate nella protesta vedono salire i propri  iscritti: <a href="http://www.facebook.com/pages/Liberta-e-partecipazione/119377854750382?v=wall" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>Libertà  è Informazione</strong></a>, <a href="http://www.facebook.com/pages/Il-popolo-viola/196502997854?v=wall&amp;ref=ts" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>Popolo  Viola</strong></a>, <a href="http://www.facebook.com/noalbavaglio#%21/noalbavaglio?v=wall" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>No al  Bavaglio</strong></a>, <a href="http://www.facebook.com/dignita.e.rispetto" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>Dignità  dei  giornalisti e rispetto dei cittadini</strong></a> .<br />
Gli  interessi da  tutelare sono i più diversi e non si può dimenticare il pericolo per  blog e siti  amatoriali di venire zittiti, come dimostrano i 35 mila iscritti alla  pagina  Facebook &#8220;<a href="http://www.facebook.com/salvaiblog" rel="nofollow"  target="_BLANK"><strong>Salva  i  Blog</strong></a>&#8220;. La rete non ne vuole proprio sapere di bavagli.</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Autore</strong></span>: Mauro Munafò<span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Fonte</strong></span>: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-rete-contro-il-bavaglio/2127497" rel="nofollow"  target="_blank">L&#8217;espresso</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/05/21/la-rete-contro-il-bavaglio/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;intelligenza della Rete</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 22:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gianroberto Casaleggio]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[pew internet]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Nicholas Carr è un noto giornalista americano, ha pubblicato qualche  tempo fa un articolo dal titolo &#8220;Is Google Making Us Stupid?&#8220;, cioè Google ci rende  stupidi? Pubblicato da una rivista molto famosa The Atlantic Monthly che dedicò  all&#8217;articolo anche la copertina.
La tesi di Carr è che Internet diminuisce le  nostre capacità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2010/05/14/lintelligenza-della-rete/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Nicholas Carr è un noto giornalista americano, ha pubblicato qualche  tempo fa un articolo dal titolo &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Is_Google_Making_Us_Stupid%3F" rel="nofollow"  target="_blank">Is Google Making Us Stupid?</a>&#8220;, cioè Google ci rende  stupidi? Pubblicato da una rivista molto famosa <a href="http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2008/07/is-google-making-us-stupid/6868/" rel="nofollow"  target="_&quot;blank&quot;">The Atlantic Monthly</a> che dedicò  all&#8217;articolo anche la copertina.<br />
La <strong>tesi di Carr</strong> è che <strong>Internet diminuisce le  nostre capacità cognitive e di concentrazione</strong>, per rispondere a  questa e ad altre domande sul futuro di Internet, sono stati  intervistati 850 opinion leader mondiali di tecnologia e delle  applicazioni della tecnologia sugli effetti di Internet nell&#8217;ambito  sociale, politico ed economico. La società di ricerca <a href="http://www.pewinternet.org/" rel="nofollow"  target="_blank">Pew Internet</a> ha  pubblicato i risultati nella ricerca: &#8220;<a href="http://www.pewinternet.org/Reports/2010/Future-of-the-Internet-IV.aspx" rel="nofollow"  target="_blank">Il futuro di Internet</a>&#8220;, che prevede, cerca di  prevedere lo sviluppo della Rete da oggi fino al 2020.<br />
Nel <strong>2020 lo sviluppo dell&#8217;intelligenza collettiva aumenterà</strong> grazie a un accesso alla Rete sempre più diffuso nel mondo, anche nelle  nazioni più povere, in principio chiunque potrà accedere a una quantità  d&#8217;informazione inconcepibile prima di Internet, qualunque sia il suo  stato sociale sia che sia ricco, o povero. Il futurologo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jamais_Cascio" rel="nofollow"  target="_blank">Jamais  Cascio</a> ritiene che il processo di <strong>aumento dell&#8217;intelligenza  collettiva e individuale sia già in corso da tempo e stia accelerando </strong>e  che solo grazie a questa aumentata consapevolezza l&#8217;umanità riuscirà ad  affrontare problemi come il riscaldamento globale e la penuria  dell&#8217;acqua.<br />
Per la maggioranza degli intervistati <strong>Internet diventerà  un&#8217;estensione naturale della nostra memoria</strong>, sia attraverso i  motori che con memorie digitali personali, si svilupperanno le capacità  analitiche e di capacità critica per comparare diverse fonti  d&#8217;informazione, si svilupperà anche la creatività che potrà utilizzare  contenuti multimediali praticamente illimitati.<br />
Lo <strong>sviluppo delle reti sociali avrà sempre più come obiettivo</strong> un fatto concreto, quindi la <strong>soluzione di problemi comuni</strong>,  suggerire e condividere le soluzioni sia in piccola che in grande  scala, dal quartiere della propria città alle politiche energetiche del  proprio Paese. Le capacità mnemoniche diventeranno meno importanti, i <strong>motori  di ricerca evolveranno in solutori di problem</strong>i da semplici  fornitori d&#8217;informazioni quali sono oggi.<br />
In dieci anni <strong>cambierà anche il linguaggio dell&#8217;informazione</strong>,  con l&#8217;emergere di <strong>nuovi stili e di una letteratura visuale  detta</strong> <strong>Screen Literacy</strong> integrata con ogni tipo  di contenuto online e con la stessa programmazione, quindi con i  software, ci saranno nuovi Dostoevskij di una nuova forma di  letteratura.<br />
In un&#8217;<strong>era post letteraria</strong> si svilupperà un&#8217;<strong>informazione  creata dalla massa e sempre di maggiore qualità</strong> sull&#8217;esempio  dell&#8217;enciclopedia online Wikipedia che ha un percentuale di errori  inferiore rispetto alle voci presenti nell&#8217;enciclopedia britannica.<br />
Con l&#8217;informazione di qualità si svilupperà però anche l&#8217;informazione  spazzatura e le persone dovranno avere la capacità di valutare i singoli  contenuti. <strong>La parola &#8220;intelligenza&#8221; sarà sempre più associata  alla parola interconnessione</strong> e la Rete diventerà un&#8217;estensione  dell&#8217;intelligenza. Quando s&#8217;inserisce un contenuto nella Rete, per  esempio una parola chiave in Google, un commento, un post o un semplice  link, la Rete diventa più intelligente e questa intelligenza viene  diffusa a chiunque vi acceda.<br />
