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    Chi la vuole bianca… e chi la vuole intelligente!

    Posted in Ecologia  by admin | febbraio 26th, 2011

    Quasi l’intero fabbisogno di carta di un ufficio potrebbe essere coperto con i prodotti in carta riciclata. Solo eccezionalmente si dovrebbe usare carta “nuova”, badando comunque a dare la preferenza ai prodotti sbiancati senza cloro. La “carta ecologica” è ormai da tempo una realtà ben conosciuta, anche se la maggior parte della amministrazioni sia pubbliche che private non si è ancora convertita all’utilizzo di questo versatile prodotto.

    La stessa carta bianca, ottenuta da fibra di cellulosa ma sbiancata senza l’utilizzo del cloro, non ha an-cora conosciuto un’ampia diffusione, sebbene alla vista ed al tatto non si percepisca alcuna differenza rispetto alle carte tradizionali. Sembra che né il consumatore né l’utilizzatore professionale abbiano grande chiarezza sulle peculiarità dei vari tipi di carta. Cerchiamo allora di fissare alcuni punti fermi:

    Carta “nuova” sbiancata al cloro

    fino ad alcuni anni fa l’unico tipo di carta disponibile sul mercato. La sua produzione è legata ad un ingente utilizzo di acqua ed energia, ed il processo di sbiancamento porta ad inquinare gravemente l’acqua che, uscita dalle fabbriche, ritorna ad immettersi nei fiumi e nei laghi. La materia prima è il legno, risorsa naturale certo non illimitata, come dimostrano le difficoltà che già si incontrano sul mercato della cellulosa.

    L’abbattimento degli alberi provoca fenomeni di erosione che soprattutto nei Paesi nordici, in Canada e nell’ex Unione Sovietica hanno raggiunto dimensioni preoccupanti. Anche i Paesi tropicali non ne restano indenni.

    Carta “nuova” sbiancata senza cloro

    presenta lo stesso consumo di acqua ed energia necessario alla produzione della carta sbiancata con il cloro, ma con la differenza che il processo di sbiancamento avviene con preparati a base di ossigeno. Le acque di scarico presentano così un inquinamento decisamente inferiore.
    Rimane comunque consigliabile solo nei casi in cui sia proprio impossibile utilizzare carte ricavate da fibre riciclate (ad es. nella stampa fotografica).

    Carta riciclata (100% fibre di recupero)

    La materia prima non è il legno (cellulosa), ma la carta da macero ottenuta attraverso la raccolta differenziata. Dal momento che il consumatore medio italiano non collabora però con tanto entusiasmo alla raccolta differenziata dei rifiuti, il nostro Paese importa enormi quantità di carta da macero da quei Paesi (ad es. USA) che evidentemente godono di consumatori più “diligenti” sotto questo punto di vista. Una raccolta non proprio ordinata porta allora alla presenza di carta mescolata ad impurità o sporcizie, rendendo necessario uno sbiancamento – c.d. deinking – a base di composti chimici (senza cloro) per ottenere una tonalità sufficientemente chiara.

    Un piccolo confronto: per normale carta riciclata si utilizzano per ogni tonnellata di prodotto da 7 a 15 Kg di composti chimici a base di ossigeno, contro i 250 Kg necessari per la carta non riciclata.

    Carta riciclata “originale” o “ecologica”

    Viene ottenuta al 100% da fibre di recupero e non subisce alcun processo né di decolorazione (deinking) né di sbiancamento. Il modesto consumo di materie prime, di energia, di acqua e di prodotti chimici fa di questo prodotto l’alternativa certamente più ecologica. Solo questa può essere definita “carta ecologica”.

    Chi allora ritiene che:

    • - consumare meno energia
    • - consumare meno acqua,
    • - inquinare meno fiumi e laghi,
    • - abbattere la montagna dei rifiuti,
    • - risparmiare il patrimonio boschivo,

    siano punti da considerare nei propri acquisti di prodotti cartari, trova nella carta riciclata (soprattutto in quella “originale”) un’alternativa veramente intelligente.

    Se il privato consumatore può orientarsi verso queste alternative, l’utilizzatore pubblico (Stato, Comuni, Enti Pubblici, scuole,…) deve dare la preferenza a questi prodotti, come prescrive la Legge N. 283 del 5 giugno 1985.

    Ma…  si continuano a sentire le affermazioni più disparate in merito all’utilizzo di carta riciclata:

    non è igienica?

    nel corso della produzione, la carta da macero viene portata a temperature superiori ai 150°. Nessun microrganismo sopravvive a tali temperature.

