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  • Archive for the ‘Film/Documentari’ Category

    Crudo & Semplice – Film Documentario – DVD

    Posted in Film/Documentari  by admin | marzo 6th, 2010
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    Ridurre il diabete in 30 giorni – Disintossicati con frutta e verdura

    Un film documentario indipendente che testimonia un esperimento unico al mondo per guarire il diabete, una malattia sempre più diffusa tra adulti e bambini a causa di scorrette abitudini alimentari ed esistenziali.

    Con una dieta naturale basata su cibo biologico, frutta e verdure crude è possibile prevenire e ridurre il diabete. Cinque pazienti cronici di diabete accettano e portano a termine la sfida di smettere di mangiare carne, latte e derivati, zucchero, carboidrati, caffè, soda, cibo spazzatura, cibi confezionati e persino gli abituali cibi cotti, pur di disintossicarsi.

    Senza alcool né sigarette, al bando ogni tipo di dipendenza, per ben 30 giorni si avventurano con sorprendente coraggio in una radicale disintossicazione.

    Il Dr. Cousens, nutrizionista e medico olistico americano, sottopone i pazienti a visite e check up completi due volte al giorno: i progressi dei pazienti vengono monitorati costantemente, per incoraggiarli a continuare anche nei momenti di difficoltà. Senza nemmeno la dose di farmaci quotidiani, i pazienti riescono a ridurre il tasso di zucchero nel sangue e il bisogno di iniezioni di insulina. Il film segue il viaggio toccante e vero di questi protagonisti, mostrandoci le trasformazioni fisiche ed emozionali che la dieta ha portato loro, insieme ad un nuovo stile di vita, più sano e gioioso.

    Una dieta semplice e ricca di frutta e verdure crude può guarire i disturbi fisici e cambiare la vita! Un film che ci mostra che dalla Natura viene sempre la migliore e più vera medicina!

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    Tags: Alex Ortner, crudo e semplice, film documentario

    The Corporation – I crimini delle Multinazionali

    Posted in Film/Documentari  by admin | settembre 7th, 2009

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    Governano le nostre vite: decidono cosa mangiamo, cosa vediamo, cosa indossiamo“.