<strong>Google ed in generale la Rete non ci renderanno quindi meno  intelligenti ma più critici</strong>, più consapevoli, più interconnessi  e più in generale parte di un&#8217;intelligenza collettiva.</p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Autore</span></strong>: Gianroberto Casaleggio &#8211; 12 maggio 2010</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Fonte</strong></span>: <a href="http://www.casaleggio.it/gianroberto_casaleggio/index.php" rel="nofollow"  target="_blank">Gianroberto Casaleggio</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2010/05/14/lintelligenza-della-rete/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Scuola Italiana di Giornalismo</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 12:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia la Politkovskaja e le decine di giornalisti russi assassinati sarebbero ancora vivi. La Scuola Italiana di Giornalismo non prevede la morte di un portatore di verità se non in rari casi, come per Mauro de Mauro o Ilaria Alpi. Eccezioni che confermano la regola del giornalista servo. Servo per vocazione e, soprattutto, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2009/11/03/scuola-italiana-di-giornalismo/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>In Italia la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Stepanovna_Politkovskaja" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Politkovskaja</span></a> e le decine di <strong>giornalisti russi assassinati</strong> sarebbero ancora vivi. La <strong>Scuola Italiana di Giornalismo</strong> non prevede la morte di un portatore di verità se non in rari casi, come per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mauro_De_Mauro" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Mauro de Mauro</span></a> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ilaria_Alpi" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Ilaria Alpi</span></a>. Eccezioni che confermano la regola del giornalista servo. Servo per vocazione e, soprattutto, per stipendio. Nel 2009 sono stati uccisi nel mondo 33 giornalisti e 171 sono finiti in galera insieme a 91 blogger. Il giornalismo nostrano pagato dallo Stato con i contributi pubblici non corre questi rischi. E&#8217; come se la Politkovskaja fosse stata retribuita da Putin per scrivere sulla Pravda. I <a href="http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2007/stampa.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">dati dei finanziamenti all&#8217;editoria</span></a> per il 2007 e pagati nel 2008 spiegano meglio di qualunque discorso il posizionamento al <a href="http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">49simo posto</span></a> della libertà di informazione dell&#8217;Italia nel 2009 (35sima nel 2007) secondo <a href="http://www.rsf.org/index.php?page=rubrique&amp;id_rubrique=2" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Reporters Sans Frontières</span></a>.<br />
<a href="http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2007/stampa.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Alcuni dati</span></a>: <strong>Libero</strong> (diventato <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/01/la_casta_dei_gi_10.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">una Onlus</span></a> per i contributi) 7.794.367 euro, Il Riformista 2.530.638, <strong>Il Foglio</strong> 3.745.345, La Padania (serva di Roma Iddio la creò) 4.028.363, L&#8217;Unità 6.377.209, Europa (organo del rutellone) 3.599.203, Il Secolo d&#8217;Italia 2.959.948, Il Campanile (organo del mastellone) 1.150.919, Avvenire 6.174.758 (ma non gli basta l&#8217;otto per mille?), Il Denaro (il nostro?) 2.459.799. <strong>L&#8217;Avanti</strong> (i socialisti sono sempre presenti) 2.530.638. Non mancano neppure le elemosine folcloristiche elargite con le nostre tasse come: Il Granchio 88.444 euro, Motocross 506.660, <strong>Chitarre</strong> 273.126, Car Audio e FM 290.400, Italia Ornitologica 40.000 e il misterioso Adista 117.000 <strong>(*)</strong>.<br />
Mancano i soldi per la Scuola, per la Polizia, per le case antisismiche, per il sussidio di disoccupazione ai padri di famiglia disoccupati. Non mancano mai per i <strong>giornalisti di regime</strong>. Il <a href="http://www.governo.it/die/" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Dipartimento per l&#8217;informazione e per l&#8217;editoria</span></a> è presieduto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Bonaiuti" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Paolo Bonaiuti</span></a> del PDL. Senza la cortina fumogena dell&#8217;informazione a tassametro il regime Pdl-pdmenoelle non durerebbe un giorno, Senza lo Stato la maggior parte dei giornali fallirebbe. Lo stipendio a <strong>Belpietro</strong>, Ferrara, Polito, Boriani lo decide lo psiconano e lo paghiamo noi. Gli editori sono i camerieri dei politici, i giornalisti scrivono il menu su ordinazione. I contributi pubblici all&#8217;editoria e gli sgravi fiscali di cui godono i grandi gruppi editoriali vanno <strong>aboliti</strong>. Se lettore compra, giornalista vive. Altrimenti faccia un altro mestiere.</p>
<p><strong>(*)</strong> Il Fatto Quotidiano che ha dichiarato di non voler fruire di contributi pubblici rappresenta una controprova. Travaglio, Lillo, Gomez non avrebbero mai potuto diventare editorialisti o direttori del Corriere della Sera o della Repubblica. Hanno dovuto farsi un loro giornale per scrivere.</p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/10/scuola_italiana_di_giornalismo.html" rel="nofollow"  target="_blank">beppegrillo.it</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/11/03/scuola-italiana-di-giornalismo/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Italia: libertà di stampa minacciata</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2009/10/07/italia-liberta-di-stampa-minacciata/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:49:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio d'Europa]]></category>