    è costosa?

    Dalle nostre indagini risulta che si può trovare una buona carta riciclata risparmiando fino al 20% rispetto alla carta “bianca”. Senza considerare che la produzione della carta normale comporta costi (in termini di inquinamento e peggioramento della qualità di vita) che non vanno ad aggravare i listini prezzi, ma pesano sulla collettività e quindi anche… su noi stessi!

    è qualitativamente inferiore?

    Il Ministero dell’ambiente della Germania ha potuto constatare già nel 1983, sulla base di analisi condotte dall’Istituto federale per lo studio dei materiali, come la carta riciclata sia adatta a quasi tutti i campi di applicazione.

    Diversi enti e società hanno nel frattempo modificato i propri acquisti di carta puntando sul prodotto riciclato ed ottenendo risultati di tutto rispetto: fra questi in Germania le Poste, nonché all’incirca il 90% degli uffici pubblici, e in campo privato grosse società come Siemens, Oetker, Quelle e Ford.

    L’amministrazione finanziaria del Land Nordrhein-Westfalen ha presentato qualche tempo fa un rapporto delle esperienze acquisite in tema di carta riciclata, impiegata in tutti i normali lavori di ufficio, dalla carta intestata alla stampa laser, dalle fotocopie alle dichiarazioni dei redditi. I risultati presentati sono ottimi: non solo si è avuta conferma degli aspetti qualitativi, ma anche di quelli economici, con un risparmio di 650mila marchi nelle fase di acquisto, 500mila marchi risparmiati sotto forma di costi stimati per lo smaltimento della carta da macero, 7 milioni di KW/h di energia ed un’infinità di acqua che si sarebbero sprecati per la produzione della carta normale.

    L’ultima novità in tema di carta è senz’altro la produzione ottenuta dal mais e dalle alghe, dove non si dovrebbe porre il problema di utilizzo di risorse naturali divenute scarse.

    Ancora una considerazione generale: come per tutti i prodotti che acquistiamo dovremmo considerarne l’origine, la fase di utilizzazione e quella dello smaltimento finale: nel caso della carta risulta così assurdo utilizzare una carta, per quanto buona essa sia, che per arrivare al mio tavolo percorre una lunghissima strada, ad esempio trasportata su camion dai Paesi nordici.

    Se si decide di acquistare con consapevolezza, si può anche fare un ulteriore passo adottando un proprio sistema per la raccolta della carta usata, in casa e al lavoro, modificando ad esempio anche i contratti con le imprese di pulizia.

    Fonte: centroconsumatori.it

    Asl Ba, bilancio 2011 in rosso

    Posted in Puglia  by admin | febbraio 24th, 2011

    di Nino Sangerardi
    Giovedì 24 Febbraio 2011

    I vertici dell’ASL di Bari e provincia–Nicola Pansini, direttore generale, Francesco Lippolis, direttore amministrativo e Alessandro Calasso ,direttore sanitario-, oggi finito nel vortice della nuova bufera abbattutasi sulla sanità pugliese- hanno approvato il Bilancio economico preventivo  generale esercizio 2011 e il Bilancio pluriennale di previsione anni 2011, 2012, 2013. La diagnosi finanziaria dell’azienda sanitaria barese cosa racconta? Che butta male.Lo scrive il direttore Pansini chiaro e tondo: ” Il risultato economico negativo per il 2011 può senza alcun dubbio definirsi strutturale.Infatti riflette per un verso  l’ineludibilità dei costi rispetto alle prestazioni richieste ed offerte dalle strutture aziendali, e per altro verso, l’inadeguatezza delle quote di FSR( forse vuol dire Fondo sanitario regionale, ndr) assegnate all’ASL BA”. E Pansini continua: ” Si può affermare che la maggior parte dei costi sono riferibili a fattori non direttamente controllabili dalla Direzione Aziendale, gli stessi sono non governabili in quanto correlati alla domanda di assistenza da parte dei cittadini e a disposizioni regionali e/o accordi tra associazioni di categoria e organi regionali(costi per prestazioni sanitarie da pubblico e privato) nonchè alla dotazione organica dell’azienda( costi personale e di rinnovi contrattuali)”.

    Dunque a giudizio del direttore generale Nicola Pansini riguardo la gestione economico-finanziaria dell’ASL si è in presenza di ”… fattori non direttamente controllabili dalla Direzione aziendale… e non governabili”.Nel documento che si è potuto consultare il manager Pansini non menziona, in modo specifico, i diversi elementi inerenti il risultato economico non positivo.

