OGM: “seri rischi per la salute”
L’American Academy of Environmental Medicine (AAEM) ha pubblicato un documento in cui si afferma che «gli ogm pongono seri rischi per la salute» e si consiglia di evitare il loro consumo. Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono entrati in commercio solo 13 anni fa, e non ci sono studi accurati sui loro effetti a lungo termine per quanto riguarda gli esseri umani, pertanto vorremmo evitare di “essere le cavie delle multinazionali”. Gli esperimenti sugli animali hanno mostrato risultati preoccupanti come allergie, disfunzioni immunitarie, problemi di fertilità, mortalità infantile, scompensi d’insulina e alterazioni comportamentali. Su queste basi è evidente l’importanza di condurre una campagna per una chiara etichettatura dei cibi. I prodotti OGM maggiormente coltivati sono soia, mais, colza, cotone e canna da zucchero, ma molti altri vegetali si stanno affacciando sul mercato come papaia, pomodoro, patata, zucchina. La questione diviene però ancor più complessa, poiché i prodotti come carne, pesce, formaggio, uova non biologici provengono da animali nutriti con mais e soia OGM. E’ recente la notizia che, nonostante il riso OGM non sia coltivato a livello commerciale in nessuna parte del mondo, il gigante tedesco della chimica Bayern ha manipolato geneticamente il riso (Ogm LL62) per renderlo resistente a forti dosi dell’erbicida glufosinato (prodotto dalla Bayern), ma codesto erbicida è stato ritenuto pericoloso per gli esseri umani e l’ambiente. Nel 2005 l’ Efsa (L’Autorità europea per la sicurezza alimentare) aveva fornito un parere piuttosto inquietante sulla tossicità per la riproduzione (reprotossicità) di quest’erbicida, concludendo che c’erano “alti rischi” in caso di ingestione per i mammiferi, un “rischio acuto” per i bambini e che in certi casi poteva esserci anche un’esposizione troppo alta per gli agricoltori , ma nel 2007 il glufosinato è stato riautorizzato nell’Ue per dieci anni. Come mai l’Efsa nel 2005 lo ha definito reprotossico e nel 2007 l’Ue lo ha riautorizzato? Proprio perché classificato come ‘reprotossico‘ , il glufosinato sarà proibito nell’Ue a partire dal 2017 (l’autorizzazione non sarà più rinnovata), secondo quanto prevede la ‘lista nera’ inserita nella nuova legislazione Ue sui pesticidi, che il Parlamento europeo ha approvato nel gennaio scorso. Finora è stato adoperato ovunque in dosi massicce, nei bordi delle strade, nei parchi, negli orti, nelle colture di mais, nei filari di viti e nei frutteti. Il glufosinato è reprotossico e l’Ue lo riautorizza fino al 2017! Perchè? Sempre l’Ue presto deciderà se il riso Ogm LL62 della Bayern potrà entrare nei paesi europei, comparire sugli scaffali dei supermercati e finire nei nostri piatti. “Se il pesticida è autorizzato fino al 2017 allora, forse, vorranno autorizzare anche il riso fino al 2017?” Si tratterebbe della prima autorizzazione comunitaria per un OGM destinato direttamente al consumo umano e non ai mangimi per animali d’allevamento, come sono in genere le diverse varietà di mais transgenico finora approvate. Se l’Europa autorizzerà l’importazione del riso Ogm della Bayern, gli agricoltori negli Stati Uniti potrebbero presto cominciare a coltivarlo. Il riso geneticamente modificato rappresenta una minaccia per la nostra agricoltura, la nostra biodiversità e un possibile rischio per la nostra salute. Gli OGM, oltre ad essere pericolosi per la nostra salute, sono anche una “scelta sbagliata” dal punto di vista nutrizionale? La risposta è affermativa! Poche persone, infatti, sanno che l’aumento della produzione attraverso le varietà di colture ad alto rendimento (semi ibridi) comporta l’impoverimento di sostanze nutritive, vitamine e proteine negli alimenti prodotti. È un fatto