		<category><![CDATA[intimidire la stampa italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Procedura Articolo 7 Trattato dell'Unione]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti europarlamentari e gruppi politici stanno lanciando una &#8216;campagna per chiedere al Parlamento Europeo di passare una risoluzione che condanni i recenti tentativi di intimidire la stampa in Italia e condanni ogni violazione della libertà e del pluralismo dei media&#8217;. Questo a ragion veduta. Infatti le ingerenze del governo sulla stampa possono creare un precedente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2009/10/07/italia-liberta-di-stampa-minacciata/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Molti europarlamentari e gruppi politici stanno lanciando una <span style="font-style: italic;">&#8216;campagna per chiedere al Parlamento Europeo di passare una risoluzione che condanni i recenti tentativi di intimidire la stampa in Italia e condanni ogni violazione della libertà e del pluralismo dei media&#8217;</span>. Questo a ragion veduta. Infatti le ingerenze del governo sulla stampa possono creare un precedente pericoloso e ripercuotersi in altri Paesi dell&#8217;Unione.<span style="color: #333333;"><span style="font-size: 180%;"> </span></span>Questa risoluzione, nella sostanza, <span style="font-style: italic;">&#8216;invita la Commissione Europea, il Consiglio d’Europa, e gli Stati Membri a vigilare, investigare, e agire per evitare ogni possibile violazione in Italia dei diritti ribaditi nel Trattato dell’Unione Europea, seguendo la procedura dell’Articolo 7 del Trattato dell’Unione&#8217;</span>.<br />
Gli europarlamentari sottoscrittori ravvisano perciò una mancanza di risposta europea agli attacchi di Berlusconi alla stampa e ricordano che le istituzioni europee hanno l&#8217;autorità per condannare tali intimidazioni (diciamo anche il dovere).<span style="color: #333333;"><span style="font-size: 180%;"> </span></span>La questione sollevata dai sottoscrittori verrà discussa al Parlamento europeo giorno 7 e 8 ottobre. Intanto, il sito European Alternatives, sostenuto proprio dagli europarlamentari sottoscrittori, lancia una petizione per chiedere al Consiglio Europeo di sanzionare il governo italiano (aprendo procedimenti legali) e di delegittimarlo nel voto del Consiglio Europeo stesso.<span style="color: #333333;"><span style="font-size: 180%;"> </span></span>Per partecipare alla petizione, cliccare sul link in fondo a questo articolo.<span style="color: #333333;"><span style="font-size: 180%;"> </span></span>Fra gli Europarlamentari che hanno finora espresso il loro sostegno alla campagna:</p>
<p>Sonia Alfano MEP (IdV, ALDE, Italia)<br />
Rosario Crocetta (PD, S&amp;D, Italia)<br />
Luigi de Magistris (IdV, ALDE, Italia)<br />
Sylvie Guillaume (PS, S&amp;D, Francia)<br />
Sarah Ludford MEP (LibDem, ALDE, Regno Unito)<br />
Gianluca Susta MEP (PD, S&amp;D, Italia)<br />
Gianni Vattimo MEP (IdV, ALDE, Italia)<br />
Judith Sargentini MEP (GL, Verdi, Olanda)<br />
Isabelle Durant (Greens, Belgio)<br />
Bart Staes (Greens, Belgio)<br />
Eva Lichtenberger (Greens, Austria)<br />
Pascal Canfin (Greens, Francia)<br />
Jan Philipp Albrecht (Greens, Germania)<br />
Hélène Flautre (Greens, Francia)<br />
Marije Cornelissen, Parlamentare Europeo (Olanda)<br />
Bas Eickhout, Parlamentare Europeo (Olanda)<br />
Caroline Lucas, Parlamentare Europeo (Regno Unito)<br />
Catherine Greze, Parlamentare Europeo (Francia)<br />
Franziska Keller, Parlamentare Europeo (Germania)<br />
Emilie Turunen, Parlamentare Europeo (Danimarca)</p>
<p><a href="http://www.euroalter.com/firma-la-petizione/" rel="nofollow"  target="_blank">FIRMA LA PETIZIONE</a></p>
<p><strong>Fonte</strong>: <a href="http://italianimbecilli.blogspot.com/2009/10/liberta-di-stampa-minacciata-arriva-una.html" rel="nofollow"  target="_blank">italianimbecilli.blogspot.com</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/10/07/italia-liberta-di-stampa-minacciata/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La CBS oscura Beppe Grillo su Youtube</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/25/la-cbs-oscura-beppe-grillo-su-youtube-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 15:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[blog di Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[CBS oscura Beppe Grillo su Youtube]]></category>
		<category><![CDATA[Late Show di David Letterman]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Dell'Utri]]></category>
		<category><![CDATA[Petra Reski]]></category>
		<category><![CDATA[reclamo di violazione del copyright da parte della CBS]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciò che è accaduto nella notte sembra un vero e proprio attacco a Beppe Grillo e alla sue scomode verità. La sospensione dell&#8217;account Youtube di Beppe Grillo è stata determinata da un reclamo di violazione del copyright da parte di CBS, relativamente al post Primarie dei cittadini 2.0: Stato e cittadini, in cui Grillo aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/25/la-cbs-oscura-beppe-grillo-su-youtube-2/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/2009/09/419_video_di_gr.html" rel="nofollow" title="419 video di Grillo cancellati da Youtube"  target="_blank"><img title="Grillo Censurato" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2009/09/Grillo-Censurato.JPG" alt="Grillo Censurato" width="200" height="175" /></a>Ciò che è accaduto nella notte sembra un vero e proprio attacco a Beppe Grillo e <strong>alla sue scomode verità</strong>. La sospensione dell&#8217;account Youtube di Beppe Grillo è stata determinata da un <strong>reclamo di violazione del copyright da parte di CBS</strong><strong></strong>, relativamente al post <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/09/primarie_20_stato_e_cittadini/index.html" rel="nofollow"  target="_blank"><strong>Primarie dei cittadini 2.0: Stato e cittadini</strong></a>, in cui Grillo aveva pubblicato una sintesi della puntata del <strong>Late Show di David Letterman</strong> in cui è stato ospite Barack Obama <strong>(</strong>la notizia ufficiale perviene alle ore 15:10 attraverso il blog di Beppe Grillo<strong>)</strong>. Dal suo blog Beppe Grillo scrive: &#8216;A pensar male si fa peccato, ma verso mezzogiorno erano ancora presenti in Rete <a href="http://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/obama_letterman.jpg" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">2.230 link</span></a> a video cercati con le parole Letterman Obama. Perché non sono stati oscurati? Perché non sono stati rimossi gli account? Questa decisione di YouTube procura al blog un <strong>danno enorme</strong>, tutti i video di Travaglio, i Grillo 168, le inchieste sulle morti in carcere, i Vday. Tutto rimosso. La decisione è incomprensibile.&#8217;<strong> </strong></p>