    Gruppi di ammalati che sopravvivono tra  i letti ospedalieri d’Apulia e ausiliari  infemieri  e medici precari in attesa di ” sistemazione partitocratica”( probabilmente nei pressi delle elezioni politiche a venire, stante che Fitto e Vendola sono politicamente complementari; d’altro canto si rileva lo strano masochismo di un partito come il PD pugliese che regala troppi spazi di potere pubblico a  Vendola & Co–occupato e presidiato tramite le società e fondazioni e commissioni e enti  regionali in co-housing di stampo neosovietico, ammantato di populismo mediatico copiato dall’infelice grammatica propagandistica berlusconiana–  il quale alle elezioni regionali del 2010 ha perso 128.898 voti rispetto alle regionali del 2005 invece il PD ha raccolto, nel 2010,  410.935 voti; la narrazione delle percentuali è inconfutabile: 20,75% il PD e solo 9,7% l’agglomerato  Nichi- SEL) si chiedono un poco perplessi: ” Compito del direttore di un’azienda sanitaria non deve essere quello di ,appunto, governare  il Bilancio, i flussi di denaro pubblico, la domanda di assistenza, i costi e benefici delle prestazioni erogate dalle strutture sanitarie?”. Così dovrebbe essere.

    A titolo di cronaca sanitaria econtabile  si rammenta che il compenso economico annuale per il direttore Nicola Pansini è di 150 mila euro mentre quello dei direttori amministrativo e sanitario( Francesco Lippolis e Alessandro Calasso) è pari a 122 mila euro ciascuno.

    I dati economici previsionali relativi al triennio 2011-2013 evidenziano: 2011 perdita pari a euro 105.436, anno 2012 perdita di euro 88.506, anno 2013 euro 85.379.

    Nel resto del mondo terracqueo che succede ai dirigenti di un’azienda che presenta i conti in rosso?

    Una risposta forse potrebbe arrivare dal Governatore Nichi Vendola che a proposito di sanità ebbe a declamare: “Mai metterò una tassa sul dolore”.Infatti ha decretato la tassa-ticket di un euro sui medicinali a carico della sofferenza patita da gran parte dei pugliesi.

    Fonte: Asl Ba, bilancio 2011 in rosso

    La rivoluzione a Cinque Stelle di Treviso

    Posted in Comuni a cinque stelle  by admin | febbraio 19th, 2011
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    La rivoluzione verde di Treviso è firmata dalla Lista a Cinque Stelle.
    Caro Beppe,
    un altro passo avanti verso il completamento del Programma a 5 Stelle di Treviso è stato fatto e in modo condiviso da tutti i consiglieri comunali, ne cito solo alcuni punti:
    - Realizzazione di un piano energetico comunale.
    - Sportello di consulenza al pubblico per risparmio energetico, bioedilizia e energia rinnovabile
    - Costruzione di centraline idroelettriche su chiuse e strozzature di canali e pannelli fotovoltaici su tetti di edifici pubblici. Il progetto vale oltre tre milioni di euro, ma i vantaggi di simili impianti, alla lunga, compensano gli investimenti (coperti in nove anni) e producono utili.
    La svolta eco-sostenibile del consigliere David Borrelli è stata accettata da tecnici ed assessori che hanno accelerato rilievi e studi di fattibilità. Il piano operativo prevede l’installazione degli impianti per sfruttare l’energia solare sugli edifici pubblici “con scarsa valenza architettonica” e ampie superfici, e due centraline idroelettriche per sfruttare due “nodi” d’acqua persi. La Lista Civica a Cinque Stelle è dei cittadini e Borrelli è il nostro dipendente. Lo teniamo d’occhio e lui porta le nostre idee dove più conta.” Maurizio- Grillitreviso

    Fonte: beppegrillo.it

    Condomini a Cinque Stelle

    Posted in Comuni a cinque stelle  by admin | febbraio 19th, 2011
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    Dopo il Comune a Cinque Stelle arriva il Condominio a Cinque Stelle. Quel luogo in cui ci si accoltella per un nome su un citofono, per i bambini che giocano o per il volume della radio può diventare la nostra Shangri La. Il mito del Condominio Italiano che ha partorito scene indimenticabili come la riunione di condominio di Fantozzi e la coppia di macellai Olindo e Rosa, un luogo di sospetto e di abbrutimento sociale… può trasformarsi in un laboratorio della Nuova Italia. Se cambiamo i condomini, tutto il resto sarà in discesa. “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.” Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