noto da decenni ad agronomi e scienziati agricoli, chiamato: “effetto diluizione”. L’aumento della resa delle colture a base di semi ibridi e l’uso di fertilizzanti sintetici aumenta il volume del materiale raccolto, ma è meno nutriente, soprattutto perché la stessa quantità di nutrienti si perdono in tante foglie, semi o frutta. Un recente articolo di Donald R. Davis analizza diversi studi realizzati in precedenza e conclude che nel caso dei grani di frutta e verdura si registra una diminuzione di sostanze nutritive, parallela all’ aumentato di produzione per ettaro. Nel caso di vegetali vi è una diminuzione di calcio e di rame dal 17 fino all’ 80%, oltre ad una perdita di altri elementi nutritivi come ferro, manganese, zinco e potassio. Uno studio del 2004 che ha misurato la quantità di proteine e di cinque vitamine (A, C e tre del complesso B) per 43 verdure ha trovato anche una diminuzione di questi elementi: fino a 6% di proteine e dal 15 a 38% per tre delle 5 vitamine studiate. Ulteriori analisi su mais e frumento confermano la stessa tendenza. Nella sua revisione, Davis conclude che, come la selezione di laboratorio per produrre ibridi si basa sull’incremento del volume di cereali, frutta e foglie, composta in gran parte di carboidrati, un incremento focalizzato implica la diluizione di “decine di altri nutrienti e sostanze fitochimiche“. Non è un fattore trascurabile: l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) chiama questa crescente mancanza di micronutrienti nei prodotti alimentari “fame nascosta“. La “Rivoluzione degli OGM” promuove l’uniformità dei campi con sementi ibride, la meccanizzazione e l’uso intensivo di pesticidi, ciò produce maggiori quantità di cibo, ma meno variegato e sempre meno nutriente. Allo stesso tempo gli OGM hanno favorito la concentrazione del commercio agroalimentare in una ventina di multinazionali che monopolizzano semi e pesticidi fino alla distribuzione e la trasformazione dei prodotti alimentari. Oltre ad essere meno nutrienti, questi cibi contengono più residui di pesticidi e sostanze chimiche, a causa di industrializzazione e imballaggio. Sono un generatore “silenzioso”, ma continuo e onnipresente di malattie, che vanno dal significativo aumento delle allergie ad effetti più gravi come problemi neurologici, malformazioni alla nascita, sistema immunitario indebolito, infertilità e cancro (per inciso, i pesticidi e i fertilizzanti sintetici distruggono il terreno e inquinano le acque). Inoltre basandosi su ibridi – ai quali s’introduce materiale genetico di virus, batteri e specie con le quali non si sarebbero mai incrociati in natura – sono resistenti a pesticidi diversi, per cui l’applicazione in massa di questi veleni lascia residui 200 volte più elevati rispetto ai metodi simili convenzionali anche coltivati con sostanze chimiche. L’American Association of Environmental Medicine (AAEM) si è pronunciata a maggio 2009 esortando i suoi membri, pazienti e pubblico in generale ad “evitare di mangiare OGM”. Ignorando queste realtà, molti governi e organismi internazionali ci dicono che hanno bisogno di produrre grandi quantità di alimenti con più agricoltura industriale e OGM per “risolvere” la fame nel mondo! La vera soluzione è proprio l’opposto: che la produzione alimentare sia locale e diversificata, nelle mani dei contadini e degli agricoltori che, su piccola scala, utilizzando sementi locali e fornendo cibo sicuro e nutriente, alimentino se stessi, le loro famiglie e le comunità.
Per chi volesse approfondire, ecco ulteriori notizie sul Glufosinato
Fonti: http://www.jornada.unam.mx/2009/08/15/index.php?section=opinion&article=023a1eco






































































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