<p>A seguito della sospensione del canale di Grillo è stato oscurato anche un video particolarmente &#8220;<strong>scomodo</strong>&#8220;, si tratta di un video recente dal titolo <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/09/santa_mafia.html" rel="nofollow"  target="_blank"><strong>Santa Mafia</strong></a>. Il video (disponibile in alto, in questo post) conteneva un&#8217;intervista alla scrittrice tedesca <strong>Petra Reski</strong>.</p>
<p><strong>Dal blog di Beppe Grillo:</strong> &lt;&lt;E&#8217; paradossale che un libro sia <strong>censurato alla fonte</strong>. Durante la stampa. Con linee nere ben tracciate nelle pagine. E&#8217; successo a: &#8220;<em><a href="http://www.nuovimondi.info/Article2281.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Santa Mafia</span></a></em>&#8221; di <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/festivaldelgiornalismo.php?article720" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Petra Reski</span></a> in Germania. Il libro è stato pubblicato anche nell&#8217;edizione italiana con le pagine oscurate. Chiunque potrà tirare a indovinare chi sono i &#8220;<em>personaggi</em>&#8221; come li chiama Petra &#8220;<em>non citabili</em>&#8220;. Per noi italiani è più facile che per i tedeschi. I <strong>capitali mafiosi</strong> possono comprarsi l&#8217;Europa e lo stanno già facendo un po&#8217; ovunque. Petra lo spiega nel suo libro. La <strong>Comunità Mafiosa Europea</strong> è solo una questione di tempo&gt;&gt;.</p>
<p><a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__santa-mafia.php?pn=1126" rel="nofollow" title="Santa Mafia"  target="_blank"><img style="border:0" src="http://www.macrolibrarsi.org/proxy/cop/santa-mafia_27637.jpg" alt="" /></a>&#8220;Sono <strong>Petra Reski</strong>, ho scritto il libro: “<em>Santa Mafia</em>”, che è uscito in Italia nella casa editrice Nuovi Mondi. Sono molto contenta che sia uscito in Italia, però sono altrettanto amareggiata per il fatto che la prima reazione è stata una minaccia di una querela di <strong>Marcello Dell’Utri</strong>. Sono riusciti, in Germania, a censurare il mio libro alcuni protagonisti che non volevano essere nominati nel libro e, quando questi personaggi hanno ottenuto questa censura è stata, per me un’esperienza molto umiliante: essere lì, in presenza di questi protagonisti in Tribunale e essere derisa dal giudice non è una cosa semplice da digerire. In Germania, quando il libro è uscito, c’erano pochissime reazioni, a dire il vero, sull’accaduto, perché credo che censurare un libro sulla mafia non sia una cosa che riguarda me personalmente, però riguarda i tedeschi, perché dà un segnale molto particolare alla mafia. Fare tacere un giornalista con una sentenza è una cosa che dà un segnale molto positivo alla mafia in Germania. I tedeschi, purtroppo, si sentono completamente immuni tutt’ora contro il pericolo della mafia, in particolare della <strong>‘ndrangheta</strong>; si sono svegliati per un attimo, dopo i fatti di Duisburg, dopo il massacro, però per il resto loro hanno una fiducia cieca nelle loro leggi e, ovviamente, si credono immuni da qualsiasi infiltrazione mafiosa, come è accaduto in Italia e non vedono che i mafiosi si comportano in Germania seguendo le leggi tedesche, non si ammazzano per strada, come fanno in Calabria o in Sicilia. Dunque i tedeschi pensano sempre che questo sia un problema italiano, che la mafia esista solo in Italia, in qualche Paese arretrato del sud e trovo questo abbastanza ipocrita da parte di tutti i Paesi, non solo della Germania, verso l’Italia, tutti guardano male l’Italia anche, giustamente, per il mancato successo nella lotta contro la mafia, però nessuno guarda dentro il proprio Paese per il riciclaggio, in quanto i soldi che vengono guadagnati con il traffico di droga della ‘ndrangheta, per esempio, vengono investiti in Germania e riciclati in Germania: non solo in Germania, anche in Francia, in Belgio, in Portogallo, in Grecia e anche in Spagna. A differenza dell’Italia, in Germania <strong>non esiste il reato</strong> di associazione mafiosa: la politica tedesca non ha ancora scoperto questo tema per sé, né la sinistra né la destra, perché intanto i soldi della mafia sono stati benvenuti dopo la caduta del muro, quando c’erano tanti investimenti nell’est della Germania e finché i tedeschi non esprimono una preoccupazione per questo fenomeno mafioso, il politico ovviamente non lo vede per sé un tema che potrebbe sfruttare per avere i voti. Visto che i tedeschi pensano che non ci sia la mafia, in Germania ancora meno c’è il movimento antimafia e, per forza, mi sono sentita molto sola. L’unica cosa per cui devo ringraziare l’Italia è che in Italia non ho dovuto spiegare che cosa è una minaccia mafiosa, hanno capito subito quello che ho detto e mi hanno sostenuta tanti giornalisti, il <strong>blog di Beppe Grillo</strong> e senza gli italiani mi sarei sentita veramente umiliata e molto sola, per questo volevo ancora ringraziare gli italiani. Il fatto che Marcello Dell’Utri abbia subito annunciato una querela è un segnale che trovo molto preoccupante per tutta la libertà della stampa. Quando si parla dei crimini e dei misfatti, subito viene emessa una sentenza contro un giornalista per farlo tacere e per questo, ovviamente, la gente non può informarsi: è una protezione che viene data anche da parte della giustizia. Quando sono stata al processo Dell’Utri sono stata l’unica giornalista e mi ricordo anche di altri giornalisti che sono venuti: non c’era nessuno della stampa nazionale. Mi sono stupita di questo fatto, perché se uno come Marcello Dell’Utri&#8230;, c’è un processo su di lui e non c’è nessuno delle altre grandi testate, tipo <strong>Il Corriere</strong> o <strong>La Repubblica</strong>: questo mi ha stupito, perché si parlava molto del trasferimento di un giornalista, o che ne so, ma non si parlava di Dell’Utri. Tutt’ora, una cosa che ho notato nella televisione soprattutto italiana, è che c’è una mancata informazione della gente. Tanti giovani italiani adesso cominciano a informarsi sui blog, perché sono l’unica fonte per informarsi bene, alla fine. Io trovo che.. fare tacere tutti i giornalisti che fanno il loro lavoro, applicando le leggi contro i giornalisti, lo trovo molto preoccupante.&#8221;</p>