    Caro Beppe,
    tre settimane fa, con i consiglieri Matteo Olivieri e Davide Valeriani ho presentato in Comune e Circoscrizioni Ovest e Nord Est mozioni per istituire la pratica dei “Condomini Virtuosi” chiamati anche “
    Condomini a 5 Stelle“. Una pratica dove, partendo dalle assemblee condominiali, in maniera spontanea e non obbligatoria ed in collaborazione con associazioni di agricoltori, ambientalisti, consumatori, gestori condominio si intraprendono azioni utili e condivise come:
    -
    Frangigetto per rubinetti per risparmiare fino a 50% sui consumi di acqua potabile (quella che Pdl e Lega stanno privatizzando)
    -Installazione lampadine a risparmio energetico o
    led nei lampioni esterni condominiali per ridurre consumo energia e spese
    -
    Compostaggio domestico di condominio (sconto in tariffa del 20%) per ridurre i rifiuti organici e creare fertilizzante naturale per il giardino
    - Si creano
    gruppi acquisto solidale tra condomini per acquisto di beni e merci
    -promuovere lo scambio di oggetti tra i condomini
    - “
    Audit” energetico degli edifici per studiare come isolare meglio le strutture e ridurre i consumi energetici e dispersioni termiche
    -Creare un piccolo spazio di
    orto comune, etc.
    In poche parole si risparmia ed aiuta l’ambiente con piccole azioni quotidiane decise insieme tornandosi a parlare. Un cammino virtuoso, difficile in alcune situazioni ma di grande civiltà a nostro avviso. Un cammino apprezzato tanto che un
    Gruppo su Facebook ispirato a questa idea “Condomini a 5 Stelle” ha raccolto 1.645 adesioni di cittadini. In questo gruppo diversi cittadini portano esempi concreti di cosa stanno già facendo.
    La proposta nella Circoscrizione Ovest di Reggio ora verrà vagliata dalla commissione per studiare alcune iniziative che possano far partire questa pratica di buona cittadinanza da qualche condominio della nostra circoscrizione.
    Dal momento che
    il capogruppo PDL Primo Berti, dispensa lezioni sui giornali sul tempo sprecato in Circoscrizione, i cittadini in primis i suoi elettori devono conoscere come lui svolge il suo incarico all’interno di un ente che rappresenta 38.000 cittadini pur con competenze e risorse limitate. A voi la risposta del capogruppo del PDL Primo Berti in Circoscrizione Ovest…. . Registrazione della seduta del 23 novembre già su Youtube.
    Berti capogruppo del PDL non trova altre argomenti per criticare questa proposte pratiche per il risparmio dei cittadini dicendo che si tratta di “
    violazioni della sfera privata“, “fuffa” e propone leggendo un messaggio pensando di essere ironico (ride solo lui) . “distributori di preservativi nei condomini, distributori di banconote da 500 euro, la stanza della bambole gonfiabili dove gli abitanti possono vincere la solitudine, corsi di danza della pioggia, autoscontri di condominio…“. Ascoltare per credere. Tutto in seduta di Consiglio.
    A me personalmente da padre di famiglia questa risposta
    ha messo tristezza, anche perchè nel mio piccolo nel condominio di otto appartamenti dove vivo siamo riusciti a decidere insieme di mettere il pozzo per l’acqua piovana, compostiera domestica comune, un piccolo orto.
    Ma questa è la poca serietà e poca educazione con la quale il signor Primo Berti affronta spesso gli argomenti proposti dalle altre persone all’interno della Circoscrizione Ovest.
    Le critiche ad ogni proposta sono legittime, siamo i primi ad usare sarcasmo ed ironia ma fuori dalle istituzioni. Dentro le istituzioni dai Comuni alle Circoscrizioni, passando per Parlamento e Consiglio Regionale, ritengo ci si debba confrontare sempre seriamente sulle
    cose concrete. Per rispetto in primo luogo dei cittadini elettori che sono anche contribuenti che pagano il funzionamento di questi organi.” Vito Cerullo, consigliere Circoscrizione Ovest, Lista Civica Reggio 5 Stelle Beppe Grillo.

    Fonte: beppegrillo.it

    Gli inceneritori uccidono!