    La corporation è l’istituzione dominante della realtà contemporanea, ma qual è il suo impatto sull’economia mondiale e  quali sono i danni che crea al bene comune? Le corporation da un punto di vista giuridico operano come un individuo, per legge sono delle persone giuridiche. Sono tenute,sempre per legge, a mettere l’interesse finanziario dei loro proprietari al di sopra di ogni altra cosa, anche del bene comune. “Esse sono prive di coscienza morale, sono persone giuridiche che “non hanno un’anima da salvare né un corpo da incarcerare. Le corporation accumulano sempre più profitti fino al punto “da far pagare i loro conti (inquinamento, malattie) alla società”. Questo è il loro impatto sulla società. Gli economisti chiamano questo: esternalità. Un’esternalità è l’effetto di una transazione fra due individui nei confronti di terzi che non hanno acconsentito allo svolgimento della transazione. Le corporation si sentono spinte a realizzare profitti immediati e quindi “esternalizzano” i costi fintanto che il pubblico, distratto e incauto, consente loro di farlo. Il documentario spiega questo fenomeno e lo illustra con molti esempi. Di seguito una sintesi degli argomenti trattati in questo famoso documentario. Lo sfruttamento della manodopera, la sintetizzazione e la diffusione di sostanze chimiche pericolose per la salute (come il DDT e l’Agente Arancio, prodotto dalla Monsanto e usato in Vietnam dall’esercito americano), la somministrazione alle mucche di un ormone (l’rBGH della Monsanto, detto anche rBST o Posilac). Questa sostanza, considerata sicura dalla FDA, avrebbe dovuto aumentare la produzione di latte, ma invece ha provocato casi di mastite (infiammazioni delle mammelle) delle mucche, che a sua volta ha provocato l’infezione batterica del latte. Un programma di Fox News ne avrebbe dovuto parlare, ma la Monsanto, con l’appoggio della Fox stessa, l’ha censurato! L’inquinamento causato dalle fabbriche. Gli allevamenti intensivi degli animali. La pubblicità rivolta ai giovani di oggi, più sofisticate e create appositamente perché i bambini condizionino gli acquisti dei genitori (le corporation fanno leva sulla vulnerabilità dei bambini per vendere i propri prodotti e per creare un esercito di “piccoli consumatori” che hanno cieca fiducia nelle multinazionali). La diffusione di pubblicità occulta per introdurre un marchio nella vita quotidiana. Il processo condotto dalla General Electric e dal prof. Chakrabarty contro l’Ufficio brevetti americano, che aveva rifiutato di brevettare un batterio geneticamente modificato. Prima di questo processo non era possibile brevettare esseri viventi, ma dopo la vittoria della multinazionale, questa regola è stata modificata e ora il divieto vale solo per la specie umana. Le privatizzazioni dei beni pubblici, fra cui quella dei servizi idrici di una città in Bolivia, che dava la possibilità a una multinazionale di distribuire l’acqua in cambio di un quarto del reddito dei cittadini, prevaricando, inoltre, i loro diritti. La collusione fra le corporation e i regimi dittatoriali, specialmente fra l’IBM di New York e il Terzo Reich. Particolarmente impietosa è l’analisi del comportamento delle corporation, che si rivela uguale a quello dello psicopatico: « La domanda che spunta periodicamente è: “Fino a che punto la corporation può essere considerata psicopatica?“. Se vediamo una corporation come persona giuridica, non dovrebbe essere tanto difficile mettere in parallelo la psicopatia dell’individuo con la psicopatia della corporation. Potremmo esaminare le caratteristiche di questo specifico disturbo una ad una, applicate alle corporation… Ne avrebbe tutte le caratteristiche. E infatti, sotto molti aspetti, la corporation risponde al prototipo dello psicopatico (Robert Hare, psicologo dell’FBI)». La corsa delle multinazionali a impadronirsi di tutto, compresa l’acqua, le sementi, il DNA, non si ferma davanti a nulla, sono loro a rappresentare la degenerazione di questo capitalismo e sono loro ad aver ideato e alimentato questo sistema che butta via risorse e persone.

    Alessandro Furnari

    Tags: agente arancio, corporation, ddt, monsanto, multinazionali, posilac

    Videocracy: Rai e Mediaset rifiutano il trailer

    Posted in Film/Documentari  by admin | settembre 2nd, 2009

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    Anche la Rai, come Mediaset, ha rifiutato di trasmettere il trailer di Videocracy, il film di Erik Gandini che ricostruisce i trent’anni di crescita dei canali Mediaset e del nostro sistema televisivo. Evidentemente qualcuno teme questo documentario per i contenuti critici e le informazioni che veicola. E’ un tentativo di dare meno visibilità all’esistenza di questa pellicola, qualcuno la chiamerebbe “censura preventiva“. In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine. Questo è un film scomodo per lo status quo, poichè capace di far riflettere una parte di quell’80% di italiani che utilizza ancora la tv come principale fonte di informazione. Il film promette di essere un ritratto spietato dell’Italia berlusconiana e delle sue mutazioni antropologiche e culturali, ottantacinque minuti di reportage che denunciano il potere che la tv ha sulla nostra società e sulla nostra cultura. Questo documentario racconta come il “nostro paese” sia cambiato in questi ultimi trent’anni e quale sia stato il ruolo delle tv commerciali nel cambiamento:  la creazione di un sistema di disvalori. Art. 21 della Costituzione italiana: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».

    P.S.: il film Videocracy è riuscito a superare lacensura solamente in 71 sale in tutta Italia. In Puglia è trasmesso solamente in 3 cinema:  Bari (Esedra), Barletta (Multisala Opera) e Lecce (Santa Lucia).