<p>E&#8217; preoccupante ciò che sta accadendo alla libertà di informazione in rete: dal <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7YLg6ht_P7M" rel="nofollow"  target="_blank">Disegno di legge dell&#8217;On.Pecorella &#8211; <em>avvocato di Silvio Berlusconi</em> -</a> ai sequestri dei blog, alle rivendicazioni di violazione di copyright. E&#8217; bene che l&#8217; Italia si renda conto dei livelli di censura che l&#8217;<strong>informazione libera</strong> sta subendo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.</p>
<p><strong>Dal blog di Beppe Grillo</strong>:</p>
<p>*** <strong>AGGIORNAMENTO</strong> ***<br />
ore 17:12 &#8211; Grazie alle migliaia di messaggi che avete inviato, la segnalazione di violazione del copyright è stata ritirata e l&#8217;account Youtube &#8220;staffgrillo&#8221; è nuovamente operativo. Grazie a tutti!<br />
************************</p>
<p><strong>Fonti:  beppegrillo.it  e  byoblu.com<br />
</strong></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/25/la-cbs-oscura-beppe-grillo-su-youtube-2/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Primarie dei cittadini 2.0 : Informazione</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/24/primarie-dei-cittadini-2-0-informazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 15:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[legge Pisanu sulla limitazione all'accesso wi fi]]></category>
		<category><![CDATA[legge Urbani sul copyright]]></category>
		<category><![CDATA[ripetitori Wimax per l’accesso mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;informazione è quello che crede la gente. La verità non è assoluta, esistono per uno stesso fatto più punti di osservazione, più analisi, più interpretazioni. La verità è discussione, è molteplice, è un percorso. La menzogna, invece, è assoluta. Trae forza da sé stessa, dalla sua ripetizione, dal suo boato su più giornali. E&#8217; gridata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/24/primarie-dei-cittadini-2-0-informazione/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>L&#8217;informazione è quello che crede la gente. La <span style="color: #000000;"><strong></strong><strong>verità</strong></span> non è assoluta, esistono per uno stesso fatto più punti di osservazione, più analisi, più interpretazioni. La verità è discussione, è molteplice, è un percorso. La <span style="color: #000000;"><strong></strong><strong>menzogna</strong></span>, invece, è assoluta. Trae forza da sé stessa, dalla sua ripetizione, dal suo boato su più giornali. E&#8217; gridata da più voci di servi, rimbalzata su più canali televisivi di parte. La menzogna si riconosce dal livello dei decibel. La verità va spiegata, la menzogna è propagandata. <span style="color: #000000;"><strong></strong><strong>L&#8217;informazione italiana</strong></span> è al servizio della menzogna. Una persona informata è libera di scegliere e dalla sua scelta, anche minima, ha origine la democrazia dal basso.<br />
Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato <span style="color: #000000;"><strong>i</strong><strong>l programma del Movimento</strong></span> in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini. Oggi pubblico la proposta per l&#8217;Informazione per ricevere i vostri contributi.</p>
<p>INFORMAZIONE<br />
L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.<br />
Le proposte:<br />
- cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano<br />
- eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche<br />
- nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l&#8217;azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%<br />
- le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un&#8217;asta pubblica ogni cinque anni<br />
- abolizione della legge del governo D&#8217;Alema che richiede un contributo dell&#8217;uno per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisione<br />
- nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l&#8217;azionariato diffuso con proprietà massima del 10%<br />
- abolizione dell&#8217;Ordine dei giornalisti<br />
- vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici<br />
- un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai partiti<br />
- abolizione della legge Gasparri<br />
- copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale<br />
- statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia, e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico<br />
- introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete<br />
- eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa<br />
- allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee<br />
- tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo soggetto economico privato<br />
- riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni<br />
- abolizione della legge Urbani sul copyright<br />
- divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali<br />
- depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all&#8217;atto della querela)<br />
- abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all&#8217;accesso wi fi.</p>
<p>Punti precedenti: <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/09/primarie_dei_cittadini_20_energia/index.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Energia</span></a>, <a href="http://www.beppegrillo.it/2009/09/primarie_20_stato_e_cittadini.html" rel="nofollow"  target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Stato e cittadini</span></a></p>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/2009/09/primarie_dei_ci_9.html" rel="nofollow"  target="_blank">Fonte: beppegrillo.it</a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/24/primarie-dei-cittadini-2-0-informazione/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un nuovo giornale: &#8216;il Fatto Quotidiano&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 01:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Padellaro]]></category>
		<category><![CDATA[Clay Shirky]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[il fatto quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Nessun contributo pubblico, nessun azionista di controllo, &#8220;saremo sottoposti solo al giudizio dei nostri lettori&#8221;.