    Posted in Salute/Medicina  by admin | febbraio 19th, 2011
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    Gli inceneritori uccidono, il MoVimento 5 Stelle uccide gli inceneritori.
    Dal MoVimento 5 Stelle :
    “Vittoria del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna, dei comitati cittadini, delle persone che tengono alla propria salute.. Dopo un’interrogazione alla Giunta Regionale la centrale a biomasse a Toano non si farà… disponibilità della Regione a reindirizzare i 3,3 milioni destinati verso nuove tecnologie…
    continua
    “Sul progetto dell’inceneritore di Parma arriva il colpo da ko del Movimento 5 Stelle Emilia Romagna. Una
    risoluzione depositata dal consigliere Favia studiata con tecnici di valore internazionale nel campo della gestione rifiuti. La risoluzione mette in campo le alternative citando le normative nazionali ed europee.. Vedremo si i partiti, da Idv a SEL-Verdi, al Pdl che a parole iniziano a contestare l’impianto saranno coerenti e voteranno questa risoluzione… continua“.
    “Grazie al duro lavoro del Comitato No Inceneritori, sostenuto anche dal
    Movimento 5 Stelle, il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi presentati contro la costruzione dell’inceneritore di Albano Laziale… continua

    Lettera di Patrizia Gentilini, oncologa.
    “Con il recente scandalo di polli e uova tedesche alla diossina ritorna il problema della sicurezza alimentare (… le mozzarelle campane, le pecore pugliesi, i suini irlandesi) che però rischia di passare come una notizia fra le tante. Col termine diossina si intende la
    TCDD, nota come “diossina di Seveso” dopo l’incidente del 1976, pericolosa a dosi infinitesimali (miliardesimi di milligrammo), è stata definita la sostanza più pericolosa conosciuta; affini a questa molecola ve ne sono centinaia per cui si parla genericamente di “diossine“. Sono molecole persistenti nell’ambiente, la cui assunzione avviene per il 90% per via alimentare: pesce, latte, carne, uova e formaggi. Le diossine sono trasmesse dalla madre al feto durante la gestazione e l’allattamento. Dagli studi risulta che in Italia un lattante di 5 kg assume diossine da alcune decine fino a centinaia di volte superiori al limite massimo dell’UE.
    Le diossine rientrano nel gruppo degli interferenti endocrini. L’esposizione a diossine è correlata allo
    sviluppo di tumori (*). Trattandosi di sostanze così pericolose nel 2004 è stata stilata a Stoccolma una convenzione da 120 Paesi, fra cui l’Italia, per vietare la produzione intenzionale ed imporre la riduzione di quella non voluta. Peccato che il nostro Paese sia stato l’unico a non averla ratificata!
    Le
    diossine si formano in particolari condizioni di temperatura in presenza di cloro. Ogni processo di combustione, in particolare di plastiche, porta alla loro formazione, e sono presenti nei fumi e nelle ceneri degli inceneritori. Le uova alla diossina vengono fatte risalire alla somministrazione di mangimi contaminati da oli industriali ed altri inquinanti agli animali, ma questo oscura il fatto che nel 2005, nella stessa regione ( Bassa Sassonia), si era evidenziata una contaminazione oltre i limiti consentiti di ben il 28% di polli allevati all’aperto – quindi polli “ruspanti“, che consideriamo sicuri perchè allevati in modo “naturale“. La Bassa Sassonia è caratterizzata da acciaierie ed inceneritori. Parlare di mangimi e non delle ricadute delle diossine non mette a fuoco le conseguenze di uno “sviluppo” industriale dissennato. Aver distrutto la civiltà contadina, avvelenato il territorio con pesticidi e permesso impianti assurdi ed inquinanti come gli inceneritori arreca incalcolabili danni all’ambiente e alla salute e mina la possibilità stessa di sopravvivenza delle generazioni future.
    I dati relativi all’
    agricoltura europea mostrano come l’Italia è destinata al fallimento anche dal punto di vista agricolo che dovrebbe rappresentare l’eccellenza nel nostro Paese. L’ andamento dei redditi agrari del 2010 sul 2009 è: EU +12.3, Danimarca +54.8, Olanda +32, Francia +31, Germania +23, Spagna +7, Italia -3.3 (con calo della superficie agricola di 19.200 kmq negli ultimi 10 anni). Dobbiamo riconoscere il fallimento del modello di sviluppo attuale che non si cura delle conseguenze delle proprie scelte ed è arrivato a contaminare le basi dell’alimentazione inquinando anche l’alimento più prezioso al mondo: il latte materno!” Patrizia Gentilini – Presidente Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Forlì.

    (*) Per la TCDD, linfomi, sarcomi, tumori a fegato, mammella, polmone, colon) e a disturbi riproduttivi, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, diabete, malattie della tiroide, danni polmonari, metabolici, cardiovascolari, epatici, cutanei e deficit del sistema immunitario.