    Alessandro Furnari

    Tags: Erik Gandini, Videocracy

    Una Montagna di Balle

    Posted in Film/Documentari  by admin | agosto 20th, 2009
    http://www.vimeo.com/6153985

    Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomaker, ha documentato la cosiddetta “emergenza rifiuti campana” per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di 15 anni di gestione straordinaria. Quali sono le ragioni delle comunità in lotta? Chi ha sabotato la raccolta differenziata? E se “vivere in emergenza” fosse solo una strategia per accumulare profitti!? “Una Montagna di Balle” è un documentario completamente autoprodotto da InsuTv, telestreet no-profit creata dai movimenti napoletani, forse la prima esperienza di questo genere in Campania e nel Sud Italia. Una raccolta dei materiali girati negli ultimi 6 anni: le interviste ad esperti e testimoni chiave, insieme alle voci delle comunità in lotta, squarciano la censura subita in questa battaglia per la democrazia e la salute e, raccontano la dialettica sociale e politica intorno alla gestione della cosiddetta “crisi rifiuti” che ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. La voce narrante di Ascanio Celestini in una radio immaginaria fa da cornice alle rivolte di popolazioni espropriate nei loro diritti e ricostruisce gli interessi e le truffe consumate sulla pelle dei cittadini. Una vicenda tutt’altro che chiusa nelle sue implicazioni giudiziarie e sociali, come invece si vuole far credere! Il documentario, inoltre, si propone di sostenere la campagna contro il finanziamento pubblico agli inceneritori. Purtroppo i contributi finanziari rendono conveniente bruciare plastiche, carta e legno, mentre sarebbe più redditizio, sia dal punto di vista energetico che da quello economico, riciclarli o riutilizzarli. La stessa industria del riciclo ne ha sofferto. Alcune aziende sono costrette a comprare materiale da riciclo all’estero perché in Italia questa materia scarseggia. Tra tutti gli effetti perversi questo è quello che induce più povertà al nostro sistema economico, perché ci priva di molti posti di lavoro che altrimenti sosterrebbero un sistema virtuoso di re­-immissione della materia nel ciclo produttivo. Basti pensare che la plastica si deve avvalere di una diffusa e specifica tecnologia sviluppata localmente, e ciò permetterebbe a molte piccole aziende produttrici (Economia locale – Economia verde) di sviluppare anche la parte di riutilizzo della materia raccolta e non bruciata. Molti credono che la mancata raccolta differenziata sia imputabile alla mancanza di civiltà del cittadino. Questo assunto è però smentito da tutti gli esempi virtuosi che si stanno affermando in Italia (Capannori con la Strategia Rifiuti Zero e la raccolta differenziata porta a porta). Sono infatti proprio gli incentivi a “convincere” i tecnici provinciali e comunali o i tecnici delle aziende di gestione a modulare il livello di raccolta differenziata a valori bassi. In poche parole, i disservizi sui rifiuti ci vengono fatti pagare due volte: con la bolletta dei rifiuti e con quella dell’elettricità, per continuare ad utilizzare antieconomici impianti di combustione che causano gravi danni alla salute. L’emblema di questo processo lo troviamo a Brescia dove il più grande inceneritore d’Europa, che riceve incentivi CIP6 per più di 25 milioni di euro all’anno, ha di fatto bloccato la raccolta differenziata al 40%, mentre altre zone che per lungimirante strategia non hanno adottato l’inceneritore, sono prossime all’80%. Oppure in Campania, dove il miraggio di questi incentivi ha indotto gli amministratori locali a lasciare che la raccolta differenziata e la buona gestione dei rifiuti naufragassero in mezzo a mille disservizi, per accumulare carburante nella forma di eco­balle destinate al costruendo inceneritore di Acerra. Le eco-balle, peraltro formate da rifiuti indifferenziati, fuori norma, e quindi nemmeno inceneribili, sono state usate come ipoteca per le banche che sovvenzionano l’impianto. Fortunatamente la magistratura ha sospeso questo scempio, ma la cattiva gestione, frutto di una politica spregiudicata, ha lasciato la regione nelle condizioni che tutti conosciamo.

    Alessandro Furnari

    Tags: Ascanio Celestini, eco-balle, Una Montagna di Balle