Ecco come queste ambiziose premesse sono state realizzate: &#8211; No ai contributi della legge sull’editoria. Il Fatto Quotidiano non ha e non avrà gruppi parlamentari di riferimento. &#8211; Nessun azionista di controllo. Lo statuto della società editrice prevede che il capitale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-607" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="ilfatto20090923-1" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2009/09/ilfatto20090923-1.gif" alt="ilfatto20090923-1" width="267" height="383" />Nessun contributo pubblico, nessun azionista di controllo, &#8220;saremo sottoposti solo al giudizio dei nostri lettori&#8221;.</span></h2>
<p>Ecco come queste ambiziose premesse sono state realizzate: &#8211; No ai contributi della legge sull’editoria. Il Fatto Quotidiano non ha e non avrà gruppi parlamentari di riferimento. &#8211; Nessun azionista di controllo. Lo statuto della società editrice prevede che il capitale sociale, oggi di 600.000 Euro, sia costituito da tre tipi di azioni: &#8211; La categoria A destinata agli azionisti imprenditori che non possono nel complesso detenere più del 70% del capitale; ciascuno di loro non può possedere più del 16%; &#8211; La categoria B destinata ad azionisti operatori (fino ad ora giornalisti) con complessivamente il 30% del capitale; &#8211; Le azioni speciali destinate ai lettori ed agli abbonati che partecipando alle Assemblee potranno verificare dall’interno la veridicità dello slogan “Questo è il vostro giornale”.</p>
<h1><span style="color: #000000;"><strong>Linea politica la Costituzione</strong></span></h1>
<p><span style="color: #000000;"><strong>(editoriale del direttore &#8211; Antonio Padellaro)<br />
</strong></span></p>
<p>Ci chiedono: quale sarà la vostra<span style="color: #000000;"><strong> linea politica?</strong></span> Rispondiamo:<span style="color: #000000;"><strong> la Costituzione</strong></span> della Repubblica. Non è retorica ma drammatica realtà. Prendete il principio di legalità sancito dall&#8217;articolo 1. <span style="color: #000000;"><strong>Cosa c&#8217;è di più rivoluzionario in un Paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell&#8217;imperatore e dei suoi cortigiani?</strong></span> E l&#8217;articolo 21 quando afferma che l&#8217;informazione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure? Vi sembra che il direttore del Tg1 ne tenga conto, quando decide che gli italiani non devono sapere né delle prostitute a casa Berlusconi né degli insulti di Brunetta? Ci dicono: che bisogno c&#8217;è di un altro giornale? Eppure questo bisogno lo sentiamo talmente da avervi investito il nostro mestiere e i nostri risparmi. Quando Indro Montanelli fu costretto a lasciare il “suo” Giornale e fondò la Voce, spiegò di aver giurato a se stesso: “Mai più un padrone”. Ne aveva abbastanza dei trombettieri al servizio dell&#8217;uomo di Arcore. Anche noi possiamo dire che qui di padroni non ne abbiamo. La proprietà del Fatto Quotidiano è ripartita in piccole quote equivalenti tra un gruppo di soci che hanno come unico scopo quello di garantire l&#8217;autonomia del giornale e di far quadrare i conti. Piccoli azionisti ai quali in tanti chiedono di aggiungersi per dare una mano. Ricchi non siamo ma non chiederemo un solo euro di sovvenzioni pubbliche o di partito. Sono già 30mila coloro che ci sostengono in questa scelta con i loro abbonamenti. Una prova di fiducia senza precedenti, visto che il giornale lo vedranno solo oggi. Grazie. Il Fatto sarà un giornale di opposizione. A Berlusconi, certo, perché ha ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma <span style="color: #000000;"><strong>non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra</strong></span> che in tutti questi anni non sono riusciti a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi. Troppe ambiguità. E poi vedremo se Di Pietro riuscirà, davvero, a creare qualcosa di nuovo, liberandosi dei riciclati soprattutto al Sud. Lo abbiamo chiamato il Fatto in memoria di Enzo Biagi che ci ha insegnato a distinguere i fatti dalle opinioni. Un grande giornalista e un uomo perbene epurato, come Montanelli, dalla compagnia dei servi e dei mediocri. Pensando al loro coraggio ci facciamo coraggio.<span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Un giornale per i giovani<br />
</strong></span></h2>
<p>Il target si annuncia giovane: &#8220;<span style="color: #000000;"><strong>infatti il 60% degli abbonati ha scelto la versione pdf del giornale</strong></span>&#8221; , segno che anche i giovani sono interessati alla politica e all&#8217;approfondimento. Il Fatto Quotidiano si presenta come un caso, raro in Italia nel cartaceo, di editoria pura: la proprietà è dei redattori e dei piccoli azionisti e non verranno percepiti i finanziamenti pubblici. Perchè è giusto che sia così, è eticamente corretto che un giornale si mantenga con i guadagni derivanti dal consenso dei lettori, è la qualità dell&#8217;informazione che deve emergere, deve emergere il <span style="color: #000000;"><strong>giornalismo</strong></span>. Se un giornale non vende, allora deve chiudere, perchè vuol dire che &#8220;non è gradito&#8221; dai lettori. Attualmente in Italia quasi la totalità dei giornali vende pochissime copie e chiuderebbe se non percepisse i finanziamenti pubblici, questo è il segno evidente che in Italia &#8220;non si fa buon giornalismo&#8221;. Quei giornali non ci servono, dovrebbero chiudere. Come dice Clay Shirky: &#8220;<span style="color: #000000;"><strong>la società non ha bisogno dei giornali, ha bisogno di giornalismo</strong></span>&#8220;.</p>