    Fonte: beppegrillo.it

    Rifiuti: cambiare si può

    Posted in Ecologia  by admin | febbraio 19th, 2011
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    La più grave accusa che si può fare alla politica, alla burocrazia che ne è figlia, alle municipalizzate e alle società concessionarie che ne sono la diretta emanazione, è di essere incapaci di gestire la cosa pubblica, quello per cui sono pagate. I “rifiuti” sono una invenzione dei partiti, un alibi per la costruzione di inceneritori, una scusante per creare discariche, per usare l’esercito contro i cittadini. I partiti sono inadatti a gestire il Paese, creano emergenze per giustificare la loro esistenza. A Cesena i cittadini hanno dimostrato che si può riciclare il 91% dei cosiddetti “rifiuti“. Cosiddetti in quanto non esistono “rifiuti” in natura, ma materie prime secondarie che possono essere vendute. In due giorni i partecipanti a Woodstock 5 Stelle hanno prodotto “rifiuti” pari a una città come Forlì, li hanno riciclati quasi interamente e venduti con un ricavo per l’organizzazione di 2.000 euro. Se può farlo il MoVimento 5 Stelle lo può fare qualunque amministrazione pubblica e, se non riesce a farlo, può andare a casa.

    “Grazie ai 50 volontari e ai volontarie trasformati in spazzini per raccogliere sacchi, sacchetti, pacchettini, mettendo mano in ogni materiale e dando consigli ai partecipanti. Grazie alle decine di migliaia di persone che in due giorni hanno dato il loro contributo, separando i materiali post consumo (chiamati rifiuti”) negli appositi contenitori e contribuito a ridurli bevendo prodotti alla spina o portandosi borraccia e stoviglie multiuso da casa. Woodstock 5 Stelle Rifiuti Zero è realtà. Abbiamo battuto ogni record per grandi manifestazioni dimostrando che “Volere è potere“. Nei Mondiali Antirazzisti di Casalecchio lo scorso luglio sono stati differenziati il 73% dei materiali (30mila partecipanti in cinque giorni per 9.570 kg di rifiuti prodotti, dei quali 6960 inviati a riciclo-compostaggio). Woodstock 5 Stelle ha fatto meglio con il 91%! Record assoluto per ogni evento mai tenuto in Italia.
    I numeri. Sono stati prodotte 56,64 tonnellate di “rifiuti“. Considerando per una manifestazione esterna+campeggio una produzione giornaliera di 400 gr. pro capite (dato medio di produzione giornaliera per porta a porta senza assimilati industriali) si è avuta un produzione pari a circa 141.625 persone concentrata nei giorni 25/26 settembre.
    I risultati. Ciclo-compostaggio: in totale, secondo i dati di Hera che ha effettuato il trasporto degli svuotamenti dei cassonetti di materiale organico ed indifferenziato, sono stati avviati all’impianto di compostaggio “rifiuti” tra le 40-45 tonnellate. A smaltimento indifferenziato invece 5,1 tonnellate. I dati forniti dal Centro Riciclo Vedelago invece parlano di 10,54 tonnellate di materiale riciclabile e trasformabile raccolto in maniera differenziata.
    Di questi:
    2.920 kg di carta-cartone conferiti alle cartiere (prezzo di mercato 86 €/ton)
    60 kg di nylon (prezzo mercato 240 €/ton)
    894 kg alluminio /acciaio ( prezzo medio 422 €/ton)
    2.137 kg di PET ( 445 €/ton)
    4.320 kg di vetro (42 €/ton)
    100 kg di legno (110 €/ton)
    110 kg di materiale di “
    secco riciclabile” (160 €/ton).
    Il valore del materiale conferito al
    Centro Riciclo Vedelago è stato di circa 2.000 euro.
    Vantaggi ambientali/energetici. Riciclare 4.320 kg di vetro, ha permesso di risparmiare per la produzione di nuovo vetro 5.184 kg di materie prime.
    - Se si considera che per produrre 1 kg di
    alluminio riciclato si utlizza 0.7 kWh e invece 14 kwh se prodotto con materie prime, si sono risparmiati 11.890 Kwh.
    -Per produrre una tonnellata di
    carta da materia prima si tagliano 15 alberi e si usano 440.000 litri acqua, 7600 kwh. Se la carta è invece riciclata: 0 alberi, 1800 litri acqua, 2700 kwh. Woodstock 5 Stelle ha salvato 43 alberi e fatto risparmiiare 1.270.780 litri d’acqua , 14.210 Kwh.
    - La produzione di
    PET è stata limitata al 3,77% dei “rifiuti”, solitamente rappresenta il 10% dei rifiuti, ha fatto risparmiare 6.000 kg di PET, la cui produzione avrebbe richiesto 105.000 litri di acqua e provocato emissioni in atmosfera pari a 240 kg di idrocarburi, 150 kg di ossidi di zolfo, 108 kg di monossido di carbonio e 13.800 kg di anidride carbonica (CO2).” da Matteo Incerti-Raffaella Pirini, responsabili progetto “Woodstock 5 Stelle-Rifiuti Zero” e Federica Cuppini, responsabile coordinamento squadre “ Woodstock 5 Stelle-Rifiuti Zero”.