<p><span style="color: #000000;">Alessandro Furnari</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/24/un-nuovo-giornale-il-fatto-quotidiano/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mediaset attacca Internet</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 23:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[controinformazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Youtube (il cui proprietario è Google) è il più grande sito di video sharing ed anche il più popolare, ospita video pubblicati gratuitamente e consente la circolazione libera e gratuita di informazioni attraverso Internet. Questo è scomodo per coloro che vogliono mantenere il controllo dell'informazione e della cultura (pensiero). Un cervello umano decide in base alle informazioni che trova nell'ambiente circostante, se riceve informazioni false gli sarà impossibile capire e reagire. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/03/mediaset-attacca-internet/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Youtube</strong></span> (il cui proprietario è <span style="color: #000000;"><strong>Google</strong></span>) è il più grande sito di video sharing ed anche il più popolare, ospita video pubblicati gratuitamente e consente la circolazione libera e gratuita di informazioni attraverso Internet. Questo è scomodo per coloro che vogliono mantenere il <strong><span style="color: #000000;">controllo dell&#8217;informazione</span> </strong>e della<strong> <span style="color: #000000;">cultura</span></strong> (pensiero). Un cervello umano decide in base alle informazioni che trova nell&#8217;ambiente circostante, se riceve <span style="color: #000000;"><strong>informazioni false</strong></span> gli sarà impossibile <span style="color: #000000;"><strong>capire e reagire</strong></span>. La democrazia esiste quando le persone possono pensare con la propria testa sulla base delle informazioni corrette che ricevono. Oggi è in atto una guerra tra la televisione (l&#8217;informazione controllata) ed Internet (<span style="color: #000000;">l&#8217;</span><span style="color: #000000;"><strong>informazione libera</strong></span>), è in atto il tentativo di &#8220;imbavagliare&#8221;  l&#8217;informazione libera.<span style="color: #000000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="color: #000000;">Alessandro Furnari</span></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/09/03/mediaset-attacca-internet/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217; importanza di internet per l&#8217; informazione</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 04:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Clay Shirky]]></category>
		<category><![CDATA[Freedom House]]></category>
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		<description><![CDATA[I dati audiweb del 20 maggio 2009 mostrano che in Italia circa 30 milioni di persone hanno un accesso a internet e di queste circa l&#8217;80% ha una connessione veloce. Tra questi c&#8217;è addirittura un valoroso 6% che ha abbandonato la televisione a favore della rete, ma nonostante questi dati siamo ancora lontani da Paesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrofurnari.it/2009/08/10/limportanza-di-internet-per-linformazione/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>I dati audiweb del 20 maggio 2009 mostrano che in Italia circa 30 milioni di persone hanno un accesso a internet e di queste circa l&#8217;80% ha una connessione veloce. Tra questi c&#8217;è addirittura un valoroso 6% che ha abbandonato la televisione a favore della rete, ma nonostante questi dati siamo ancora lontani da Paesi come Inghilterra, Germania, Francia in cui la percentuale di persone che usa internet abitualmente, usufruendo di una connessione veloce, è nettamente superiore ai dati del nostro Paese. In Italia c&#8217;è una parte di persone che non naviga in rete in quanto non sa usare il computer. E&#8217; importante invece avviare un processo di alfabetizzazione informatica affinchè si possa superare il digital divide che ancora ci appartiene. La rete offre informazioni <span style="color: #000000;"><strong>senza censura</strong></span>, in tempo reale e, soprattutto, in rete esiste un feedback che in televisione non c&#8217;è. Se in rete si dice una &#8220;bugia&#8221; si viene subito smentiti. Ci sono stati politici che hanno provato ad aprire un loro blog, ma hanno ricevuto talmente tanti commenti negativi che hanno deciso subito di chiuderlo. Per loro l&#8217;unico posto dove possono continuare a dire bugie (ancora per poco) è la televisione. Oggi in Italia<span style="color: #000000;"> <strong>&#8220;la televisione è il luogo delle bugie</strong>&#8220;</span> in cui si omettono le informazioni &#8220;scomode&#8221; e si costruiscono false verità e si distorce l&#8217;informazione. In Italia<strong> <span style="color: #000000;">l&#8217;informazione è parzialmente libera</span></strong>, è il dato ufficiale espresso da <span style="color: #000000;"><strong>Freedom House</strong></span>, un istituto di ricerca situato a Washington che ha come obiettivo la promozione della democrazia liberale nel mondo. Nel rapporto 2009 di F.H. il nostro Paese viene declassato da Paese &#8220;libero&#8221; a &#8220;parzialmente libero&#8221;, <span style="color: #000000;"><strong>siamo l&#8217;unico caso</strong> <strong>nell&#8217;Europa Occidentale</strong> <strong>insieme alla Turchia</strong></span>. Tra le cause di questa situazione Freedom House cita le continue intimidazioni ai giornalisti e i tanti processi per diffamazione a carico di altrettanti giornalisti, tra cui ne cita alcuni tra i più eclatanti, tra i quali quelli a carico di Alexander Stille e di Marco Travaglio. In Italia i giornalisti &#8220;subiscono intimidazioni&#8221; tali da indurli ad &#8220;essere condizionati&#8221;. Ecco perchè la televisione ed i giornali sono diventati dei mezzi di comunicazione al servizio del potere. Per questo motivo la televisione ed i giornali non servono più. Milioni di euro &#8220;regalati&#8221; dallo Stato per finanziare giornali che non fanno vero giornalismo. Occorrono informazioni reali, occorre giornalismo vero. &#8220;La società non ha bisogno dei giornali, ha bisogno di giornalismo (Clay Shirky)&#8221;. In questa Italia in cui &#8220;<span style="color: #000000;"><strong>l&#8217;informazione è malata</strong></span>&#8220;, la rete è la nostra unica speranza per informare e per resistere. <span style="color: #000000;"><strong>La rete ci salva e ci salverà</strong></span>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Alessandro Furnari</span></p>
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		<item>
		<title>La querela contro la Rete</title>
		<link>http://www.alessandrofurnari.it/2009/08/10/la-querela-contro-la-rete/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 00:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet e l'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[scudo rete]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dal blog di Beppe Grillo:
La querela per diffamazione è sopravvissuta a tutte le riforme sulla Giustizia, alla depenalizzazione del falso in bilancio, al lodo Alfano, alla separazione delle carriere, al bavaglio all&#8217;informazione. La querela serve al potere. La querela è un&#8217;arma da ricchi. Usata per intimidire. Per tappare la bocca. Per togliere i mezzi economici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-190" title="internet" src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/uploads/2009/08/internet.jpg" alt="internet" width="495" height="329" /></p>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/2009/08/la_querela_per.html" rel="nofollow"  target="_blank">Dal blog di Beppe Grillo</a>:</p>
<p>La <span style="color: #000000;"><strong>querela per diffamazione</strong></span> è sopravvissuta a tutte le riforme sulla Giustizia, alla depenalizzazione del falso in bilancio, al lodo Alfano, alla separazione delle carriere, al bavaglio all&#8217;informazione. La querela serve al potere. La querela è un&#8217;arma da ricchi. Usata per intimidire. Per <span style="color: #000000;"><strong>tappare la bocca</strong></span>. Per togliere i mezzi economici all&#8217;avversario. Spesso con la ricerca del pelo nell&#8217;uovo, come ad esempio un mancato virgolettato in una frase. La querela può essere penale o civile. Se va bene si infanga l&#8217;avversario e si porta a casa un piccolo tesoretto. Magari con la cessione del quinto dello stipendio di un povero diavolo.<br />
La querela per diffamazione va <span style="color: #000000;"><strong>depenalizzata</strong></span>. E se si richiede un indennizzo economico, chi fa la querela dovrebbe depositare in anticipo <span style="color: #000000;"><strong>l&#8217;intera somma richiesta su un conto</strong></span> a disposizione del Tribunale. Se perde la causa, il deposito servirà a risarcire il querelato. Troppo comodo infangare, spaventare e cavarsela con le sole spese processuali.<br />
Di solito si querela la verità, mai la menzogna. Di solito  <span style="color: #000000;"><strong>chi querela sono i politici</strong> </span>e i rappresentanti delle cosiddette istituzioni, mai i cittadini. Di solito la querela viene usata in mancanza di altre argomentazioni per finire sui giornali di regime e fare la figura dell&#8217;innocente. <span style="color: #000000;"><strong>Riporto Schifani</strong> </span>che non può essere processato ha querelato Travaglio, Mavalà Ghedini minaccia di querela chiunque dia del puttaniere al suo cliente (in pratica mezzo mondo), Cicchitto querela l&#8217;Espresso.<br />
Io ho dei buoni avvocati e <span style="color: #000000;"><strong>molte querele</strong></span>, preferirei non averle, ma fa parte del gioco. Quasi sempre le ho vinte. La maggior parte dei <span style="color: #000000;"><strong>blogger</strong></span> non ha soldi, e neppure l&#8217;abitudine a essere querelata da un potente che può usare, talvolta anche a carico dello Stato, avvocati di grido. <span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;intera Rete è a rischio querela</strong></span>, tutta la verità che è presente in Rete è un attacco al Regime. Non si può querelare la Rete, ma la si può limitare, porre restrizioni idiote presenti in Cina e in Birmania, come hanno fatto e stanno facendo. Si può anche colpirne qualcuno per educarne cento. Per questo voglio <span style="color: #000000;"><strong>creare un pool di avvocati</strong></span> della Rete a disposizione dei querelati.<br />
Chiedo <span style="color: #000000;"><strong>a tutti gli avvocati</strong></span> che mi leggono che vogliono difendere gratuitamente i blogger di inviarmi i loro riferimenti. Li inserirò in una lista sul blog. Per i casi più complessi metterò a disposizione i miei avvocati, che ormai vantano una certa esperienza. Nel blog sarà <span style="color: #000000;"><strong>disponibile a settembre</strong></span> un&#8217;area di aiuto per i blogger querelati con i fatti da sapere per difendersi, gli studi legali cui rivolgersi e l&#8217;elenco delle cause in corso contro le pubblicazioni in rete. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.</p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Beppe Grillo</strong></span></p>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/scudodellarete" rel="nofollow"  target="_blank"><img src="http://www.beppegrillo.it/immagini/scudodellarete_banner.png" border="0" alt="Scudo della Rete" /></a></p>
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alessandrofurnari.it/2009/08/10/la-querela-contro-la-rete/" target="_blank"><img src="http://www.alessandrofurnari.it/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.PNG" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>]]></content:encoded>
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