    Fonte: beppegrillo.it

    La casa a consumi zero

    Posted in Energia  by admin | febbraio 19th, 2011
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    Consumare meno energia in casa senza pagare nulla (o quasi). E’ possibile! La casa a consumi zero non è un’utopia. Si può ridurre la dispersione energetica fino al 90% con interventi sulla propria abitazione, nuova o vecchia da ristrutturare. Quasi tutti gli edifici italiani, a partire da quelli pubblici, sono degli scolapasta da cui esce gran parte dell’energia introdotta. La rivoluzione energetica si fa mettendo a norma TUTTI gli edifici pubblici, a partire dai ministeri, NON con nuove centrali nucleari. La casa ecologica ha tre grandi vantaggi: il risparmio sul riscaldamento, la tutela dell’ambiente, in particolare per il surriscaldamento dell’atmosfera e il VALORE della casa stessa. Infatti una casa ecologica vale di più, è come comprare un’automobile senza dover pagare la benzina. E allora, care amministrazioni pubbliche, cosa aspettate a imitare la Provincia Autonoma di Bolzano dove mi sono recato in gita ecologica?

    Fonte: beppegrillo.it

    Supervendola appartiene alla terza categoria

    Posted in Politica  by admin | febbraio 19th, 2011
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    Io non ho nulla contro Vendola, semplicemente non mi va di essere stato preso in giro (non sarà purtroppo l’ultima volta…). Prima delle elezioni regionali del 2010 Vendola chiese il sostegno del MoVimento 5 Stelle (che non si presentava in Puglia) in un video. Mi telefonò. Fece delle promesse puntuali sull’acqua pubblica. Dopo quasi un anno la gestione dell’acqua è ancora privata, gestita da una SpA. Le scuse stanno a zero e con il suo linguaggio tra il pretesco e il barocco, talvolta supercazzolaro, Nichi nega per ammettere e ammette per negare.Se Prodi si addormentava con il suo bisbiglio che si trasformava in rantolo, Nichi ti culla, ti ipnotizza con la soavità del nulla. Può dire qualunque cosa e uscirne vivo come una salamandra: “Berlusconi è un individuo geniale… ha veramente dei tratti strabilianti, un self made man che riesce a costruire un’intera epopea della vita culturale nazionale… È un prototipo di uomo nuovo che si è saputo imporre sulla scena italiana. Noi abbiamo fatto un errore tragico: demonizzare il personaggio e intenderne poco il meccanismo culturale di riproduzione del consenso“. Può fare inceneritori insieme alla Marcegaglia, oggi tre, domani cinque e dopodomani chissà. Può paragonare la sua Regione alla virtuosa California mentre la percentuale di RACCOLTA DIFFERENZIATA in Puglia a tutto il 2010 è del 15,3%, in Campania a livello regionale, per fare un esempio è oltre il 25% con 160 Comuni che riciclano oltre il 50%. Può destinare 120 milioni di euro di denaro pubblico della Regione Puglia alla fondazione San Raffaele Mediterraneo che vede socio Don Luigi Maria Verzé, padre spirituale di Berlusconi. Ci sono tre tipi di persone. Chi fa i fatti e non lo dice. Chi fa i fatti e lo dice. Chi dice e si fa i fatti suoi. Vendola appartiene alla terza categoria. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

    Comunicato Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Comitato Pugliese per l’Acqua Bene Comune.

    “Durante la trasmissione Annozero di giovedì 10 febbraio il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha affermato di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese intorno al trentesimo-quarantesimo giorno del suo nuovo mandato. Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” si sente in dovere di replicare. Il Presidente Vendola ha sì “fatto la legge”, ma tale legge non è ancora operativa, in quanto non approvata dal Consiglio Regionale. Quindi l’acquedotto pugliese non è ancora ripubblicizzato, e quello presentato da Vendola è, ad oggi, un disegno di legge.
    Tralasciando qui altri dettagli, dobbiamo aggiungere che nelle sue dichiarazioni il Presidente Vendola ha tra l’altro fatto riferimento alle “pagelle” di Federutility, senza spiegare cos’è questo organismo, e senza quindi far notare che si tratta di un organismo nient’affatto “super partes”, nient’affatto interessato alla ripubblicizzazione dei servizi idrici e, anzi, sostenitore del mantenimento dell’esistente stato di cose. In allegato la lettera che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Comitato Pugliese per l’Acqua Bene Comune hanno scritto a Nichi Vendola.” Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum Italiano dei Movimenti.
    Lettera a Vendola

    Fonte: beppegrillo.it

    Asl Taranto, bilancio negativo. Tutta colpa dello “stress finanziario”

    Posted in Taranto  by admin | febbraio 3rd, 2011

    TARANTO- ” Questa ASL ha elaborato un Bilancio economico preventivo dell’anno 2011 che presenta un risultato negativo”. Sono parole del dr.Angelo Domenico Colasanto, direttore generale dell’ASL di Taranto e provincia scritte a proposito del Bilancio economico preventivo 2011 e  Bilancio pluriennale di Previsione triennio 2010-2013. Il documento porta la data del 31 gennaio 2011.Il dr.Colasanto è stato nominato direttore generale nel corso del 2007 dal Presidente Nichi Vendola e Giunta regionale. Il 9 settembre 2010 la stessa Giunta di centrosinistra designa Colasanto commissario straordinario della medesima ASL TA,il 2 novembre 2010 la Commissione regionale per la valutazione degli aspiranti all’incarico di direttore regionale delle ASL pugliesi decide che gli idonei sono 33,tra questi c’è il Angelo Domenico Colasanto. Ci si chiede:può il dr.Colasanto Commissario straordinario Asl TA redigere e approvare il Bilancio di previsione 2011 firmato dal direttore generale dr. Colasanto dell’Asl TA?

    Il Bilancio preventivo 2011 si chiude con un disavanzo di 106,842 milioni di euro.Se si confronta tale dato con le perdite preconsuntive del 2010 di 123,105 milioni, si rileva un miglioramento di esercizio per il 2011 di 16,263 milioni.L’Asl TA è l’unica nel panorama pugliese sprovvista di un’emodinamica cardiologica interventistica presso l’UTIC dell’Ospedale Santissima Annunziata.

    Il Dipartimento Oncologia rappresenterebbe una soluzione possibile per dare risposte adeguate a una domanda di assistenza che oggi si rivolge prevalentemente a strutture extra ASL TA o fuori dalla Puglia.Non è solo un problema di mobilità sanitaria passiva che si riversa  sul Bilancio sia della ASL che della Regione ma di un costo molto pesante che grava sui cittadini del territorio jonico.

    Per quanto riguarda gli interessi finanziari passivi è prevista una spesa di 2,7 milioni di euro, di cui 200 mila  per interessi su anticipazione del denaro da parte della Banca che gestisce la Tesoreria dell’Asl TA e 2,5 milioni di euro per ritardato pagamento ai fornitori.Perchè accade tale fenomeno? ” Ritardati– si legge nella relazione sottoscritta dal dr.Colasanto– dalla nota situazione di stress finanziario in cui versa il sistema sanitario”.Molto bella la definizione ” stress finanziario”.Quindi ci vorrebbe lo psicanalista  della Scuola di Vienna o basta lo psicologo di Rocchetta Sant’Antonio? Non si sa.

    Il costo dei servizi non sanitari è pari a 28.859 milioni di euro, quelli di ausiliarato eseguiti dalla società House Jonica Service srl la cifra di  20.160 milioni di euro.Al 31 gennaio 2011 la Regione non aveva ancora emanato il DIEF 2011(documento economico e finanziario) .Di conseguenza, per stilare il Bilancio dell’ASL TA, sono stati presi in considerazione i dati economici e le indicazioni riportate nel DIEF anno 2010.

    Sfogliando l’incarto firmato dal commissario straordinario Angelo Domenico Colasanto non si evince alcun cenno  alla Fondazione San Raffaele del Mediterraneo( che dovrebbe realizzare, grazie a 120 milioni di euro finanziati dalla Regione Puglia, un mega complesso ospedaliero di 578 posti letto a Taranto) di cui l’ASL TA è uno dei fondatori insieme a Regione e Fondazione San Raffaele Monte Tabor di Milano però non fa parte del Consiglio di Amministrazione. Strano.

    Scritto da Nino Sangerardi
    Giovedì 03 Febbraio 2011 11:43